E’ facile nel mondo dei genitori entrare in competizione: ‘mio figlio è più bravo’ ‘mio figlio fa più cose’ ‘Oh come sono impegnato…non puoi capire’ (come se gli altri non avessero impegni) insomma sembra si abbia un atteggiamento costante in cui si fa a gara a chi dà di più ai propri figli o a chi fa di più o… spesso sembra quasi che ci si dimentichi realmente cosa richiedano i figli, tanto si è presi dal dargli… ma poi… ce l’hanno chiesto?
Ancora: ‘Oh quant’è bravo quel bambino, così calmo… la madre deve essere molto brava!’
O.K. l’educazione, ma se un bambino è vivace o calmo questo non dipene dall’educazione, si può essere la mamma più brava del mondo ma se riesci a tenere un bambino vivace seduto per più di 5 minuti (e ho detto l’ipotesi più ottimistica)… sei o un mago o un naziskin.
Mettiamola sotto altri termini: se dovessero valutarmi come mamma in base a quanto sono calmi i miei figli… dovrei essere la peggiore delle mamme, eppure i miei figli sono sani, vanno bene a scuola, sono molto indipendenti… l’unica cosa è che se gli chiedi di stare fermi quando sono presi dal gioco si fermano dopo un’ora :-O.
Di cose sbagliate ne vengono fatte a tonnellate… tutti i giorni ed essere perfetti potrebbe essere uno degli errori più grandi che si possano fare!
Un’altra cosa cui sono spesso portati i genitori è valutare i propri figli in funzine degli altri bambini e questo penso sia uno degli errori più grandi: vostro figlio magari sarà un atleta ma potrebbe non amare la matematica, potrebbe invece essere un lettore accanito ma odiare gli sport.
I termini di paragone si debbono avere ma farli sentire il meno possibile e in caso, dare dei riferimenti non come ammonizioni di inferiorità o superiorità di vostro figlio rispetto ad altri ma come se voleste dargli una direzione dove andare.
Nessuno è migliore o peggiore di qualcun altro, ma siamo tutti diversi, con diverse attitudini e diverse passioni che ci porteranno, col tempo, lungo strade diverse, ma non per questo migliori o peggiori delle altre.
E’ un messaggio difficile da dare ad un bambino, e non sempre ci riesco a darlo… ora provo a darvi degli esempi di momenti in cui penso che il messaggio sia arrivato chiaro e forte.
Una volta chiesi a mia figlia come fosse andata l’interrogazione, felice mi annunciò il suo voto “ho preso 9e1/2… penso sia stato il voto più alto della classe…ma non mi ricordo se qualcuno ha preso più di me…” io la fermai e le feci capire che a prescindere dal fatto che qualcuno avesse preso o no un voto più alto del suo, il suo risultato era meraviglioso!
Stessa cosa successe ad un’altro compito, al quele però riuscì a prende a malapena la sufficienza, dopo che aveva studiato ed io ben sapevo cosa realmente sapesse. Non la sgridai, non c’era motivo, lei l’impegno lo avevo messo tutto, ma cercai di capire il perchè della lacuna domandandole quali erano le domande e come avrebbe risposto. Appurato che le risposte che avrebbe dato sarebbero state corrette… a me questo bastava… lei per me era da ottimo!
Questi sono esempi, ma non è sempre facile comportarsi lucidamente, soprattutto se abbiamo delle forti aspettative, ma quello che dobbiamo sempre avere in mente è che:
I NOSTRIfigli sono UNICI e quindi non paragonabili ad altri, ma dobbiamo sempre tenere a mente il loro valore intrinseco e portarli sempre ad esprimerlo al MASSIMO… non chiediamo ai nostri figli di essere migliori di qualcun altro ma di essere al meglio delle LORO possibilità.
Le competizione con se stessi è la più sana perchè si vince ogni volta che si arriva a migliorare se stessi.
I propri successi. Sono tutte quelle volte che ci siamo trovati di fronte ad un problema e abbiamo avuto la forza, la capacità, le risorse per superarlo.
Ricordarsi questi momenti quando siamo in un periodo buio ci permette di attingere alle nostre risorse in modo più immediato. Perchè, quando siamo in preda ad un problema ci facciamo prendere dallo sconforto e questo ci appare più grande di quanto non sarebbe se noi fossimo coscienti delle nostre potenzialità.
Se siamo arrivati dove siamo arrivati nella nostra vita è perchè abbiamo superato delle difficoltà, più o meno grandi che esse siano, ma questo viene dimenticato tropo frequentemente…
E’ facile scordarsi dei problemi una volta superati, ma cerchiamo di non dimenticarci degli insegnamenti che ci hanno dato, della forza che abbiamo trovato per superarli, una forza che normalmente abbiamo, ma sopita perchè non necessaria nella vita di tutti i giorni… ma ce l’abbiamo, e possiamo attingere ad essa in ogni momento ne abbiamo bisogno.
Spesso quando racconto che sono arrivata alla fine degli studi con ude bambini mi viene chiesto ‘Ma come hai fatto?!?!’ e io puntualmente rispondo ‘Non lo so’.
Quello che so è che nel momento in cui si hanno dei problemi vengono messe in gioco delle forze enormi, che ci permettono di scalare la nostra montagna.
Quando elenco le cose che facevo ogni giorno talvolta mi rendo conto che iritmi che tenevo erano veramente sopra le righe… ma non me ne accorgevo: dormivo neanche 5 ore a notte, studiavo 4 ore al giorno e per 5 ore stavo in laboratorio, poi 4 ore del pomeriggio le passavo con i miei figli e le restanti… frequentavo le lezioni se avanzava tempo tra il mangiare e gli spostamenti (ovviamente indispensabili).
In questo processo di memorizzare, interiorizzare e trovare la forza di superare le difficoltà ci ha aiutato questo sito.
L’impegno che abbiamo messo nella scrittura degli articoli, la spinta a trovare argomenti da trattare ci hanno portato a riflettere sulla mia vita, sul nostro essere genitore e questo ha permesso di trarre insegnamento dai nostri errori, che abbiamo osservato non vergognandoci di averli fatti ma felici di essere così umili nell’accettarli e nel giudicarli, farne le dovute modifiche e proseguendo nella nostra crescita.
Questo è un punto assai dolente per i genitori perchè il processo di responsabilizzazione dei figli richiede un impegno iniziale non indifferente e quindi rimandato ad oltranza… e questo perchè non si sa quanti in realtà siano i benefici futuri.
Quante volte ho visto ragazzi di 9-10 anni non sapersi vestire da soli o non aiutare nelle faccende domestiche come apparecchiare/sparecchiare, rifare i loro letti, mettere a lavare i loro vestiti, riordinare la stanza…
Sinceramente da quando sono piccoli ho cercato di insegnargli a vestirsi e ad invogliarli ad aiutare in casa e, dato che per loro è un gioco e si divertono a mostrare la loro bravura nelle faccende domestiche… unisco l’utile al dilettevole!
Spesso mi fanno la sorpresa di farmi trovare la stanza in ordine o, mentre cucino, di farli apparecchiare o ancora, aiutarmi a pulire le verdure.
Questo aiuta il genitore per diversi motivi:
1) riduce le cose da fare;
2) trova un compagnia mentre lavora in casa;
3) per non dire poi che trova un occupazione ai figli che magari in quel momento non hanno trovato un gioco piacevole da fare e si stanno impegnando a litigare aumentando la tensione in casa.
Giocare a ‘fare i grandi’ è uno dei giochi più divertenti per i bambini perchè viene concesso loro di fare delle cose che per loro sarebbero off-limits.
Ricordo piacevolmente una simpatica festicciola a casa di un amico in cui mia figlia si cimentò nella cucina alla brace: io fui sorpresa dell’attenzione che metteva nel maneggiare i ferri vicino al fuoco e lei fu soddisfatta della sua conquista… in qualche modo quel giorno siamo cresciute entrambe!
Questo articolo è per tutti quelli che si sentono genitori perfetti o che vorrebbero esserlo o che ritengono che esserlo sia veramente possibile o che esserlo sia veramente positivo.
Dovete mettervi in testa una cosa e la dovete ripetere a voi stessi 100 volte al giorno
‘I GENITORI SONO ESSERI UMANI E NON SUPEREROI‘!
SBAGLIERETE SEMPRE anche se ritenete di aver fatto la cosa più giusta… ci sarà sempre qualcuno che vi dirà che era meglio che vi comportavate in un altro modo, i vostri figli vi rimprovereranno sempre sia che gli avrete detto un SI’ sia che gli avrete detto un NO… quello che è importante, se non essenziale, è che, se vi chiedono il perchè voi abbiate preso una decisione, dovete saper rispondere con chiarezza.
Cosa vuol dire questo: che dovete avere chiaro dentro di voi perchè fate una scelta e non un’altra, in modo che, in caso di discussione, una cosa sia chiara ai vostri figli… che con i vostri gesti volete trasmettergli dei valori e un modello di vita.
NON DOVETE ESSERE PERFETTI: potete dimenticare le cose, potete arrabbiarvi più del dovuto, potete ritornare su posizioni prese in precedenza, questo non è sintomo di insicurezza, ma di duttilità, e insegna ai vostri figli che, come si può sbagliare, si può riparare agli errori e così non si spaventeranno per una caduta, perchè sapranno di potersi rialzare.
L’imperfezione di un genitore è importante anche perchè permette al bambino di correggerlo e quindi di riuscire a capire quanto chiare nel bambino siano le regole che gli abbiamo voluto trasmettere.
Inoltre questo aiuta il bambino a sentirsi grande perchè è lui a correggere il genitore (e non il contrario) e gli dona la fiducia di potersela cavare in determinate situazioni anche senza l’intervento dell’adulto.
La cosa importante è che da ogni errore dobbiamo trarre un insegnamento importante per noi e per i nostri figli in modo da CRESCERE INSIEME!
Tutti i genitori si ritrovano a rincorrere festicciole e attività pomeridiane dei loro figli, nonchè recite e gite, nonchè visite agli amichetti e…
Ma molti tendono a farsi fagocitare da tutto questo!
Quanti di noi genitori hanno rinunciato a qualcosa nel momento in cui hanno avuto dei figli? Forse tutti, forse quasi tutti… ma sicuramente la maggior parte di noi.
Penso che sia una delle cose più sbagliate per diversi ordini di motivi:
1. Il primo perchè si riversanole proprie frustrazioni e le proprie passioni represse sui figli, spingendoli in numerose attività adducendo come motivo che era un nostro sogno e che vorremmo che almeno loro lo
realizzassero.
Ma… i vostri figli non siete voi… loro possono non avere le vostre stesse attitudini, possono non essere attratti dalle cose che attraggono voi, e costringere i figli a coltivare le VOSTRE passioni rischia di non
permettergli di coltivare le PROPRIE!
2. Un altro motivo è che frustrando le nostre passioni blocchiamo qualcosa in noi e ciò rischia di impedirci di vivere la genitorialità come un dono più che come una privazione.
I nostri spazi sono importanti quanto quelli dei nostri figli. Ritagliare 1o2 ore al giorno per noi è un modo per sentirci liberi, rilassarci dalle incombenze, sentire che possiamo ancora dedicarci a noi stessi senza
dipendere costantemente dalle esigenze della famiglia.
Se c’è una cosa che non ho mai sopportato in mia madre e che stavo acquisendo anche io era quella di ribadire costantemente a quante cose nella vita avevo rinunciato per i miei figli, per mantenere la mia
famiglia, per essere altamente efficiente sotto ogni putno di vista, tanto che avevo preso tutto come una missione di guerra :-O: non c’era spazio per me se no ne toglievo ai miei figli, allo studio, ai dovevi in generale… le mie emozioni non contavano (piangevo nei ritagli di tempo)… e questo e sfociato in un allontanamento dallo spirito iniziale di amore e dolcezza che ho immediatamente provato quando ho scoperto di essere incinta.
3. Un altro motivo per il quale ritengo sia importante staccare e dedicarsi a ciò che ci gratifica maggiormente è dato dal fatto che questo ci permette di rientrare nel nostro ruolo di genitori con maggiore vigore e rilassamento e quindi di vedere e intervenire sui nostri figli in modo meno pressante e ‘prestazionale’.
Cosa voglio dire con PRESTAZIONALE ?!?
Avendo come unico scopo della vita i nostri figli e focalizzandoci solo su di loro, rischiamo di imporgli la nostra voglia di successo nella vita.
Se l’unico nostro ruolo è quello di genitori ci fa sentire male l’idea di poter fallire in tale mansione… ma se, contemporaneamente, siamo anche nuotatori, ciclisti, corridori, fotografi, cuochi, questo ci permette di
delocalizzare la nostra attenzione.
4. L’ultimo motivo, che però io ritengo essere il più importante, è che CE LO MERITIAMO. Fin dal mattino e così per tutta la giornata abbiamo pensato ai figli, al lavoro, alla casa… ora tocca pensare a noi stessi e sentirci sereni nel farlo è importante.
Non fatevi dire da nessuno che siete dei genitori snaturati perchè dedicate del tempo esclusivamente a voi stessi… è solo un modo per non scoppiare.
Questo l’ho capito solo dopo più di 7 anni in cui avevo accumulato una quantità di stress indicibile che scaricavo inevitabilmente sui miei figli e vi assicuro… non ero una madre migliore di quanto non lo sia adesso che coltivo la mia passione… anzi… tutt’altro!
L’altro giorno una psicologa ci ha detto di scrivere cosa ci ha aiutato nella nostra ‘carriera’ di genitori.
Le cose che ci hanno aiutato a migliorare come genitori si possono contare sulla punta delle dita di una mano. Non le enuncerò in ordine di importanza ma solo nell’ordine in cui mi vengono in mente.
Prima di cominciare voglio che sia chiara una cosa ‘GENITORI SI DIVENTA‘: nessuno nasce imparato e nessuno può insegnare a qualcun’altro come gestire i propri figli, in quanto ogni bambino è diverso (esigenze, richieste, carattere…) ed è lui che, con il tempo, ti insegnerà ad essere il genitore migliore per lui… la cosa importante? Non trincerarsi in idee che pensiamo giuste anche se vediamo che alla prova dei fatti, con nostro figlio, non funzionano!
Quelle che andrò ad enunciare non sono delle regole, ma modi di pensare che possono aiutarvi a togliervi di dosso degli stereotipi che rendono forse troppo opprimente il ruolo di genitore.
Sono osservazioni di vita, così come le abbiamo percepite noi. Non le abbiamo avute sempre presenti, anzi si sono venute via via a palesare, man mano ci accorgevamo che la gioia dello gestire la nostra vita genitoriale si stava trasformando in qualcosa di monotono, noioso e routinario… quindi siamo partiti alla ricerca della nostra gioia iniziale e ci siamo accorti che, per la strada, ci eravamo persi… noi stessi!
Sì avevamo dimenticato che prima di essere dei lavoratori, prima di essere dei genitori… eravamo delle persone, con le nostre esigenze, che di giorno in giorno venivano sopite e ogni giorno insieme a queste veniva a sfumarsi lo slancio appassionato che avevamo nei confronti dei nostri figli.
Come lo abbiamo ritrovato?
Osservandoci dentro… e siamo arrivati a queste conclusioni…
Quante volte vostro figlio vi ha fatto i capricci perché voleva questo, voleva quello, e le sue richieste insistenti vi tartassava con cose sempre nuove?
Io ho risolto il problema soddisfacendo le loro richieste solo a patto che…e lascio alla vostra fantasia quale richiesta porre a vostro figlio.
In base alla consistenza della sua richiesta potete dare delle condizioni con scadenze diverse:
-ad esempio per un gelato, si possono dare delle condizioni del tipo 2dato che oggi andiamo dalla zia, se ti comporti bene ceniamo con il gelato”
-per il NINTENDO… “se alla fine dell’anno avrai una buona pagella, mamma te lo regala”
Proporre un gelato nel secondo caso risulta sproporzionato all’impegno richiesto dal bambino, quindi sta a voi dare un metro di valutazione congruo.
La regola del DARE e AVERE è una regola che viene ben sottolineata da questo atteggiamento e vi permette di fare dei regali senza che i vostri figli vengano viziati, in quanto assolvono più il compito di premi.
Questo è importante perché insegna il valore delle cose ed insegna ad apprezzarle, perché arrivano dal duro lavoro su se stessi, sulla coscienza di se stessi.
Vi stupirete come sia più bello il viso di vostro figlio quando ottiene qualcosa dal merito, è come lo sentisse più suo, ed entra in modo gentile nel duro mondo della meritocrazia.