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Archive for the ‘Le Feste di TUTTI’ Category

nov
18

L’evoluzione di Babbo Natale

Posted by Ethel on novembre 18, 2008

Tre simpatici vecchietti che portavano doni a tutti i bambini, comparsero per la prima volta in Francia, Inghilterra e Germania, con il nome rispettivamente di Père Noel, Father Christmas e il Weihnachtsmann.

Ai primi del 1900 Santa Claus era sempre presente nelle celebrazioni natalizie: sulle cartoline e nella pubblicità; protagonista di storie, compariva in moltissime rappresentazioni; e simpatici omini vestiti da Babbo Natale si trovavano nei grandi magazzini e agli angoli delle strade per riscuotere soldi da dare in beneficenza.

La sua immagine era univocamente riconosciuta come un simpatico e gioviale nonnetto con la barba, stivali neri e giacca con i bordi di pelliccia e un’ampia cintura. Alcune volte cambiava il proprio abito e lo sostituiva con una lunga veste ed un berretto, ma si distingueva dalle altre figure europee similari, perchè tendevano ad essere più imponenti e meno paffute.

Le due guerre mondiali spedirono milioni di soldati americani oltre oceano, che portarono con loro anche le usanze natalizie e la figura di Santa Claus.

Fu ampiamente osteggiato in tutta Europa: bruciato in Francia, fuorilegge in Olanda, picchiato in Bosnia e criticato dai vescovi cattolici nell’America latina, ma riuscì a sopravvivere a queste critiche tanto che tutt’oggi resta il simbolo del Natale per milioni di persone…e tale sembra voglia rimanere anche nel futuro.

E’ un lavoro duro quello di Babbo NAtale, tanto che con il tempo si è circondato di laboriosi aiutanti che lo coadiuvano nel fabbricare e portare doni a tutti i bambini.

I più piccini, ad oggi, credono che al Polo Nord, nella sua immensa fabbrica di regali ci siamo una schiera di elfi.

E’ dalla Scandinavia che è partita l’idea di associare gli elfi alla stagione natalizia, ma normalment evenivano visti più con simpatici disturbatori della quiete che non aiutanti di qualche simpatico nonnetto…ma come abbiamo visto le figure tradizionali sono soggette alle revisioni. Fu, infatti, solo agli inizi del XX secolo che in Danimarca, Norvegia ed Islanda gli elfi assunsero dei connotati benevoli.

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nov
16

Il Natale di altri tempi e luoghi

Posted by Ethel on novembre 16, 2008

Ho trovato un pò di notizie su festività simili al Natale cristiano che venivano svolti molto prima, o che vengono svolti tutt’ora in parti del mondo, ma che nulla hanno a che vedere con la cultura cristiana. Prima ancora di iniziare ad enumerarle vi voglio dire qual’è la cosa che sorprendentemente hanno in comune… il periodo dell’anno in cui vengono festeggiati!!!

Anche se non vogliamo essere eccessivamente didascalici per mancanza di competenze eccone un’elenco, che in parte ricalca alcune usanze cui abbiamo fatto riferimento negli articoli per la definizione di come è nato il Natale ma…non perdiamoci in chiacchiere!

Il dio Horus egiziano
Le testimonianze di affreschi e mosaici raffiguranti Horus in braccio a Iside che richiamano le immagini iconografiche cristiane della Vergine col bambino, fanno pensare che le immagini rappresentanti Iside e Horus, spesso raffigurati con la corona solare sul capo, siano state “rispolverate” da questa antica cultura e adattate alle esigenze proprie della cristiamità (cambiando i nomi…ma non l’essenza).

Il dio Mitra indo-persiano

Ecco un mito che sicuramente avrà ispirato molto le scritture cristiane: il culto di Mitra fu sicuramente quello che maggiormente ispirò il cristianesimo tanto che possiamo vedere delle corrispondenza anche nella natalità, infatti si diceva anch’esso fosse stato partorito da una vergine, anche lui aveva dodici discepoli e veniva soprannominato, ma guarda un pò, “il Salvatore”.

Gli dei babilonesi Tammuz e Shamash

Anche in Babilonia abbiamo dei festeggiamenti nel giorno corrispondente all’odierno 25 dicembre…ma questo avveniva ben 3000  prima della nascita di Cristo.

In questo giorno veniva festeggiato il dio Sole babilonese Shamash (chiamato Utu in sumerico e Shamash in accadico). Era anche dio della giustizia e della predizione, non solo del Sole, poichè il Sole, proprio per la sua posizione, riesce a vedere tutto: passato, presente e futuro.

Solo successivamente in Babilonia si iniziò a venerare la dea Ishtar e suo figlio Tammuz, che veniva considerato l’incarnazione del Sole.  Anche Ishtar, come Iside, veniva rappresentata con il suo bambino tra le braccia e attorno alla testa di Tammuz veniva disegnata un’aureola formata da 12 stelle che simboleggiavano i dodici segni zodiacali.

Beh, guardate un pò che coincidenza…anche il dio Tammuz muore per risorgere dopo tre giorni.

Dioniso

Durante il solstizio d’inverno, c’era una festa rituale chiamata Lenaea, “la festa delle donne selvagge”. Era svolta in onore di Dioniso e veniva celebrato il dio che “rinasceva” bambino dopo essere stato fatto a pezzi.

Bacab

Era il dio Sole dello Yucatan; ed ecco che anche qui ritorna l’immagine della vergine: infatti anche lui si credeva fosse stato messo al mondo dalla vergine Chiribirias.

Il dio Sole inca Wiracocha

Inti Raymi, il dio sole inca, veniva celebrato sempre nel solstizio d’inverno, che però, essendo nell’emisfero opposto al nostro cade al 24 giugno.

Se i primi citati abbiamo detto hanno influenzato i culti cristiani, cosa si può dire di queste culture che sono venute a contatto con la nostra solo in tempi assai più recenti?

I culti solari precolombiani mostrano infatti gli stessi tempi e simboli. E’ qui che una profonda riflessione dovrebbe scaturire circa l’origine comune delle religioni legata più alla ricerca univoca del significato della vita, che non limitarsi ad enfatizzare delle fedi più o meno esplicitamente intolleranti nei confronti delle altre. La matrice è la stessa…la mente dell’uomo!!!

Perchè in un sito di bambini tali discorsi?

Perchè la tolleranza si manifesta quando si hanno delle basi su cui fondarla: come si può essere tolleranti verso cose che ci vengono dipinte come sbagliate…poniamo ai nostri figli una visione più interessante dell’uomo, una visione GLOBALE dell’unità culturale delle diverse società umane.

Infatti non è un caso la coincidenza dei giorni di festeggiamento di tutte queste ricorrenze nel solstizio d’inverno. Il termine solstizio viene dal latino solstitium, che significa “sole fermo” (da sol, “sole”, e sistere, “stare fermo”).

Nell’emisfero nord quello d’inverno è osservabile nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre. Tale immobilità è data dall’inversione apparente del moto solare, raggiungendo il punto di massima distanza dal piano equatoriale. La notte raggiunge la sua massima durata. Quindi le ore di luce andranno ad allungarsi progressivamente fino al solstizio d’estate, in giugno.

Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma diventa visibile solo il terzo/quarto giorno successivo. Sembra precipitare nell’oscurità per poi rinascere ‘invictus‘ a Natale.

Bello no…provatelo a spiegarlo ai vostri figli…insegnerà loro a credere con un pizzico di coscenza in più a filtrare ciò che è fede e ciò che è costruzione.

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nov
13

NATALE: oggi

Posted by Ethel on novembre 13, 2008

Finalmente possiamo parlare del Natale dei giorni nostri.

Il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze  che hanno sia origini pagane che cristiane. Il Natale è preceduto dalla vigilia, che per tradizione, dovrebbe essere considerata un giorno di digiuno e di veglia con la quale ci si prepara a festeggiare durante tutto il periodo di feste.

I festeggiamenti continuano con l’ultimo dell’anno…quindi a Capodanno…il primo giorno dell’anno.

Tutte queste feste sono periodiche e il simbolo ricorrente è il rinnovamento,  e viene celebrato in tutte le civiltà con rituali che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo.

A chiudere tutte le feste, infine, arriva l’Epifania, una delle principali feste cristiane, che viene celebrata il 6 gennaio.

Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi diversi, come il ricordo dell’offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni.

I magi erano un gruppo di personaggi che, erano stati guidati da una stella verso Gesù, e, partendo si erano spinti fino a Betlemme per rendergli omaggio, portandogli in dono oro, incenso e mirra.

Solo successivamente vennero indicati come “re” e il loro numero venne fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, ma è tutto au artificio.

Questa festa porta ai bambini altri regali noncè pone fine a questo ciclo di festeggiamenti: nel giorno successivo all’epifania si iniziano a spegnere le luci e a disfare gli addobbi.

Se vi ricordate, nelle origini del Natale, le torce che accompagnavano la processione per la dea Iside, nei nostri giorni si sono trasformate nelle luci e nelle candele che addobbano le case, gli alberi, e le strade 8ancora un retaggio delle origini).

In periodi recenti da culto sacro della nascita del figlio di Dio, il Natale ha andato trasformandosi in un festeggiamento frenetico, assumendo la forma di una gara commerciale, tanto che la Chiesa stessa è intervenuta per promuovere il ritorno al Vero spirito con cui si dovrebbe accompagnare tale celebrazione.

Il pranzo di Natale normalmente è abbondante e viene consumato in casa circondati dai parenti e, di solito, è a base di carne. Anche la varietà di dolci prelibati che accompagnano il Natale è enorme e, spesso, tendono a ricordare simboli solari o tradizioni rurali. Questi dolci spesso richiedono una preparazione molto laboriosa che richiede che si inizi già diversi giorni prima.

Simbolo quasi irrinunciabile del Natale è il Presepe (o presepio), che, specie nei paesi meridionali fa bello sfoggio di sè, ma, secondo una tradizione più nordica, si è abbracciata l’usanza dell’albero.

La festa della Natività di Gesù, il Natale, quale lo conosciamo oggi, è divenuta la maggior festa ufficiale della cristianità solo in tempo relativamente recente.

Le prime tracce di tale festività si incontrano solo intorno al terzo secolo dopo Cristo e il suo definitivo affermarsi solo a metà del quarto secolo.
L’importanza di questa festa fu riconosciuta solo verso il 375 d.C. in Antiochia, mentre in Alessandria arrivò solo dopo il 430 d.C..

In questa storia del Natale, lunga e romantica, vengono rispecchiate le esigenze degli uomini di far posto a un po’ di speranza e di letizia anche nel cuore del rigido inverno, quando sembra che tutto perda vita e diventi sterile, si intravede già il seme che comincia comincia a germinare sotto la neve, perpetuando quell’eterno ciclo di rinascita che rivoluziona la Natura nel suo continuo ripetersi di stagioni e… i festeggiamenti dell’appropinquarsi della primavera rende il freddo più sopportabile.

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nov
08

NATALE: quando arrivò la cristianità

Posted by Ethel on novembre 8, 2008

Il Natale è la principale festa dell’anno, possiamo meglio definirlo un periodo di una serie di festeggiamenti che partendo dal solstizio d’inverno arrivano fino all’Epifania. Festa che nella tradizione popolare era legata alla chiusura di un ciclo stagionale e alla apertura del nuovo ciclo.

La festa appartiene all’anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6 gennaio.

La nascita di Gesù viene fatta risalire dal 10 al 4 a.C., ma il Natale non venne introdotto subito come festa cristiana, ma bisogna aspettare l’arrivo del IV secolo perchè compaia nell’Impero Romano, e nelle zone dell’Oriente anche più tardi.

Nel 274 d.C. l’imperatore Aureliano fu introdotta al 25 dicembre la Festa del Sole. Ed dall’associazione della festa cristiana a questa festa pagana che ha origine la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio, che, da come bruciava, faceva presagire come sarebbe stato l’anno futuro.

Il Cristianesimo inserì nelle proprie concezioni religiose tradizioni popolari preesistenti, così il giorno del dio solare e agricolo dell’Egitto e della Persia diventò il Natale cristiano, infatti nel 337, papa Giulio I fissa il Natale nella stesa data.

Non solo il giorno scelto per la celebrazione, ma anche altri simboli natalizi sono precristiani: l’abete era già tra i Celti simbolo di vita e di speranza poiché non perde le foglie neanche in inverno. La “cristianizzazione” è dell’VIII secolo quando S. Bonifacio fa crescere un abete al posto della quercia sacra a Thor e lo identifica con Gesù Cristo.

Magnifiche trasformazioni!!!

Inserire il Natale nel contesto invernale non fu facile perchè andava contro il racconto evangelico di S.Luca, che con i pastori che passano la notte all’aperto evocava piuttosto un ambiente primaverile. Poi c’era la precedente tradizione cristiana che fissava la nascita di Cristo in un giorno di primavera: Clemente di Alessandria l’aveva stabilita il 19 aprile, altri padri della Chiesa lo datavano al 18 aprile, altri ancora al 29 maggio o al 28 marzo.

Fu solo dopo molte discussioni ed esitazioni che i vescovi di Roma scelsero il 25 dicembre.

Ma quali furono le motivazioni addotte per tale scelta?

I calcoli dei vescovi furono basati sul fatto che la morte di Gesù avvenne al suo 33esimo anno in data 25 marzo. Considerando la data di morte di gesù la stessa nella quale lui si era incarnato nel ventre di Maria e considerando la sua nascita avvenuta 9 mesi dopo…ecco che ritorna il magico numero… 25 DICEMBRE!!!

Quante elugubrazioni dietro qualcosa che adesso ci sembra scontato!

Interessanti a sapersi e penso sia anche interessante raccontarle ai propri figli, in modo che sappiano discernere ciò che è fede e ciò che è costruzione dell’uomo.

Ma su questo volgio tornarci con calma, perchè è un argomento che mi interessa molto.

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nov
06

NATALE: quando tutto ebbe inizio

Posted by Ethel on novembre 6, 2008

Il 25 dicembre è stato considerato sempre un momento misterioso.

I rituali di celebrazione in tale giorno sembrano essere stati presenti già mille e più anni prima che la cometa apparisse ed è sempre stato legato ad un certo fascino e grandi speranze.
E’ così che già cinque secoli prima di S.Luca e di S.Matteo, sulle sponde del Nilo, durante il Natale di Horus, una grande festa notturna, un grido si levava forte:

Esultate! La Vergine ha partorito, la Luce rinasce!

Ma cos’è che rende questo periodo così importante?

Ciò che accade ogni anno è che dalle ore zero del giorno 21 dicembre le giornate cominciano ad allungarsi. E l’inclinazione dell’asse terrestre, nell’emisfero settentrionale, comincia a cambiare rispetto al Sole: l’inverno ormai è al suo apice e da quel momento in poi si viaggia verso una nuova stagione: comincia la primavera astronomica. Dopo il culmine di buio e oscurità ci si avvia nuovamente verso la stagione del sole e della vita.

Per gli antichi il solstizio d’inverno cadeva proprio il 25 dicembre e lo celebravano con una festa ricca di strani significati.

Tracce di celebrazioni “natalizie” si trovano presso le primitive religioni persiane, fenice, siriane, peruviane, messicane, indù, toccando quindi tutte le zone del globo…anche assai distanti tra loro.

Naturalmente, non avendo il significato cristiano, il tipo di festeggiamenti erano assai diversi nelle diverse culture:
- nell’antica Persia era celebrato cantando l’inno che narrava la nascita del mondo.

- in Alessandria d’Egitto con la festa del Natale di Horus abbiamo l’espressione natalizia più vicina a quella che abbiamo trasmessaci dalla cultura cristiana. Era la dea Iside ad essere celebrata. Statue che la raffiguravano col piccolo in grembo o attaccato al seno, venivano portate in processione di notte verso i campi al lume delle torce. Ci sono anche dei riferimenti a questa festa in alcuni testi greci, dove vengono enunciate alcune acclamazioni rivolte all’immagine della dea, nonchè la serie di invocazioni che si cantavano durante la processione, le “litanie di Iside”, che hanno una somiglianza notevole con le attuali litanie della Madonna.

Iside era chiamata “stella mattutina”, “stella del mare”, “porta del cielo”, “sede della sapienza”.

- Nella Roma pagana lo stesso significato lo avevano i Saturnali le feste d’inverno. Le celebrazioni del dio Saturno, dio dell’agricoltura, avevano inizio il giorno 17 dicembre e di prolungavano fino al successivo 24. Erano feste di gioia, di rinnovamento, di speranza per il futuro e in tale occasione si rinnovavano i contratti agrari, si scambiavano i doni, e si facevano sontuosi banchetti.

Fu solo cinquant’anni prima dell’arrivo di Cristo che a Roma venne introdotto il culto del Dio Sole, introdotto probabilmente dalle legioni reclutate in Siria e dagli schiavi orientali. Il primo Dio solare di Roma fu Deus Sol Elagabalus, il secondo dio solare fu Sol Invictus, poi succedettero Sol Invictus Elagabalus e Sol Invictus Mithras.

Quando si dice che ‘tutto il mondo è paese’ penso che non ci si renda conto di quanto sia vera tale affermazione. In una società in cui ci si può spostare velocemente e in pochi giorni raggiungere ogni angolo del globo,è facile immaginare che diverse culture si siano mescolate per dare vita alle tradizioni moderne (è un ossimoro ma rende l’idea). Immaginate però, queste stesse somiglianze in civiltà lontane, che non si sono mai viste prima…beh, è questo che ha dell’incredibile!!!

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ott
16

HALLOWEEN: La STORIA di JACK

Posted by Ethel on ottobre 16, 2008

Ecco qui la narrazione della leggenda di Halloween, come potreste proporla in una notte tetra e oscura, infestata di streghe. Così tanto per avere un’idea di come terrorizzare tanti piccoli mostriciattoli vogliosi di brividi.

Si narra che molti, moltissimi anni fa, nella lontana Irlanda  viveva un vecchio fabbro di nome… Jack. Era un vecchio ubriacone e taccagno.

Proprio nella notte di Halloween, mentre sorseggiava l’ennesimo bicchiere di birra in un pub…

una figura oscura entrò nel locale…  gli si avvicinò…

gli poggiò una mano sulla spalla…

Lentamente lui si voltò ed una sagoma gli si parò davanti agli occhi. ‘Salve Jack!’, ‘chi sei?’ gli fece lui ‘Sono Satana!’.

Sollevando lo sguardo perso, scrutò l’immensa figura nera e…rimase in silenzio.

‘ Sono qui per la tua anima!’ reclamò il diavolo ‘Sono qui perchè la voglio!’.

Il vecchio, stordito dal troppo bere si stava lasciando andare nelle mani del perfido figuro…quando…

‘Io verrò con te, ma concedimi un’ultima bevuta!’. ‘Va bene’ acconsantì il Diavolo.

‘Non ho soldi!’ disse Jack, e Satana immediatamente si trasformò in una monetina per pagare l’oste.

Fu in quel momento che Jack la mise in tasca vicino ad una croce d’argento che impedì al Diavolo di tornare alla sua forma originaria.

Jack, allora, gli parlò fermamente ‘ io ti libererò solo se non tornerai a reclamare la mia anima prima di 10 anni’.

Satana accettò.

Passarono dieci, dieci lunghissimi anni.

Fu allora che in una notte tenebrosa…la notte in cui gli Spiriti si congiungono ai morti, la notte in cui le streghe danzano in lucubri riti propiziatori, che il Diavolo si presentò nuovamente a Jack.

Nuovamente Jack riuscì a strappare al Diavolo la promessa solenne che non l’avrebbe più cercato.

E così fu.

Gli anni passarono e Jack invecchiava perseverando nei suoi vizi quando un giorno… Jack morì.

Per le sue colpe non gli fu permesso di entrare nel Regno dei Cieli e, sceso agli Inferi fu costretto a bussare alla Porta del Diavolo.

Questo non gli aprì, e lo cacciò tirandogli dietro un tizzone ardente ‘ Vattene, vattene!!’ gli ripetè.

Jack raccolse il tizzone e se ne servì per ritrovare la strada giusta e lo mise sotto la rapa in modo che non si spengesse.

E’ da allora che Jack vaga con il suo lumino… attendendo il giorno del Giudizio.

Talvolta, nella nebbia delle notti invernali nella foschia della cupa nebbia, si vede in lontananza un lumicino, e i vecchi, per ricordarsi la sua storia lo chiamano JACK O’ LANTERN (Jack e la sua Lanterna).

Ed è il simbolo di tutte le anime dannate ed errabonde.

Brrr….che brividi!

Comunque, quando gli Irlandesi, in seguito alla carestia del 1845, abbandonarono il loro Paese e si diressero in America, portarono con sé questa leggenda e, poiché le rape non sono in America così diffuse come in Irlanda, le sostituirono con le più comuni zucche.
Da allora, la zucca intagliata con la faccia del vecchio fabbro e il lumino all’interno, è il simbolo più famoso di Halloween.

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ott
15

HALLOWEEN: la tradizione risale ai Celti

Posted by Ethel on ottobre 15, 2008

Quante volte abbiamo raccontato ai nostri figli le leggende legate alle feste delle nostre tradizioni.

Ma in un mondo globalizzato e in una società sempre più multietnica, molto spesso ci ritroviamo a festeggiare feste di ogni dove, senza conoscerne le reali radici.

Ecco qui che apro questa categoria con una festa che è entrata prepotentemente nella nostra cultura vuoi pilotata dai film americani, vuoi incentivata dalla voglia dei bambini di mascherarsi, ma che ha, in realtà significati molto profondi, legati ad una civiltà antica strettamente vincolata ai ritmi stagionali.

Le origini della festa di Halloween risalgono all’epoca in cui le isole britanniche erano dominate dai Celti, prima che l’Europa cadesse sotto il dominio di Roma.

I Celti erano un popolo di pastori, a differenza di altre culture europee, soprattutto rispetto a quelle del bacino del Mediterraneo. I ritmi che l’allevamento imponeva alla vita e alla comunita’ erano differenti da quelli dei campi.

Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, dopo aver passato tutta l’estate sui pascoli montani, i raccolti dei campi avevano assicurato scorte cospique per l’inverno, e la comunita’ poteva riposarsi, ringraziare gli Dei per la loro generosita’ e prepararsi a vivere chiusa in casa per i molti mesi successivi. Il freddo era tanto e l’esigenza di ripararsi dal freddo, portava le persone a chiudersi in casa e a dedicarsi a costruire utensili e trascorrere le serate raccontando storie e leggende.

Per i Celti l’anno nuovo iniziava il primo Novembre, quando terminava la stagione calda ed iniziava il rigido l’inverno, la stagione delle tenebre e del freddo.

Questo passaggio veniva celebrato con una festa chiamata Samhain, una specie di Capodanno che aveva inizio il 31 Ottobre,  che corrispondeva all’ultimo giorno dell’anno.

L’importanza attribuita a questa festa risiede nella concezione  celtica dell’universo e del tempo.
Il tempo era un continuum, che prendeva la forma regolare di un ciclo. La fine di ogni ciclo era considerata un momento molto importante e carico di magia.

Lo Samhain, in particolare, serviva ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, rafforzando la comunita’ grazie alla propoziazione degli Dei.

E’ per questo che i festeggiamenti acquisiscono una carica così sfrenata, tanto da non risparmiare neppure travestimenti, canti e balli.

Il significato di questa festa è anche più profondo se si considera che i Celti temevano che il 1° Novembre le forze degli Spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio.

Tutto allora poteva accadere.

I morti potevano tornare dall’aldila’, per unirsi ai vivi e festeggiare con loro.

Con le conquiste dei Romani, le culture cristiana e celtica vennero in contatto, portando in queste comunità un nuovo concetto della vita, molto distante da quello tradizionale.
Fu durante il periodo dell’evangelizzazione dell’Europa, che la Chiesa, cercando di sradicare i culti pagani, tese a sostituire i propri alle culture locali. Ma non sempre vi riuscì.

Nell’835 d.C. Papa Gregorio III sposto’ la festa di Ognissanti, celebrata per la prima volta nel 609 d.c. in occasione della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria e dedicata a tutti i Santi del Paradiso , dal 13 Maggio al 1° Novembre, nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa di Samhain.

Ma la forte influenza di questa rito non fu sradicata. Fu per questo che la Chiesa nel X secolo aggiunse una nuova festa, il Giorno dei Morti, celebrato il2 Novembre. Era dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi.

In inglese la festa di Ognissanti si chiama All Hallows’ Day. La vigilia del giorno di Ognissanti, cioe’ il 31 ottobre, si chiama All Hallow’ Eve.

Queste parole hanno subito una prima trasformazione prima in Hallows’ Even, e quindi ad Halloween.

Halloween, nonostante i tentativi di insabbiamento fatti dalla chiesa, e’ rimasta una festa legata al mistero, alla magia, al mondo delle streghe e degli Spiriti.

Fu verso la meta’ del XIX secolo, quando l’Irlanda fu investita da una terribile carestia che devasto’ le coltivazioni di patate, che, per sfuggire alla povertà, molte persone decisero di abbandonare l’isola. Si trasferirono negli Stati Uniti, in cerca di fortuna.

Lì crearono una forte comunita’, in cui venivano mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria, e tra di essi veniva celebrato il 31 Ottobre Halloween.

Ben presto, quest’usanza prese piede in tutto il popolo americano, diventando quasi una festa nazionale.

Ed è proprio grazie al cinema ed alla televisione che dalla terra d’oltre oceano ha invaso tutto il mondo, contagiando anche quella parte dell’Europa che ne era rimasta estranea.

In moltissimi film e telefilm spesso appare la famosa zucca, ed i bambini mascherati che bussano alle porte, molti sono i libri ed i racconti horror, che prendono Halloween come sfondo o come spunto delle loro trame.