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Bambini Genitori Figli

Feb
20

Bilancio di genitori: L’UNIONE DEI PARTNER

Posted by Ethel on Febbraio 20, 2009

Quando i genitori non sono mai d’accordo tra di loro e quindi sembrano esser rivali o c’è una divergenza profonda o squilibrata nella ripartizione delle responsabilità, quando non si ha una visione comune, il figli se ne approfittano, ma sempre a loro spese.

Una coppia di genitori è innanzitutto educativa. Quando uno dei due assume su di sé tutti gli incarichi, o ogni sua decisione è rimessa in discussione dal partner, i bambini approfittano di questa mancanza di coerenza e di unione per arrogarsi il potere di pretendere.

Risultato: i genitori si limitano ai conflitti tra di loro, la loro autorità si indebolisce e i bambini non sanno più su chi o cosa fare affidamento.

Il consiglio quasi immediato che potrebbe venire è quello di trovare coerenza. Dove coerenza non significa coesione, ma si può essere d’accordo sull’obiettivo da raggiungere, anche se i mezzi con cui ci si vuole arrivare sono diversi.

Formare una squadra di genitori coerente vuol dire esporre al partner i propri dubbi, le proprie convinzioni e proposte, ascoltare le sue, per poi decidere insieme la condotta da tenere. È bene evitare di denigrare il partner davanti ai figli. I bambini non devono essere presi a testimoni in un conflitto. Occorre interrogarsi regolarmente insieme: quali sono i nostri valori? Che famiglia vogliamo? Dove si ha bisogno di essere sostenuti dal partner?

Malintesi non detti nutrono conflitti e rimproveri.

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Gen
30

Bilancio di genitori: LA GERARCHIA FAMILIARE

Posted by Ethel on Gennaio 30, 2009

Uno dei problemi più grandi è confondere i ruoli tra il genitore e il bambino. Nella vostra famiglia, i sicuri che differenza di ruolo sia sufficientemente chiara.

In mancanza di una divisione e di una gerarchia ben definite, regna la confusione. Relazione da amici, il mito di Peter Pan o bambini e su cui gravano troppe responsabilità, interscambio delle funzioni, bisogno assoluto di complicità… Quando la famiglia si ingarbuglia, i bambini si perda. Virgolette ognuno ha proposto chiuse le virgolette: questa l’equazione di base per stabilire un buon equilibrio familiare psichico per costruire la propria identità, bisogna avere dei limiti, confrontarsi con personalità mature e disporre di punti di riferimento stabili e rassicuranti. Uno dei consigli è quello di assumere il ruolo adeguato alla vostra età. gli la famiglia una gioiosa banda di amici: i genitori e bambini dovreste distinti nella gerarchia familiare. A suo e il proprio ruolo di genitore significa anche saper accettare i conti gli scomodi: proibire punire, rimproverare criticare… Non è sempre piacevole ma è molto più educativo per il bambino che avere un genitore indeciso o sfuggente. Si può diventare complici con il breve bambino pur restando adulti. A condizione di non voler colmare il fosso che separa le generazioni. Vale a dire di non desiderare la libertà, la giovinezza, l’assenza di responsabilità dei propri figli. Sì ai piccoli prestiti di vestiti, no al guardaroba comune. Sì a consigli e suggerimenti, no alle sollecitazioni che mettono il bambino nella condizione di decidere come se fosse adulto; sì ai piaceri comuni, no al predominio sistematico della vita familiare su quella di coppia.


Gen
10

Bilancio di genitori: L’INTIMITA’

Posted by Ethel on Gennaio 10, 2009

Questo problema subentra piano piano man mano che il bambino comincia a crescere. Per intimità viene considerato anche il rispetto che possono avere i genitori per alcuni segreti dei figli, rischiando di confondere la prossimità con l’invadenza.

Che genitori siano trasparenti (se non invisibili) oppure onnipresenti… il problema è lo stesso: il diritto all’intimità non è sufficientemente rispettato!

Confidenze eccessive tra genitori e figli, esibizione dell’ intimità della coppia, eccessiva mancanza di pudore corporeo o emozionale… In ogni caso, l’invasione dei genitori ha sempre delle conseguenze dannose sul bambino: difficoltà a rendersi autonomi, mancanza di fiducia in sé, aggressività repressa, problemi affettivi.

Trovare la giusta distanza è la cosa migliore.

Rispettare la vita privata dei propri figli è la prima regola d’oro.

Accettando l’idea che una famiglia è una comunità composta da individui distinti, con bisogni specifici a seconda dell’età, della personalità e della posizione all’interno del nucleo.

Il rispetto del bambino comincia con una nozione fondamentale: insegnargli che il suo corpo gli appartiene. A volte non è facile delimitare univocamente la sfera dell’ intimità, ma si possono tenere presenti dei punti di riferimento come la necessità del bambino di disporre di un territorio tutto per sé (camera), o avere un letto proprio o la propria scrivania, nonchè avere dei segreti, scegliere come vestirsi o quale relazione avere. Naturalmente si parla di esigenze che compaiono con la crescita del bambino, il problema è stare attenti a quando compaiono, ignorarle potrebbe impoverire la crescita del bambino in quanto non vede apprezzati i suoi progressi e le sue mutate esigenze.

Un altro modo per rispettare l’intimità di un bambino è quello di lasciargli le sue idee, le sue emozioni, i suoi sentimenti. Ha il diritto di esprimerli o di averli per sè. Tenere la giusta distanza dal proprio bambino significa rinunciare a sapere tutto di lui. Non è disinteresse, assolutamente, in qualsiasi momento il bambino deve sapere di poter contare su di voi, ma se è restio a parlarvi vuol dire che deve maturare qualcosa dentro prima di potervi esprimere il suo pensiero, lasciateglielo fare, e vedrete che verrà premiata la vostra pazienza.


Dic
21

Bilancio di genitori: L’AUTORITA’

Posted by Ethel on Dicembre 21, 2008

Il primo problema  che di solito si pone ad un genitore è quello di costituire una certa l’autorità sui propri figli. Infatti molti genitori non riescono a farsi rispettare perché sono entrati in un limbo di permissivismo in cui le punizioni restano tali e le sanzioni vengono sempre cancellate, mentre il regolamento familiare varia in base al loro umore.

Uno scenario opposto può essere quello in cui fioccano punizioni severe, oppure quando manca il dialogo con i figli nei periodi di crisi o viene fatta stretta vigilanza sui loro spostamenti, sulle loro amicizie e la loro vita scolastica.

Il lassismo genera conflitti, nonchè ansia nei bambini, mancando veri punti riferimento che possano mostrare chiarezza e coerenza al bambino. Anche l’autoritarismo, di contro, può provocare dei conflitti e generare rapporti di forza, che metteno un freno allo sviluppo del bambino.

Il consiglio? Siate fiduciosi delle vostre capacità genitoriali, focalizzate quali sono i vostri principi, quelli che vorreste che accompagnassero vostro figlio per tutta la vita e imponetevi su quelli. Gli strumenti che utilizzerete saranno calibrati alle vostre aspettative, riuscirete sicuramente a trovare un equilibrio considerando che l’autorità è sinonimo di responsabilità.

L’autorità dipende dalla fiducia che i genitori hanno nella propria capacità di scegliere e applicare quello che ritengono giusto e necessario allo sviluppo dei propri figli, modellando le vostre risposte sui vasti valori e sulla personalità del vostro bambino.

Un genitore è un despota illuminato: dispensa consigli, grande dialogatore, ma alla fine è lui a prendere le decisioni e a disporre dei mezzi per farle rispettare.

Un’idea potrebbe essere quella di convocare una sorta di consiglio familiare e farlo diventare un rito prima di perdere la bussola… Una riunione in cui ognuno esprime le proprie critiche e proposte, dopo del quale i genitori si consultano e decidono.

Le proposte dei vostri figli potrebbero essere veramente illuminanti! E, da saggi despoti, tenerle in considerazione vi permette di modellare le richieste dei vostri figli alle esigenze familiari.

Su questo argomento comunque mi riservo di tornarci con più calma.


Dic
11

Per fare un bilancio di genitori

Posted by Ethel on Dicembre 11, 2008

Mi è sembrato giusto inserire quest’argomento perchè, essendo questo un sito amatoriale di consigli per genitori e bambini, non si vuole salire su un piedistallo, ma si vuole mettere a disposizione la propria esperienza in modo che, per i futuri genitori, si abbia già un set di risposte concrete ad alcuni dubbi o problemi che si possano porre sul loro cammino.

Si è sempre più bombardati dai più disparati consigli, e si è ansiosi di fare del proprio meglio, ma molti vengono assaliti dai dubbi e  dalle incertezze. Il fatto di vedere che ci sono diverse soluzioni valide, il fatto di osservare che ad un problema ci sono delle soluzioni che sono corrette per alcuni mentre per altri no, permette ai genitori di non doversi mettere l’etichetta dell’invincibilità.

Nei casi in cui questi dubbi si fanno più pressanti: Fermatevi!

Un controllo tecnico può aiutare.

Qui vi suggeriamo alcune riflessioni che potreste fare per verificare se le vostre linee guida sono abbastanza coerenti con i risultati che si vogliono ottenere.

Dato che al mondo genitori perfetti non esistono, fare un bilancio quando si ha l’impressione che si stia perdendo la rotta educativa o si hanno dei dubbi circa l’efficacia dei propri interventi può essere molto utile.

Si tratta di porsi delle domande, mettersi in gioco, guardare il cammino già intrapreso, pensare al futuro.

Obiettivo: individuare i punti fermi, ma anche le mancanze, della propria azione educativa.

Interrogarsi permette di cambiare prospettiva, di trovare soluzioni creative, ad hoc per i propri figli, e di misurare il realismo delle proprie attese.

Vincete le vostre insicurezze: ’sono troppo distante?…mi sto facendo coinvolgere troppo?…non devo cedere mai? o posso trasgredire qualche volta?’

Com’è difficile il mestiere di genitore!

Sarà per questo che sempre meno persone vogliono fare i figli… ma NOI…pionieri di questa giungla…armiamoci di tutti i nostri strumenti…sfoltiamo la erta vegetazione per raggiungere i nostri ideali di famiglia…e aiutarci ci aiuta (scusate il gioco di parole)!

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Dic
03

…E’ perché ti voglio bene!

Posted by Ethel on Dicembre 3, 2008

Avete mai avuto la sensazione che i vostri figli vi perseguitassero, che mentre cercate qualcosa per casa la loro ombra vi seguisse, che non riusciste neanche ad andare in bagno in pace, che se state parlando con qualcuno avete sempre in sottofondo la voce dei vostri bambini che vi parlano?

Avendo due figli a me è capitato spesso, e in un giorno in cui ero esasperata gli chiesi. “ma perché mi state sempre dietro!?” e mi hanno risposto: “E’ perché ti vogliamo bene!”.

È stata così tenera la cosa che le tensioni si sono allentate e mi sono fermata a parlargli.

Io chiesi loro se ritenevano fosse piacevole sentirsi seguiti in continuazione e mi risposero di sì.

Quindi dovetti abbandonare quella via.

Loro mi chiesero perché non volessi stare con loro e io ci rimasi male, non volevo cacciarli ma solo avere un momento per raccogliere le idee senza sentirmi soffocare.

Dato il fraintendimento cercai di spiegare loro le mie ragioni.

Spiegai loro che i grandi devo pensare a molte cose e che non c’è una mamma che gli ricordi cosa fare e che nel mondo dei grandi se si sbaglia nessuno ti sgrida ma le persone potrebbero allontanarsi se gli errori sono ripetuti.

Non fu facile, mi tempestarono di domande tipo: “di cosa ti devi ricordare?” “perché se sbagli non ti vogliono più bene?” “perché non si può sbagliare?”.

Insomma, mi accorsi che il nostro mondo a loro è veramente oscuro e che, se vuoi bene ad una persona, non si può allontanarla.

È un concetto assoluto che, solo crescendo, assume forme più sfumate.

Il consiglio? Semplice ed intuitivo: prima di arrivare al limite chiedete a vostro figlio lo spazio e il tempo che vi serve per trovare una cosa, scrivere una lettera, fare una telefonata… fategli capire che è una cosa importante per voi come lo è per lui non essere disturbato quando vede la TV o sta finendo un puzzle molto difficile.

Proiettando su di lui il  vostro disagio riuscirete a sentirvi più compresi poichè lui capirà che il vostro atteggiamento non è determinato da una mancanza di affetto nei suoi confronti ma solo un modo per concentrarvi un po’ su voi stessi.

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Nov
29

POCHE REGOLE MA BUONE

Posted by Ethel on Novembre 29, 2008

Già in altri articoli ho accennato alle regole, che tipo e che spirito devono celare dietro…. Ora mi dedicherò totalmente a questo argomento.

Quando parliamo di disciplina cosa vogliamo trasmettere?

Obbedienza o consapevolezza?

Vogliamo, insomma che nostro figlio ci obbedisca ciecamente o trovi dentro di sé un equilibrio che in nostra assenza lo guidi verso le scelte migliori?

Ora per dare regole facilmente trasmissibili ad un bambino queste, per prima cosa, devono basarsi sul nostro senso della vita.

Facciamo l’esempio: in diverse famiglie ci possono essere diverse regole per l’orario di addormentamento serale. In particolare, nella nostra famiglia, i bambini debbono andare a letto al massimo alle 20.30, mentre in altre so che i bambini restano svegli fino alle 23 e oltre.

I miei figli dormono molto e tendono a svegliarsi straniti se le ore di sonno sono troppo poche,poi c’è il fatto che, fino a qualche mese fa, le ore serali erano le uniche ore che potevo dedicare allo studio e quindi mettere i bambini a letto alle 23 voleva dire addormentarmi prima di loro e non aver tempo per studiare.

Ora ho finito gli studi, ci sono le vacanze, abbiamo il tempo di riposarci qualche ora il pomeriggio e mantenere la regola fissa sarebbe un abuso di potere ingiustificato.

Le motivazioni per la scelta di mettere a letto i bambini tardi, potrebbe essere giustificata da orari di lavoro dei genitori che consentano di stare con i propri figli sono nelle ore serali.

Insomma non è importante per il bambino quale sia la regola, lui sarà in grado di capirne le variazioni se ognuna viene fortemente motivata e soprattutto, le singole motivazioni, siano coerenti tra loro.

Quindi: abbiate ben chiaro il principio.

La seconda regola del porre le regole è la coerenza.

Se una regola è tale non può essere soggetta a ricatto da parte del bambino: in particolare, ogni eccezione è ponderata e quindi non cambia se il bambino fa i capricci ma cambia quando è possibile cambiarla o ponendo al bambino delle condizioni che, se non vengono rispettate, impediranno l’accadersi di altre eccezioni.

Facendo sempre l’esempio dell’orario di addormentamento: si può ovviare talvolta a condizione che facciano i bravi e lascino lavorare i genitori o che si sveglino senza fare storie la mattina o, ancora, essendo il giorno dopo domenica, ci si può riposare fino a tardi.

Se le eccezioni sono motivate potete evitare il problema della fantomatica frase “ma l’altra volta ce l’hai fatto fare”.

Per capire se le vostre regole sono chiare, quando vi trovate in contesti nuovi in cui il bambino si sta comportando male e lo ammonite provate a chiedergli che cosa ha fatto di male e perché. Se vi saprà rispondere, vorrà dire che i principi su cui avete basato le vostre regole sono ben chiari a vostro figlio tanto che li sa contestualizzare in altre situazioni…il fatto che faccia il discolo anche se lo sa… beh, quello è perché è un bambino!

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