Come spesso ho fatto notare i miei articoli sono ispirati alle molteplici domande, talvolta spiazzanti, dei miei figli, cui sono sottoposta assai frequentemente.
A volte il primo impatto mi porta a pensare ‘che domande stupide’, ma poi quando vado a dare una risposta spesso risulta non corretta o parziale o del tutto impossibile da formulare in termini semplici… ed è in quel momento che comincio a riflettere e normalmente per darmi il tempo per tali riflessioni dico: ‘ Ora mamma non sa come risponderti, appena lo so ti rispondo’.
Una delle domande che mi hanno messo in crisi negli ultimi giorni è stata ‘Perchè le persone diventano cattive?’.
Ho provato a darle una risposta, ma il tono che usavo non era assolutamente convinto come se la risposta fosse un palliativo invece che una risposta completa e precisa come mi piace dare.
Ieri ho avuto delle esperienze assai negative dovute proprio alla cattiveria della gente e nella mia testa è risuonata per tutto il giorno la domanda di mia figlia. Questa domanda era talmente presente nella mia mente che ho sentito come se fosse un quesito mio e non più solo quello di una bambina di 8 anni.
Oggi ho trovato una risposta. La tensione che mi avevano creato gli atteggiamenti ostili delle persone mi hanno portato a pensare negativamente circa alcuni comportamenti di uan persona.
Io, per come sono fatta, se un atteggiamento può avere due interpretazioni (una positiva ed una negativa) tendo a scartare sempre quella negativa. Ebbene forse per la prima volta nella mia vita ho scartato quella positiva: e mi sono sbagliata!!!
Ecco la mia risposta allora alla domanda di mia figlia: le persone diventano cattive quando si accorgono che, vedendo sempre il mondo in modo positivo, si ritrovano continuamente bastonate, quindi il loro pensiero si trasforma in una costante negativa, questo genera paura e insicurezza, che si tramutano in aggressività e… cattiveria, quando questa aggressività risulta poi ingiustificata.
Ora faccio una promessa: non ho più intenzione di farmi condizionare dagli atteggiamenti negativi delle altre persone: il positivo deve essere visto come positivo e il negativo come negativo… sbagliarsi non è assolutamente ammesso, meglio considerare positive le cose negative e poi ritrattare.
Questo si avvicina molto al principio su cui baso ogni mio rapporto: allontanare le persone o disfare le cose è assai più semplice e veloce che non tenere vicino le persone e costruire le cose è per questo che non bisogna MAI lottare per tenere lontane le persone se no rischiamo di crearci dei vuoti, fuori e dentro che a lungo andare diventano incolmabili.
Penso sia un principio fondamentale che non debba MAI essere disatteso… se non si vuole diventare CATTIVI!
Quando i genitori non sono mai d’accordo tra di loro e quindi sembrano esser rivali o c’è una divergenza profonda o squilibrata nella ripartizione delle responsabilità, quando non si ha una visione comune, il figli se ne approfittano, ma sempre a loro spese.
Una coppia di genitori è innanzitutto educativa. Quando uno dei due assume su di sé tutti gli incarichi, o ogni sua decisione è rimessa in discussione dal partner, i bambini approfittano di questa mancanza di coerenza e di unione per arrogarsi il potere di pretendere.
Risultato: i genitori si limitano ai conflitti tra di loro, la loro autorità si indebolisce e i bambini non sanno più su chi o cosa fare affidamento.
Il consiglio quasi immediato che potrebbe venire è quello di trovare coerenza. Dove coerenza non significa coesione, ma si può essere d’accordo sull’obiettivo da raggiungere, anche se i mezzi con cui ci si vuole arrivare sono diversi.
Formare una squadra di genitori coerente vuol dire esporre al partner i propri dubbi, le proprie convinzioni e proposte, ascoltare le sue, per poi decidere insieme la condotta da tenere. È bene evitare di denigrare il partner davanti ai figli. I bambini non devono essere presi a testimoni in un conflitto. Occorre interrogarsi regolarmente insieme: quali sono i nostri valori? Che famiglia vogliamo? Dove si ha bisogno di essere sostenuti dal partner?
Malintesi non detti nutrono conflitti e rimproveri.
Uno dei problemi più grandi è confondere i ruoli tra il genitore e il bambino. Nella vostra famiglia, i sicuri che differenza di ruolo sia sufficientemente chiara.
In mancanza di una divisione e di una gerarchia ben definite, regna la confusione. Relazione da amici, il mito di Peter Pan o bambini e su cui gravano troppe responsabilità, interscambio delle funzioni, bisogno assoluto di complicità… Quando la famiglia si ingarbuglia, i bambini si perda. Virgolette ognuno ha proposto chiuse le virgolette: questa l’equazione di base per stabilire un buon equilibrio familiare psichico per costruire la propria identità, bisogna avere dei limiti, confrontarsi con personalità mature e disporre di punti di riferimento stabili e rassicuranti. Uno dei consigli è quello di assumere il ruolo adeguato alla vostra età. gli la famiglia una gioiosa banda di amici: i genitori e bambini dovreste distinti nella gerarchia familiare. A suo e il proprio ruolo di genitore significa anche saper accettare i conti gli scomodi: proibire punire, rimproverare criticare… Non è sempre piacevole ma è molto più educativo per il bambino che avere un genitore indeciso o sfuggente. Si può diventare complici con il breve bambino pur restando adulti. A condizione di non voler colmare il fosso che separa le generazioni. Vale a dire di non desiderare la libertà, la giovinezza, l’assenza di responsabilità dei propri figli. Sì ai piccoli prestiti di vestiti, no al guardaroba comune. Sì a consigli e suggerimenti, no alle sollecitazioni che mettono il bambino nella condizione di decidere come se fosse adulto; sì ai piaceri comuni, no al predominio sistematico della vita familiare su quella di coppia.
Questo problema subentra piano piano man mano che il bambino comincia a crescere. Per intimità viene considerato anche il rispetto che possono avere i genitori per alcuni segreti dei figli, rischiando di confondere la prossimità con l’invadenza.
Che genitori siano trasparenti (se non invisibili) oppure onnipresenti… il problema è lo stesso: il diritto all’intimità non è sufficientemente rispettato!
Confidenze eccessive tra genitori e figli, esibizione dell’ intimità della coppia, eccessiva mancanza di pudore corporeo o emozionale… In ogni caso, l’invasione dei genitori ha sempre delle conseguenze dannose sul bambino: difficoltà a rendersi autonomi, mancanza di fiducia in sé, aggressività repressa, problemi affettivi.
Trovare la giusta distanza è la cosa migliore.
Rispettare la vita privata dei propri figli è la prima regola d’oro.
Accettando l’idea che una famiglia è una comunità composta da individui distinti, con bisogni specifici a seconda dell’età, della personalità e della posizione all’interno del nucleo.
Il rispetto del bambino comincia con una nozione fondamentale: insegnargli che il suo corpo gli appartiene. A volte non è facile delimitare univocamente la sfera dell’ intimità, ma si possono tenere presenti dei punti di riferimento come la necessità del bambino di disporre di un territorio tutto per sé (camera), o avere un letto proprio o la propria scrivania, nonchè avere dei segreti, scegliere come vestirsi o quale relazione avere. Naturalmente si parla di esigenze che compaiono con la crescita del bambino, il problema è stare attenti a quando compaiono, ignorarle potrebbe impoverire la crescita del bambino in quanto non vede apprezzati i suoi progressi e le sue mutate esigenze.
Un altro modo per rispettare l’intimità di un bambino è quello di lasciargli le sue idee, le sue emozioni, i suoi sentimenti. Ha il diritto di esprimerli o di averli per sè. Tenere la giusta distanza dal proprio bambino significa rinunciare a sapere tutto di lui. Non è disinteresse, assolutamente, in qualsiasi momento il bambino deve sapere di poter contare su di voi, ma se è restio a parlarvi vuol dire che deve maturare qualcosa dentro prima di potervi esprimere il suo pensiero, lasciateglielo fare, e vedrete che verrà premiata la vostra pazienza.
Il primo problema che di solito si pone ad un genitore è quello di costituire una certa l’autorità sui propri figli. Infatti molti genitori non riescono a farsi rispettare perché sono entrati in un limbo di permissivismo in cui le punizioni restano tali e le sanzioni vengono sempre cancellate, mentre il regolamento familiare varia in base al loro umore.
Uno scenario opposto può essere quello in cui fioccano punizioni severe, oppure quando manca il dialogo con i figli nei periodi di crisi o viene fatta stretta vigilanza sui loro spostamenti, sulle loro amicizie e la loro vita scolastica.
Il lassismo genera conflitti, nonchè ansia nei bambini, mancando veri punti riferimento che possano mostrare chiarezza e coerenza al bambino. Anche l’autoritarismo, di contro, può provocare dei conflitti e generare rapporti di forza, che metteno un freno allo sviluppo del bambino.
Il consiglio? Siate fiduciosi delle vostre capacità genitoriali, focalizzate quali sono i vostri principi, quelli che vorreste che accompagnassero vostro figlio per tutta la vita e imponetevi su quelli. Gli strumenti che utilizzerete saranno calibrati alle vostre aspettative, riuscirete sicuramente a trovare un equilibrio considerando che l’autorità è sinonimo di responsabilità.
L’autorità dipende dalla fiducia che i genitori hanno nella propria capacità di scegliere e applicare quello che ritengono giusto e necessario allo sviluppo dei propri figli, modellando le vostre risposte sui vasti valori e sulla personalità del vostro bambino.
Un genitore è un despota illuminato: dispensa consigli, grande dialogatore, ma alla fine è lui a prendere le decisioni e a disporre dei mezzi per farle rispettare.
Un’idea potrebbe essere quella di convocare una sorta di consiglio familiare e farlo diventare un rito prima di perdere la bussola… Una riunione in cui ognuno esprime le proprie critiche e proposte, dopo del quale i genitori si consultano e decidono.
Le proposte dei vostri figli potrebbero essere veramente illuminanti! E, da saggi despoti, tenerle in considerazione vi permette di modellare le richieste dei vostri figli alle esigenze familiari.
Su questo argomento comunque mi riservo di tornarci con più calma.
Mi è sembrato giusto inserire quest’argomento perchè, essendo questo un sito amatoriale di consigli per genitori e bambini, non si vuole salire su un piedistallo, ma si vuole mettere a disposizione la propria esperienza in modo che, per i futuri genitori, si abbia già un set di risposte concrete ad alcuni dubbi o problemi che si possano porre sul loro cammino.
Si è sempre più bombardati dai più disparati consigli, e si è ansiosi di fare del proprio meglio, ma molti vengono assaliti dai dubbi e dalle incertezze. Il fatto di vedere che ci sono diverse soluzioni valide, il fatto di osservare che ad un problema ci sono delle soluzioni che sono corrette per alcuni mentre per altri no, permette ai genitori di non doversi mettere l’etichetta dell’invincibilità.
Nei casi in cui questi dubbi si fanno più pressanti: Fermatevi!
Un controllo tecnico può aiutare.
Qui vi suggeriamo alcune riflessioni che potreste fare per verificare se le vostre linee guida sono abbastanza coerenti con i risultati che si vogliono ottenere.
Dato che al mondo genitori perfetti non esistono, fare un bilancio quando si ha l’impressione che si stia perdendo la rotta educativa o si hanno dei dubbi circa l’efficacia dei propri interventi può essere molto utile.
Si tratta di porsi delle domande, mettersi in gioco, guardare il cammino già intrapreso, pensare al futuro.
Obiettivo: individuare i punti fermi, ma anche le mancanze, della propria azione educativa.
Interrogarsi permette di cambiare prospettiva, di trovare soluzioni creative, ad hoc per i propri figli, e di misurare il realismo delle proprie attese.
Vincete le vostre insicurezze: ’sono troppo distante?…mi sto facendo coinvolgere troppo?…non devo cedere mai? o posso trasgredire qualche volta?’
Com’è difficile il mestiere di genitore!
Sarà per questo che sempre meno persone vogliono fare i figli… ma NOI…pionieri di questa giungla…armiamoci di tutti i nostri strumenti…sfoltiamo la erta vegetazione per raggiungere i nostri ideali di famiglia…e aiutarci ci aiuta (scusate il gioco di parole)!