Già abbiamo scritto un articolo sul cordone ombellicale, dell’utilità e di come gestirne la cicatrizzazione, ma qui vogliamo darvi un compendio di vari accorgimenti per gestire i primi bagnetti del neonato.
Quando non è completamente caduto, il cordone ombellicare deve rimanere asciutto il più possibile per evitare infezioni e agevolarne la cicatrizzazione.
Noi personalmente abbiamo scelto di non fare un vero e proprio bagno al bambino fino a completa caduta del cordone, pulendo il bambino con delle salviettine umidificate, mentre altri preferiscono usare delle lozioni detergenti senza risciacquo (es. Mustela). Qualora si decida di fare, comunque, il bagnetto l’unico accorgimento è quello di non bagnare l’ombellico.
La cura dell’ombellico deve essere minima, ma, soprattutto d’inverno, per evitare lo sfregamento dei vestiti, è bene coprirlo con una benda di garza e fissarla con dei cerottini.
Dopo la caduta del ‘mozzicone’, tutto diventa più semplice, anche se durante il rituale del bagno bisogna tenere presente alcune piccole cose, che man mano diventeranno automatiche:
1. Preparare anticipatamente asciugamano e completino, pannolino e crema, in modo che il più velocemente possibile il vostro bimbo da bagnato torni asciutto. E’ un’accortezza che assume la sua massima importanza in inverno, per evitare colpi d’aria o di freddo;
2. La vaschetta: è importantissimo che sia ergonomica così che il bambino sia alloggiato comodamente in questa mentre provvederete al lavaggio (l’alternativa è dover tenere costantemente il bambino con un braccio e averne solo uno a disposizione per lavarlo);
3. L’acqua: non superare la metà dell’altezza della vaschetta e assicuratevi che la temperatura si aggiri intorno ai 35-36°C. Normalmente sono in dotazione con le vaschette dei simpatici termometri che andranno messi dentro l’acqua mentre la vaschetta si riempie.
4. Pulizia del corpo: i neonati, fino ai primi mesi, sono degli ammassi di pieghe di pelle e, quando pensate di averli puliti ben benino ecco che una piega si sposta e sotto ci troverete i…bisonti!
A parte gli scherzi, le zone che normalmente sono più sporche sono le pieghe del collo, dove si depositano i residui di latte, e le pieghe delle gambine, dall’inguine fino al ginocchi in cui si annidano i residui di crema dei vari cambi.
Quelle stesse zone sono anche quelle più delicate e soggette ad arrossamenti anche dovuti al sudore.
Nei in cui il padre ha la possibilità di intervenire è importante che sappia alcune cose, che, svolte spesso dalla mamma, mi sono oscure o scontate, ma non lo sono, poiché anche la mamma, che le fa con tanta naturalezza, le ha chieste prima al pediatra:
- se il latte è in polvere: qual è la diluizione richiesta;
- se il latte è vaccino: qual è il rapporto acqua/latte, poichè il latte è troppo pesante da bere senza che sia debitamente diluito, almeno fino al 12° mese;
- se il pediatra consiglia di mettere lo zucchero: sinceratevene perchè non sempre viene consigliato…dipende dalle correnti di pensiero. Personalmente abbiamo scelto di non metterlo poichè la raffinazione dello zucchero non lo rende un alimento molto salutare.
- I biscotti: la quantità dipende dalla fame che mostra il bambino e dalla vostra quantità di grano salis. Non deve comunque essere eccessiva se no fanno fatica a passare dal buco del biberon o non si sciolgono o possono formare un pappone non proprio gradevole;
- La bollitura: soprattutto se si tratta di latte vaccino potrebbe richiedere la bollitura. in tal caso lo sclda-biberon potrebbe non essere utile;
- Per raffreddare: metterlo sotto l’acqua fresca o in un pentolino contenente acqua fresca permette di velocizzare il processo e controllare di tanto in tanto che la temperatura non cenda troppo, vi permetterà di non ricominciare da capo (che è peggio!);
- La temperatura: Messa per ultima non per importanza ma perchè è l’ultima cosa da fare in ordine temporale, è una cosa fondamentale per evitare che il piccolo si bruci o che il latte sia troppo freddo.
Io usavo, a sentimento, 2 modi:
IL POLSO: lasciar cadere qualche goccia sul posto
LA BOCCA: ciucciare qualche sorso per vedere se l’impatto con il palato fosse traumatizzante.
Quindi infilzate il pupo e lasciate che si ciucci tutto il vostro capolavoro di arte culinaria!!!
L’allattamento è qualcosa di veramente meraviglioso per un papà, soprattutto se è naturale e dipende totalmente dalla madre. Già vi ho messo il link che vi illustra in modo simpatico tutti i pro dell’allattamento al seno, ma…se non fosse possibile…è lì che iniziano i guai per i neo-papà!!!
“Perchè non dovrebbe allattare?” i più apprensivi potrebbero chiedere.
Beh, le motivazioni sono molteplici:
1. latte scarso: quindi non basta per soddisfare le richieste del bambino e quindi bisogna integrare con il latte artificiale;
2. il bambino, vuoi per pigrizia, vuoi per altri motivi, che non so dirvi: è pigro e quindi trova troppo faticoso succhiare dal seno e il biberon eroga una qiantità di latte notevolmente maggiore con uno sforzo minore ( parac… fin dalla nascita;
3. capezzolo cieco (sì perchè anche i capezzoli hanno gli occhi :-P): alcune donne hanno il capezzolo introflesso…il problema si può ovviare con dei paracapezzoli appositi fatti o in silicone o in caucciù…e quindi l’avete scampata buona;
4. La madre dovendosi allontanare per lavoro durante il giorno ha abituato troppo presto il bambino al biberon e si ritorna al problema pigrizia di cui al punto 2;
5. La mamma non vuole avere smagliature al seno (spero non vi capiti mai quel tipo di donna)
Comunque sia in tutte queste situazioni dovrete dividere le incombenze con la vostra consorte.
Per tale scopo l’ideale è avere sempre in camera uno scalda biberon, cosicchè in 5 minuti la pappa è pronta e potrete tornare rapidamente al vostro sonno. Aggiungere anche un pò di biscotti aiuta e saziare più velocemente il piccolo.
Ricordatevi comunuqe SEMPRE di fargli fare il ruttino. Non siate presciolosi…il sonno chiama…ma doversi rialzare perchè il bambino ha rigurgitato e dovete cambiarlo completamente è assai peggio che non attendere 2 minuti per il ruttino!!!
Penso che il sonno sia la cosa che viene maggiormente compromessa dall’arrivo di un bambino.
Siano i bambini tranquilli o meno i ritmi di sonno sono spesso scanditi in modo totalmente diverso dai nostri e quindi sono incompatibili con la nostra idea di notte e giorno, pisolino pomeridiano e quant’altro di prestabilito…i ritmi verranno acquisiti in seguito.
I problemi di disturbo del sonno possono essere dovuti a moltisssssime cose, che di giorno sono facilmente gestibili dalla ratio, ma di notte questa viene meno e quindi un elenco può essere utile:
1. Il piccolo ha fame: tetta o latte e biscotti sono le soluzioni
2. il piccolo ha il pannolino pieno: cambio veloce e un pò di coccole ed ecco che è di nuovo l’angioletto che avete sempre sognato
3. il piccolo ha sete: biberon con l’acqua o una tisana calmante (meglio la seconda per ovvi motivi)
4. il piccolo vuole avere un contatto con i suoi genitori: coccole nel lettone fino a completo addormentamento)
5. il piccolo è spaventato: coccole e ninne nanne sono la soluzione migliore
6. il piccolo ha le coliche: questo è un motivo notevole di disturbo per il bambino e, non voglio fare alcuna pubblicità, ma mi sento in dovere di dire che i biberon fisiologici della CHICCO sono veramente una manna dal cielo perchè evitano, o quanto meno riducono il rischio di coliche.
Comunque, il consiglio che vi do in caso che vi capitasse è di massaggiare il pancino, vedrete quante puzzette e ruttini tirerà fuori!
Un altro modo è quello di metterlo disteso a pancia in giù e…massaggiare la schiena…l’effetto è lo stesso.
Quando lo mettete disteso potete scegliere di metterlo sul braccio, a mo’ di ghepardo sull’albero, o disteso sul letto con voi. Il secondo modo è consigliato per voi perchè vi permette di addormentarvi, se ci riuscite, tra un massaggio e l’altro;
7. Al piccolo fanno male i dentini: quando viene il momento della dentizione questo può essere causa di enormi disturbi. Per vedere se sono i denti la causa del pianto ponete il vostro dito tra le gengive del piccolo, se lo morderà molto probabilmente è quello il motivo.
Per risolvere, o quantomeno tentare di risolvere il problema, noi usavamo una crema da spalmare sulle gengive (il Dentinale), se questo non dovesse bastare, consiglio di consultare il pediatra (non chiamandolo di notte…perchè ogni tanto dormono anche loro!!!) e vi consiglierà quasi sicuramente degli antidolorifici epr bocca o in supposta (es. Tachipirina). Non prendete però iniziative MAI!!!
8. il piccolo non ha sonno! (eh eh!!!)
Bene, come avrete notato, per i primi 7 motivi si hanno altrettante soluzioni, ma per l’ottavo… rassegnatevi a soffrire!!! (devo dire che certe cose mi piace dirle…poichè ho ormai sorpassato quella fase terribile e…non vorrei mai tornare indietro :-P).
Come capire il pianto del bambino?
All’inizio a tentativi…poi se prendete un pò di confidenza imparerete a capire perchè piange: è come un codice…ma è sempre lo stesso quindi, compreso, si ripete immutato.
Ora siete di nuovo tutti insieme, per molti papà è giunto quindi il momento di prendere contatto per la prima volta con il proprio bambino.
Per le donne sembra tutto più naturale, come se avessero maturato per 9 mesi tutta l’esperienza emotiva per essere pronte ad accogliere tra le braccia quel piccolo d’uomo.
In media alti 50 cm e con 3-4 kg di peso sono veramente piccoli. Sulla loro pelle si intravedono le venature e spesso hanno un colorito bluastro (cianotico) dovuto allo sforzo e alla carenza di ossigeno causata dalla spinta: insomma l’aspetto è molto fragile…
…ma se li toccate non si ROMPONO!!!
Ci sono diverse tecniche per prenderli in braccio in base alle esigenza e queste vengono descritte in modo molto simpatico da un papà in un magnifico articolo che ho trovato nel web.
Ma la prima volta che lo prenderete in braccio probabilmente sarà così: prendeteli mettendo la mano destra sotto la testa e accompagnatela sino a che non la poggiate sul braccio sinistro…ed è fatta!
Il braccio sinistro formerà come un cesto nel quale si adagerà il bambino.
Il perchè della mano destra e del braccio sinistro non è molto chiaro, ma tutte le mamme fanno allo stesso modo, siano esse mancine o destre, un aspiegazione potrebbe essere quella di avvicinare il più possibile l’orecchio del bambino al cuore in modo che si culli con il suo battito.
Qualunque errore facciate nei primi approcci con il vostro piccolo verranno corretti con il tempo…poichè ogni gesto lo ripeterete tante e tante volte…ogni giorno…è come una palestra!!!
Dopo la colossale fatica, mentre madre e piccolo stanno riposando in ospedale il compito del papà è quello di rendere il nido il più accogliente possibile, in modo che il rientro sia il più rilassante possibile.
Ecco un elenco stilato proprio da un papà di cose da fare prima che mamma e pupo ritornino a casa ( e subito dopo):
1. Pulire e riordinare la casa per il rientro di mamma e bebe’.
2. Avvisare di persona parenti e amici della nascita del bebe’ , procurare il fiocco da appendere sulla porta di casa.
3. Rispondere al telefono al posto della propria compagna e cercare di raccontare personalmente quello che i curiosi vogliono sapere (com’e’ andato il parto, peso del bimbo, se mangia o no, se dorme o no, …).
4. Organizzare le visite a casa in modo che nella stessa giornata non si concentrino troppe persone e che queste non si trattengano a lungo. E’ consigliabile che nella prima settimana il via vai sia ridotto al minimo indispensabile, perche’ la mamma deve avere il tempo di ambientarsi e di organizzarsi nel suo nuovo ruolo.
5. Annullare o spostare alcuni appuntamenti presi prima del parto.
6. Fare la “lista della spesa”
7. Prendere qualche giorno di permesso dal lavoro per stare vicino alla propria compagna e al bebe’.
8. Occuparsi il piu’ possibile delle faccende domestiche nelle prime settimane dopo il parto.
9. Aiutare la mamma nelle prime operazioni di cura del bebe’ (cambio pannolino, medicazione ombelico,…).
10. Accompagnare la mamma e il bebe’ alle visite dal pediatra.
Da che mondo è mondo le donne hanno sempre partorito ma gli uomini sono solo pochi decenni che possono assistere al parto…un mondo a loro, quindi, oscuro.
È facile farsi prendere dal panico se la tua dolce metà diventa un mostro urlante dovuto al dolore.
E’ un dolore difficile da comprendere se non si è mai provato prima… anche per una donna.
Ora cercherò di descriverlo in modo che abbiate un termine di riferimento: all’inizio del travaglio potrei dirvi che i dolori assomigliano a quelli delle mestruazioni, ma intermittenti; considerando però che gli uomini non hanno idea di cosa siano i dolori mestruali, posso dirvi che assomigliano, a loro volta, ha dei dolori dovuti ad un indolenzimento della zona lombare in seguito da uno sforzo notevole.
Dopo, quando il parto è pronto, e il bambino ha iniziato la discesa questi dolori si trasformano e dal travaglio si passa ai dolori del parto vero e proprio.
Questi si spostano a livello dell’ano e assomigliano più o meno all’atto di defecazione in seguito ad un lungo periodo di stitichezza totale.
E’ proprio con l’inizio di questi dolori che normalmente iniviano gli urli più strazianti e le imprecazioni più inaudibili.
Ma quel poco potrebbe essere TANTO soprattutto se l’emotività della donna è al collasso.
Ecco un piccolo elenco:
- massaggiare la zona lombare della schiena;
- incoraggiare la propria compagna a camminare, invece di stare distesa (questo durante il travaglio), poiché la gravità agevola l’uscita del bambino;
- quando iniziano i dolori del parto, per il motivo illustrato prima, la donna avrà la sensazione di dover evacuare: suggerirle di andare al bagno per svolgere le sue funzioni intestinali è una buona idea perchè, dopo aver evacuato realmente, se sente ancora lo stimolo potete dirle tranquillamente di rilassarsi perchè è solo una sensazione quella che avverte e non una reale necessità di evacuare.
Rilassandosi agevolerà e velocizzerà il processo di uscita del bambino;
- darle una mano da stringere.
Penso che sia veramente tutto quello che l’uomo può fare per la donna in quel momento.