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Archive for the ‘Le Feste di TUTTI’ Category

Dic
10

L’albero di Natale

Posted by Ethel on Dicembre 10, 2008

Ecco un altro simbolo consolidato del Natale: l’albero. Ma non un albero qualsiasi ma un sempreverde. Questo simbolo del rinnovamento della vita è stato, guardacaso, preso dalla tradizione pagana. E’ sempre stato presente sia nell’antichità che nel medioevo ed è stato solo successivamente assimilato dal Cristianesimo.

Non è certa la derivazione che se ne fa ai tempi moderni, ma sicuramente le prime tracce dell’usanza di addobbare gli alberi durante il periodo natalizio risale almeno alla Germania del XVI secolo.

Uno dei primi riferimenti storici alla tradizione si ha con una cronaca di Brema del 1570. Secondo tale scritto gli alberi venivano decorati con mele, noci, datteri e fiori di carta. E vi è addirittura una città che reclama la paternità di questa usanza: la città di Riga, alle porte della quale è stata posta addirittura una targa che in 8 lingue dice che fu lì che venne addobbato il primo albero di Natale nel 1510.

Un’usanza simile, precedente, si ha in un gioco medievale ch veniva celebrato il giorno della vigilia di Natale in Germania. Questo gioco prendeva il nome di gioco di ADAMO ed EVA. Consisteva nel riempire le piazze e le chiese di alberi da frutta quali simboli di abbondanza e richiamanti l’immagine del Paradiso.

Fu solo dopo diverso tempo che gli alberi da frutto furono sostituiti dagli abeti dato che, questi ultimi, avevano una profonda valenza “magica” . E non è un caso che sia proprio l’abete il posto in cui venivano deposti i bambini portati dalla cicogna.

L’usanza, originariamente intesa come legata alla vita pubblica, entrò nelle case nel XVII secolo ed agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania. L’uso di candele per addobbare i rami dell’albero è attestato già nel XVIII secolo.

L’albero di Natale fu a lungo considerato un uso protestante e fu la Chiesa stessa ad opporsi alla diffusione alle regioni a Sud del Reno. Fu solo dopo il Congresso di Vienna che iniziò a diffondersi questa usanza in tutte Europa. A Vienna l’albero di Natale apparve nel 1816 ed in Francia nel 1840.

Fu solo con il ‘900 che l’albero di NAtale ebbe la sua massima diffusione sia in Europa che in NordAmerica, ma fu nel dopo guerra che acquisì una dimensione commercialmente consumistica.

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Nov
26

Natale: in ogni Paese un modo diverso di festeggiarlo

Posted by Ethel on Novembre 26, 2008

Se chiedete ad un bambino italiano chi è Babbo Natale sicuramente vi risponderà convinto che è un vecchietto grassottello con una lunga barba bianca, che ama vestirsi di rosso e adora i bambini tanto, che ogni anno decide di far loro dei regali. Ma chi è e da dove venga veramente nessuno lo sa con precisione.

Diverse tradizioni accompagnano la leggenda di questo vecchietto e facilmente si sono adattate alle diverse culture.

In Germania (Froehliche Weihnachten)

Per i tedeschi il periodo natalizio ha inizio già a novembre, nel giorno di San Martino l’ 11/11 (che tra l’ altro corrisponde anche all’ inizio del carnevale). Si organizzano delle processioni nelle scuole in cui i bambini portano delle lanterne che serviranno ad illuminare la strada a San Martino.Talvolta ci si addentra anche nei cimiteri per illuminare lì dove c’è’ il buio.

San Nicola arriva il 6 Dicembre portando ai bambini cioccolatini e pan speziato ed altre leccornie.

Vergono poi preparate delle ghirlande, durante il periodo dell’Avvento, alle quali vengono associate delle candele nelle 4 domeniche che precedono il Natale. Dolci tipici di questo periodo sono i Lebkuchen o il Christollen che vengono accompagnati da vino speziato. E’ alla vigilia che si prepara l’albero e la sera della stessa arriva il Christkind (Gesu’ Bambino) e spesso si associa a questo arrivo anche quello di Babbo Natale per consegnare i regali a chi e’ stato bravo.

In questo giorno si usa consumare l’ Oca Arrosto o la Carpa Blu.

In Gran Bretagna

In Inghilterra le tradizioni natalizie non si distaccano molto da quelle degli altri Paesi. A Novembre si scrive la letterina e i negozi cominciano a mostrare i primi lustrini natalizi. Si attende il Natale aprendo progressivamente le finestrelle del calendario dell’avvento e due settimane prima di Natale si inizia a decorare la casa e l’albero.

I bambini si preparano ad accogliere i doni mettendo delle calze a disposizione di Father Christmas la vigilia, e mostrano la loro gratitudine lasciandogli un bicchiere di latte e un dolce (mince pie) e carote per la renna Rudolph.

Alla mattina del Natale si aprono i regali e a pranzo il classico tacchino ripieno e per dolce il Christmas Pudding o Christmas Cake. Alle 3 del pomeriggio: il discorso della Regina.

In Irlanda

Le tradizioni legate al Natale sono comuni alle nostre ma è nel giorno di S. Stefano che veniva seguita fino a poco tempo fa una caccia allo scricciolo.
Il motivo di tale accanimento e’ associato alla leggenda che accompagna il martirio di S. Stefano. Sembra infatti che il nascondiglio del santo fosse stato rivelato proprio dal fatto hce un uccellino che volò da dietro il cespuglio in cui si travava il santo.
E’ in memoria di questo episodio che gruppi di uomini, fingono di dargli la caccia, di catturarlo e poi di condurlo legato ad un bastone di casa in casa cantando e facendo la questua.
Naturalmente e’ solo una finzione. Ad oggi e’ di uso comune che uomini mascherati con abiti vecchi vadano di casa in casa offrendo canti ed intrattenimento.

In Polonia

In Polonia l’ albero di Natale si addobba il giorno della vigilia. Ed in questo giorno si mangiano solo cibi magri come il pesce o la verdura privi di qualsiasi grasso animale o vegetale.

A Natale spesso c’e’ la neve e si preparano dei bellissimi fuochi su cui arrostire salcicce.

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Nov
18

L’evoluzione di Babbo Natale

Posted by Ethel on Novembre 18, 2008

Tre simpatici vecchietti che portavano doni a tutti i bambini, comparsero per la prima volta in Francia, Inghilterra e Germania, con il nome rispettivamente di Père Noel, Father Christmas e il Weihnachtsmann.

Ai primi del 1900 Santa Claus era sempre presente nelle celebrazioni natalizie: sulle cartoline e nella pubblicità; protagonista di storie, compariva in moltissime rappresentazioni; e simpatici omini vestiti da Babbo Natale si trovavano nei grandi magazzini e agli angoli delle strade per riscuotere soldi da dare in beneficenza.

La sua immagine era univocamente riconosciuta come un simpatico e gioviale nonnetto con la barba, stivali neri e giacca con i bordi di pelliccia e un’ampia cintura. Alcune volte cambiava il proprio abito e lo sostituiva con una lunga veste ed un berretto, ma si distingueva dalle altre figure europee similari, perchè tendevano ad essere più imponenti e meno paffute.

Le due guerre mondiali spedirono milioni di soldati americani oltre oceano, che portarono con loro anche le usanze natalizie e la figura di Santa Claus.

Fu ampiamente osteggiato in tutta Europa: bruciato in Francia, fuorilegge in Olanda, picchiato in Bosnia e criticato dai vescovi cattolici nell’America latina, ma riuscì a sopravvivere a queste critiche tanto che tutt’oggi resta il simbolo del Natale per milioni di persone…e tale sembra voglia rimanere anche nel futuro.

E’ un lavoro duro quello di Babbo NAtale, tanto che con il tempo si è circondato di laboriosi aiutanti che lo coadiuvano nel fabbricare e portare doni a tutti i bambini.

I più piccini, ad oggi, credono che al Polo Nord, nella sua immensa fabbrica di regali ci siamo una schiera di elfi.

E’ dalla Scandinavia che è partita l’idea di associare gli elfi alla stagione natalizia, ma normalment evenivano visti più con simpatici disturbatori della quiete che non aiutanti di qualche simpatico nonnetto…ma come abbiamo visto le figure tradizionali sono soggette alle revisioni. Fu, infatti, solo agli inizi del XX secolo che in Danimarca, Norvegia ed Islanda gli elfi assunsero dei connotati benevoli.

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Nov
16

Il Natale di altri tempi e luoghi

Posted by Ethel on Novembre 16, 2008

Ho trovato un pò di notizie su festività simili al Natale cristiano che venivano svolti molto prima, o che vengono svolti tutt’ora in parti del mondo, ma che nulla hanno a che vedere con la cultura cristiana. Prima ancora di iniziare ad enumerarle vi voglio dire qual’è la cosa che sorprendentemente hanno in comune… il periodo dell’anno in cui vengono festeggiati!!!

Anche se non vogliamo essere eccessivamente didascalici per mancanza di competenze eccone un’elenco, che in parte ricalca alcune usanze cui abbiamo fatto riferimento negli articoli per la definizione di come è nato il Natale ma…non perdiamoci in chiacchiere!

Il dio Horus egiziano
Le testimonianze di affreschi e mosaici raffiguranti Horus in braccio a Iside che richiamano le immagini iconografiche cristiane della Vergine col bambino, fanno pensare che le immagini rappresentanti Iside e Horus, spesso raffigurati con la corona solare sul capo, siano state “rispolverate” da questa antica cultura e adattate alle esigenze proprie della cristiamità (cambiando i nomi…ma non l’essenza).

Il dio Mitra indo-persiano

Ecco un mito che sicuramente avrà ispirato molto le scritture cristiane: il culto di Mitra fu sicuramente quello che maggiormente ispirò il cristianesimo tanto che possiamo vedere delle corrispondenza anche nella natalità, infatti si diceva anch’esso fosse stato partorito da una vergine, anche lui aveva dodici discepoli e veniva soprannominato, ma guarda un pò, “il Salvatore”.

Gli dei babilonesi Tammuz e Shamash

Anche in Babilonia abbiamo dei festeggiamenti nel giorno corrispondente all’odierno 25 dicembre…ma questo avveniva ben 3000  prima della nascita di Cristo.

In questo giorno veniva festeggiato il dio Sole babilonese Shamash (chiamato Utu in sumerico e Shamash in accadico). Era anche dio della giustizia e della predizione, non solo del Sole, poichè il Sole, proprio per la sua posizione, riesce a vedere tutto: passato, presente e futuro.

Solo successivamente in Babilonia si iniziò a venerare la dea Ishtar e suo figlio Tammuz, che veniva considerato l’incarnazione del Sole.  Anche Ishtar, come Iside, veniva rappresentata con il suo bambino tra le braccia e attorno alla testa di Tammuz veniva disegnata un’aureola formata da 12 stelle che simboleggiavano i dodici segni zodiacali.

Beh, guardate un pò che coincidenza…anche il dio Tammuz muore per risorgere dopo tre giorni.

Dioniso

Durante il solstizio d’inverno, c’era una festa rituale chiamata Lenaea, “la festa delle donne selvagge”. Era svolta in onore di Dioniso e veniva celebrato il dio che “rinasceva” bambino dopo essere stato fatto a pezzi.

Bacab

Era il dio Sole dello Yucatan; ed ecco che anche qui ritorna l’immagine della vergine: infatti anche lui si credeva fosse stato messo al mondo dalla vergine Chiribirias.

Il dio Sole inca Wiracocha

Inti Raymi, il dio sole inca, veniva celebrato sempre nel solstizio d’inverno, che però, essendo nell’emisfero opposto al nostro cade al 24 giugno.

Se i primi citati abbiamo detto hanno influenzato i culti cristiani, cosa si può dire di queste culture che sono venute a contatto con la nostra solo in tempi assai più recenti?

I culti solari precolombiani mostrano infatti gli stessi tempi e simboli. E’ qui che una profonda riflessione dovrebbe scaturire circa l’origine comune delle religioni legata più alla ricerca univoca del significato della vita, che non limitarsi ad enfatizzare delle fedi più o meno esplicitamente intolleranti nei confronti delle altre. La matrice è la stessa…la mente dell’uomo!!!

Perchè in un sito di bambini tali discorsi?

Perchè la tolleranza si manifesta quando si hanno delle basi su cui fondarla: come si può essere tolleranti verso cose che ci vengono dipinte come sbagliate…poniamo ai nostri figli una visione più interessante dell’uomo, una visione GLOBALE dell’unità culturale delle diverse società umane.

Infatti non è un caso la coincidenza dei giorni di festeggiamento di tutte queste ricorrenze nel solstizio d’inverno. Il termine solstizio viene dal latino solstitium, che significa “sole fermo” (da sol, “sole”, e sistere, “stare fermo”).

Nell’emisfero nord quello d’inverno è osservabile nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre. Tale immobilità è data dall’inversione apparente del moto solare, raggiungendo il punto di massima distanza dal piano equatoriale. La notte raggiunge la sua massima durata. Quindi le ore di luce andranno ad allungarsi progressivamente fino al solstizio d’estate, in giugno.

Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma diventa visibile solo il terzo/quarto giorno successivo. Sembra precipitare nell’oscurità per poi rinascere ‘invictus‘ a Natale.

Bello no…provatelo a spiegarlo ai vostri figli…insegnerà loro a credere con un pizzico di coscenza in più a filtrare ciò che è fede e ciò che è costruzione.

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Nov
13

NATALE: oggi

Posted by Ethel on Novembre 13, 2008

Finalmente possiamo parlare del Natale dei giorni nostri.

Il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze  che hanno sia origini pagane che cristiane. Il Natale è preceduto dalla vigilia, che per tradizione, dovrebbe essere considerata un giorno di digiuno e di veglia con la quale ci si prepara a festeggiare durante tutto il periodo di feste.

I festeggiamenti continuano con l’ultimo dell’anno…quindi a Capodanno…il primo giorno dell’anno.

Tutte queste feste sono periodiche e il simbolo ricorrente è il rinnovamento,  e viene celebrato in tutte le civiltà con rituali che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo.

A chiudere tutte le feste, infine, arriva l’Epifania, una delle principali feste cristiane, che viene celebrata il 6 gennaio.

Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi diversi, come il ricordo dell’offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni.

I magi erano un gruppo di personaggi che, erano stati guidati da una stella verso Gesù, e, partendo si erano spinti fino a Betlemme per rendergli omaggio, portandogli in dono oro, incenso e mirra.

Solo successivamente vennero indicati come “re” e il loro numero venne fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, ma è tutto au artificio.

Questa festa porta ai bambini altri regali noncè pone fine a questo ciclo di festeggiamenti: nel giorno successivo all’epifania si iniziano a spegnere le luci e a disfare gli addobbi.

Se vi ricordate, nelle origini del Natale, le torce che accompagnavano la processione per la dea Iside, nei nostri giorni si sono trasformate nelle luci e nelle candele che addobbano le case, gli alberi, e le strade 8ancora un retaggio delle origini).

In periodi recenti da culto sacro della nascita del figlio di Dio, il Natale ha andato trasformandosi in un festeggiamento frenetico, assumendo la forma di una gara commerciale, tanto che la Chiesa stessa è intervenuta per promuovere il ritorno al Vero spirito con cui si dovrebbe accompagnare tale celebrazione.

Il pranzo di Natale normalmente è abbondante e viene consumato in casa circondati dai parenti e, di solito, è a base di carne. Anche la varietà di dolci prelibati che accompagnano il Natale è enorme e, spesso, tendono a ricordare simboli solari o tradizioni rurali. Questi dolci spesso richiedono una preparazione molto laboriosa che richiede che si inizi già diversi giorni prima.

Simbolo quasi irrinunciabile del Natale è il Presepe (o presepio), che, specie nei paesi meridionali fa bello sfoggio di sè, ma, secondo una tradizione più nordica, si è abbracciata l’usanza dell’albero.

La festa della Natività di Gesù, il Natale, quale lo conosciamo oggi, è divenuta la maggior festa ufficiale della cristianità solo in tempo relativamente recente.

Le prime tracce di tale festività si incontrano solo intorno al terzo secolo dopo Cristo e il suo definitivo affermarsi solo a metà del quarto secolo.
L’importanza di questa festa fu riconosciuta solo verso il 375 d.C. in Antiochia, mentre in Alessandria arrivò solo dopo il 430 d.C..

In questa storia del Natale, lunga e romantica, vengono rispecchiate le esigenze degli uomini di far posto a un po’ di speranza e di letizia anche nel cuore del rigido inverno, quando sembra che tutto perda vita e diventi sterile, si intravede già il seme che comincia comincia a germinare sotto la neve, perpetuando quell’eterno ciclo di rinascita che rivoluziona la Natura nel suo continuo ripetersi di stagioni e… i festeggiamenti dell’appropinquarsi della primavera rende il freddo più sopportabile.

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Nov
08

NATALE: quando arrivò la cristianità

Posted by Ethel on Novembre 8, 2008

Il Natale è la principale festa dell’anno, possiamo meglio definirlo un periodo di una serie di festeggiamenti che partendo dal solstizio d’inverno arrivano fino all’Epifania. Festa che nella tradizione popolare era legata alla chiusura di un ciclo stagionale e alla apertura del nuovo ciclo.

La festa appartiene all’anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6 gennaio.

La nascita di Gesù viene fatta risalire dal 10 al 4 a.C., ma il Natale non venne introdotto subito come festa cristiana, ma bisogna aspettare l’arrivo del IV secolo perchè compaia nell’Impero Romano, e nelle zone dell’Oriente anche più tardi.

Nel 274 d.C. l’imperatore Aureliano fu introdotta al 25 dicembre la Festa del Sole. Ed dall’associazione della festa cristiana a questa festa pagana che ha origine la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio, che, da come bruciava, faceva presagire come sarebbe stato l’anno futuro.

Il Cristianesimo inserì nelle proprie concezioni religiose tradizioni popolari preesistenti, così il giorno del dio solare e agricolo dell’Egitto e della Persia diventò il Natale cristiano, infatti nel 337, papa Giulio I fissa il Natale nella stesa data.

Non solo il giorno scelto per la celebrazione, ma anche altri simboli natalizi sono precristiani: l’abete era già tra i Celti simbolo di vita e di speranza poiché non perde le foglie neanche in inverno. La “cristianizzazione” è dell’VIII secolo quando S. Bonifacio fa crescere un abete al posto della quercia sacra a Thor e lo identifica con Gesù Cristo.

Magnifiche trasformazioni!!!

Inserire il Natale nel contesto invernale non fu facile perchè andava contro il racconto evangelico di S.Luca, che con i pastori che passano la notte all’aperto evocava piuttosto un ambiente primaverile. Poi c’era la precedente tradizione cristiana che fissava la nascita di Cristo in un giorno di primavera: Clemente di Alessandria l’aveva stabilita il 19 aprile, altri padri della Chiesa lo datavano al 18 aprile, altri ancora al 29 maggio o al 28 marzo.

Fu solo dopo molte discussioni ed esitazioni che i vescovi di Roma scelsero il 25 dicembre.

Ma quali furono le motivazioni addotte per tale scelta?

I calcoli dei vescovi furono basati sul fatto che la morte di Gesù avvenne al suo 33esimo anno in data 25 marzo. Considerando la data di morte di gesù la stessa nella quale lui si era incarnato nel ventre di Maria e considerando la sua nascita avvenuta 9 mesi dopo…ecco che ritorna il magico numero… 25 DICEMBRE!!!

Quante elugubrazioni dietro qualcosa che adesso ci sembra scontato!

Interessanti a sapersi e penso sia anche interessante raccontarle ai propri figli, in modo che sappiano discernere ciò che è fede e ciò che è costruzione dell’uomo.

Ma su questo volgio tornarci con calma, perchè è un argomento che mi interessa molto.

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Nov
06

NATALE: quando tutto ebbe inizio

Posted by Ethel on Novembre 6, 2008

Il 25 dicembre è stato considerato sempre un momento misterioso.

I rituali di celebrazione in tale giorno sembrano essere stati presenti già mille e più anni prima che la cometa apparisse ed è sempre stato legato ad un certo fascino e grandi speranze.
E’ così che già cinque secoli prima di S.Luca e di S.Matteo, sulle sponde del Nilo, durante il Natale di Horus, una grande festa notturna, un grido si levava forte:

Esultate! La Vergine ha partorito, la Luce rinasce!

Ma cos’è che rende questo periodo così importante?

Ciò che accade ogni anno è che dalle ore zero del giorno 21 dicembre le giornate cominciano ad allungarsi. E l’inclinazione dell’asse terrestre, nell’emisfero settentrionale, comincia a cambiare rispetto al Sole: l’inverno ormai è al suo apice e da quel momento in poi si viaggia verso una nuova stagione: comincia la primavera astronomica. Dopo il culmine di buio e oscurità ci si avvia nuovamente verso la stagione del sole e della vita.

Per gli antichi il solstizio d’inverno cadeva proprio il 25 dicembre e lo celebravano con una festa ricca di strani significati.

Tracce di celebrazioni “natalizie” si trovano presso le primitive religioni persiane, fenice, siriane, peruviane, messicane, indù, toccando quindi tutte le zone del globo…anche assai distanti tra loro.

Naturalmente, non avendo il significato cristiano, il tipo di festeggiamenti erano assai diversi nelle diverse culture:
- nell’antica Persia era celebrato cantando l’inno che narrava la nascita del mondo.

- in Alessandria d’Egitto con la festa del Natale di Horus abbiamo l’espressione natalizia più vicina a quella che abbiamo trasmessaci dalla cultura cristiana. Era la dea Iside ad essere celebrata. Statue che la raffiguravano col piccolo in grembo o attaccato al seno, venivano portate in processione di notte verso i campi al lume delle torce. Ci sono anche dei riferimenti a questa festa in alcuni testi greci, dove vengono enunciate alcune acclamazioni rivolte all’immagine della dea, nonchè la serie di invocazioni che si cantavano durante la processione, le “litanie di Iside”, che hanno una somiglianza notevole con le attuali litanie della Madonna.

Iside era chiamata “stella mattutina”, “stella del mare”, “porta del cielo”, “sede della sapienza”.

- Nella Roma pagana lo stesso significato lo avevano i Saturnali le feste d’inverno. Le celebrazioni del dio Saturno, dio dell’agricoltura, avevano inizio il giorno 17 dicembre e di prolungavano fino al successivo 24. Erano feste di gioia, di rinnovamento, di speranza per il futuro e in tale occasione si rinnovavano i contratti agrari, si scambiavano i doni, e si facevano sontuosi banchetti.

Fu solo cinquant’anni prima dell’arrivo di Cristo che a Roma venne introdotto il culto del Dio Sole, introdotto probabilmente dalle legioni reclutate in Siria e dagli schiavi orientali. Il primo Dio solare di Roma fu Deus Sol Elagabalus, il secondo dio solare fu Sol Invictus, poi succedettero Sol Invictus Elagabalus e Sol Invictus Mithras.

Quando si dice che ‘tutto il mondo è paese’ penso che non ci si renda conto di quanto sia vera tale affermazione. In una società in cui ci si può spostare velocemente e in pochi giorni raggiungere ogni angolo del globo,è facile immaginare che diverse culture si siano mescolate per dare vita alle tradizioni moderne (è un ossimoro ma rende l’idea). Immaginate però, queste stesse somiglianze in civiltà lontane, che non si sono mai viste prima…beh, è questo che ha dell’incredibile!!!

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