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MAMMA!!! Chi è Gesù?

Posted by Ethel on dicembre 12, 2008

Questo argomento potrà essere inutile per chi ha una chiara fede, qualsiasi essa sia, e che è sicuro che voglia trasmettere la propria fede ai figli, ma quando non si approccia una religione in particolare o quando si vuole insegnare la libertà di religione ad un bambino la risposta che Gesù è figlio di Dio non vale più!

Dire anche che Gesù non è esistito, penso che sia un’incongruenza ancora maggiore, quindi penso che la cosa migliore sia, per i bambini più piccoli, dire che era una persona molto buona che credeva che tutti gli uomini fossero buoni e che è morto per affermare i suoi ideali penso che sia una cosa veritiera, che non coinvolge nessun sentimento religioso, e che fa capire come siano importanti degli ideali, per i quali si può lottare anche fino alla morte.

Man mano che vostro figlio cresce e che comprende meglio i rituali del Natale, della Pasqua e altre ricorrenze religiose, che scandiscono il corso annuale della vita di qualsiasi italiano, vi riproporrà la domanda in forme via via più specifiche, chiedendo se è figlio di Dio, se è vero che è risorto, se è vero che ha moltiplicato i pani e i pesci… per dare una risposta che non annulli tali credenze che gli verranno riproposte in continuazione da compagni, insegnanti, potete spiegargli che i cristiani, credono che Gesù sia il figlio di Dio, perchè i suoi ideali di amore erano talmente grandi da essere vicini a qualcosa di più grande e importante di qualsiasi cosa che è possibile da comprendere per l’essere umano, e tutti i gesti che gli vengono attribuiti è un modo per descrivere la sua generosità.

Il fatto che sia risorto è un pò più difficile da spiegare senza distruggere totalmente le credenze popolari però l’approccio che posso consigliare è che rinascere è qualcosa che non è permessa a nessuno, perchè chi muore non può ritornare e pensare che a lui sia stato permesso il ritorno è come pensare che in qualche modo sia stato premiato per il suo sacrificio.

So quanto sia difficile per un ateo esporre in questo modo la visione di Gesù al proprio figlio, ma viviamo in una società cristiana e distruggere la visione che giorno dopo giorno viene data a nostro figlio sulla religione è difficile, ma fargli capire che ci sono modi diversi di vedere la stessa cosa, può fargli apprezzare diverse culture, può dargli una visione più ampia della vita e, soprattutto, visto che i valori cristiani sono indubbiamente molto belli, si può trasmettere, con degli esempi, concetti di correttezza e bontà se no troppo difficili da spiegare.

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Leggenda dell’albero di Natale

Posted by Ethel on dicembre 12, 2008

Come tutte le tradizioni che  si rispettino anche quella che vede l’abete come simbolo natalizio, ha una storia che lo accompagna.

Era la Vigilia di Natale, e in un isolato villaggio. Era usanza che si facesse bruciare un ceppo di quercia nel camino e fu così che un bambino del villaggio si addentrò nel bosco alla ricerca di ceppi da ardere.

Preso dalla ricerca si attardò più del dovuto e scese la notte. Ritrovare la strada era praticamente impossibile e…cominciò a nevicare. Fitta la neve cadeva giù e il bambino, sempre più infreddolito e spaurito cercò riparo nel bosco. Ma gli alberi spogli non gli offrivano grande riparo…quando vide uno splendido albero verde. Sedutosi alle sue radici si raggomitolò per trovare maggior calore e lentament esi addormentò. L’albero, intenerito, lentamente con i suoi rami andò a proteggerlo. Così passò la notte.

Il giorno dopo il bambino fu svegliato dal vociare degli abitanti del villaggio che lo avevano cercato per tutta la notte. Uscito dal suo riparo potè riabbracciare tutti e… alzando gli occhi verso il suo amico albero si presentò un magnifico spettacolo davanti agli occhi di tutti. La neve, posandosi sui rami frondosi, aveva formato dei cristalli che deocravano maestosamente il bellissimo abete.

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L’albero di Natale

Posted by Ethel on dicembre 10, 2008

Ecco un altro simbolo consolidato del Natale: l’albero. Ma non un albero qualsiasi ma un sempreverde. Questo simbolo del rinnovamento della vita è stato, guardacaso, preso dalla tradizione pagana. E’ sempre stato presente sia nell’antichità che nel medioevo ed è stato solo successivamente assimilato dal Cristianesimo.

Non è certa la derivazione che se ne fa ai tempi moderni, ma sicuramente le prime tracce dell’usanza di addobbare gli alberi durante il periodo natalizio risale almeno alla Germania del XVI secolo.

Uno dei primi riferimenti storici alla tradizione si ha con una cronaca di Brema del 1570. Secondo tale scritto gli alberi venivano decorati con mele, noci, datteri e fiori di carta. E vi è addirittura una città che reclama la paternità di questa usanza: la città di Riga, alle porte della quale è stata posta addirittura una targa che in 8 lingue dice che fu lì che venne addobbato il primo albero di Natale nel 1510.

Un’usanza simile, precedente, si ha in un gioco medievale ch veniva celebrato il giorno della vigilia di Natale in Germania. Questo gioco prendeva il nome di gioco di ADAMO ed EVA. Consisteva nel riempire le piazze e le chiese di alberi da frutta quali simboli di abbondanza e richiamanti l’immagine del Paradiso.

Fu solo dopo diverso tempo che gli alberi da frutto furono sostituiti dagli abeti dato che, questi ultimi, avevano una profonda valenza “magica” . E non è un caso che sia proprio l’abete il posto in cui venivano deposti i bambini portati dalla cicogna.

L’usanza, originariamente intesa come legata alla vita pubblica, entrò nelle case nel XVII secolo ed agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania. L’uso di candele per addobbare i rami dell’albero è attestato già nel XVIII secolo.

L’albero di Natale fu a lungo considerato un uso protestante e fu la Chiesa stessa ad opporsi alla diffusione alle regioni a Sud del Reno. Fu solo dopo il Congresso di Vienna che iniziò a diffondersi questa usanza in tutte Europa. A Vienna l’albero di Natale apparve nel 1816 ed in Francia nel 1840.

Fu solo con il ’900 che l’albero di NAtale ebbe la sua massima diffusione sia in Europa che in NordAmerica, ma fu nel dopo guerra che acquisì una dimensione commercialmente consumistica.

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La Stella di Natale

Posted by Ethel on novembre 28, 2008

Si narra che a città del Messico, viveva una bambina indiana molto povera di nome Ines.

Era la sera della Vigilia e pensò che sarebbe stato un pensiero dolcissimo portare un fiore a Gesù.

Non avenvo i soldi per acquistarlo, vagò senza sapere dove andare quando vide un magnifico cespuglio tra i ruderi di una chiesa e ne raccolse dei rametti.

Per decorare questi rametti si tolse il bel fiocco rosso che aveva tra i capelli.

Quando arrivò alla chiesa era ormai buio inoltrato e pensò di essere sola. trovatasi di fronte a Gesù, poggiò il suo mazzolino delicatamente.

Ma…appena mise il suo dono vicino alla statua sentì delle voci dietro di sè che presero a commentare la bellezza di quel fiore da lei trovato. Le chiesero dove l’avesse trovato, lei non capendo si voltò di nuovo verso il suo piccolo ramoscello e vide che le foglie avevano preso una tonta scarlatta, le bacche il colo dell’oro.

E’ dall’amore per Gesù di una piccola bimba indiana che prese forma il fiore più bella del Messico: la Stella di Natale.

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La leggenda del SALICE PIANGENTE

Posted by Ethel on novembre 28, 2008

Sapete bambini perchè il salice piangente ha i rami che volgono verso il basso?

Ebbene è una storia che risale a tanto tanto tempo fa… in una notte buia durante la quale Giuseppe e Maria scappavano dai briganti in groppa all’asinello, stringendo forte tra le braccia il piccolo Gesù.

Stanchi del lungo peregrinare sostarono sotto un albero per riposare. Stanchi si addormentarono sotto le sue fronde.

Dopo alcune ore di sonno vennero svegliati dal vociare insistente dei briganti che si stavano avvicinando, non ancora ripresisi dalle fatiche stavano per riprendere il cammino, quando uno dei briganti si avvicinò pericolosamente al loro rifugio. Tremanti di paura non riuscivano neanche a parlare: cosa ne sarebbe stato di loro e del loro bambino? Cosa avrebbero fatto loro se li avessero scoperti e catturati…tanta la paura e tante le domande…ma nella frenesia un movimento lento e costante delle fronde degli alberi stava rispondendo al loro richiamo d’aiuto.

I rami che prima si ergevano dritti volti a raggiungere il cielo, si stavano flettendo come a voler toccare la terra e a creare uno scudo che potesse nascondere la famigliola alla vista dei loro inseguitori.

Così fu. I briganti passarono senza accorgersi di loro.

Appena il pericolo fu scampato. Uscirono dal loro nascondiglio e ringraziarono l’amico albero del soccorso che aveva prestato loro.

E’ un miracolo di amore della Natura per gli uomini, che viene ricordato dalla forma di questo magnifico albero.

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Natale: in ogni Paese un modo diverso di festeggiarlo

Posted by Ethel on novembre 26, 2008

Se chiedete ad un bambino italiano chi è Babbo Natale sicuramente vi risponderà convinto che è un vecchietto grassottello con una lunga barba bianca, che ama vestirsi di rosso e adora i bambini tanto, che ogni anno decide di far loro dei regali. Ma chi è e da dove venga veramente nessuno lo sa con precisione.

Diverse tradizioni accompagnano la leggenda di questo vecchietto e facilmente si sono adattate alle diverse culture.

In Germania (Froehliche Weihnachten)

Per i tedeschi il periodo natalizio ha inizio già a novembre, nel giorno di San Martino l’ 11/11 (che tra l’ altro corrisponde anche all’ inizio del carnevale). Si organizzano delle processioni nelle scuole in cui i bambini portano delle lanterne che serviranno ad illuminare la strada a San Martino.Talvolta ci si addentra anche nei cimiteri per illuminare lì dove c’è’ il buio.

San Nicola arriva il 6 Dicembre portando ai bambini cioccolatini e pan speziato ed altre leccornie.

Vergono poi preparate delle ghirlande, durante il periodo dell’Avvento, alle quali vengono associate delle candele nelle 4 domeniche che precedono il Natale. Dolci tipici di questo periodo sono i Lebkuchen o il Christollen che vengono accompagnati da vino speziato. E’ alla vigilia che si prepara l’albero e la sera della stessa arriva il Christkind (Gesu’ Bambino) e spesso si associa a questo arrivo anche quello di Babbo Natale per consegnare i regali a chi e’ stato bravo.

In questo giorno si usa consumare l’ Oca Arrosto o la Carpa Blu.

In Gran Bretagna

In Inghilterra le tradizioni natalizie non si distaccano molto da quelle degli altri Paesi. A Novembre si scrive la letterina e i negozi cominciano a mostrare i primi lustrini natalizi. Si attende il Natale aprendo progressivamente le finestrelle del calendario dell’avvento e due settimane prima di Natale si inizia a decorare la casa e l’albero.

I bambini si preparano ad accogliere i doni mettendo delle calze a disposizione di Father Christmas la vigilia, e mostrano la loro gratitudine lasciandogli un bicchiere di latte e un dolce (mince pie) e carote per la renna Rudolph.

Alla mattina del Natale si aprono i regali e a pranzo il classico tacchino ripieno e per dolce il Christmas Pudding o Christmas Cake. Alle 3 del pomeriggio: il discorso della Regina.

In Irlanda

Le tradizioni legate al Natale sono comuni alle nostre ma è nel giorno di S. Stefano che veniva seguita fino a poco tempo fa una caccia allo scricciolo.
Il motivo di tale accanimento e’ associato alla leggenda che accompagna il martirio di S. Stefano. Sembra infatti che il nascondiglio del santo fosse stato rivelato proprio dal fatto hce un uccellino che volò da dietro il cespuglio in cui si travava il santo.
E’ in memoria di questo episodio che gruppi di uomini, fingono di dargli la caccia, di catturarlo e poi di condurlo legato ad un bastone di casa in casa cantando e facendo la questua.
Naturalmente e’ solo una finzione. Ad oggi e’ di uso comune che uomini mascherati con abiti vecchi vadano di casa in casa offrendo canti ed intrattenimento.

In Polonia

In Polonia l’ albero di Natale si addobba il giorno della vigilia. Ed in questo giorno si mangiano solo cibi magri come il pesce o la verdura privi di qualsiasi grasso animale o vegetale.

A Natale spesso c’e’ la neve e si preparano dei bellissimi fuochi su cui arrostire salcicce.

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L’evoluzione di Babbo Natale

Posted by Ethel on novembre 18, 2008

Tre simpatici vecchietti che portavano doni a tutti i bambini, comparsero per la prima volta in Francia, Inghilterra e Germania, con il nome rispettivamente di Père Noel, Father Christmas e il Weihnachtsmann.

Ai primi del 1900 Santa Claus era sempre presente nelle celebrazioni natalizie: sulle cartoline e nella pubblicità; protagonista di storie, compariva in moltissime rappresentazioni; e simpatici omini vestiti da Babbo Natale si trovavano nei grandi magazzini e agli angoli delle strade per riscuotere soldi da dare in beneficenza.

La sua immagine era univocamente riconosciuta come un simpatico e gioviale nonnetto con la barba, stivali neri e giacca con i bordi di pelliccia e un’ampia cintura. Alcune volte cambiava il proprio abito e lo sostituiva con una lunga veste ed un berretto, ma si distingueva dalle altre figure europee similari, perchè tendevano ad essere più imponenti e meno paffute.

Le due guerre mondiali spedirono milioni di soldati americani oltre oceano, che portarono con loro anche le usanze natalizie e la figura di Santa Claus.

Fu ampiamente osteggiato in tutta Europa: bruciato in Francia, fuorilegge in Olanda, picchiato in Bosnia e criticato dai vescovi cattolici nell’America latina, ma riuscì a sopravvivere a queste critiche tanto che tutt’oggi resta il simbolo del Natale per milioni di persone…e tale sembra voglia rimanere anche nel futuro.

E’ un lavoro duro quello di Babbo NAtale, tanto che con il tempo si è circondato di laboriosi aiutanti che lo coadiuvano nel fabbricare e portare doni a tutti i bambini.

I più piccini, ad oggi, credono che al Polo Nord, nella sua immensa fabbrica di regali ci siamo una schiera di elfi.

E’ dalla Scandinavia che è partita l’idea di associare gli elfi alla stagione natalizia, ma normalment evenivano visti più con simpatici disturbatori della quiete che non aiutanti di qualche simpatico nonnetto…ma come abbiamo visto le figure tradizionali sono soggette alle revisioni. Fu, infatti, solo agli inizi del XX secolo che in Danimarca, Norvegia ed Islanda gli elfi assunsero dei connotati benevoli.

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