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Apr
07

Qual è il latte migliore per il bambino?

Posted by Ethel on April 7, 2009

Sul piano biologico la domanda è ridicola.

È evidente che latte destinato ad un piccolo della specie umana prodotto dal seno di una femmina della specie umana è meglio di quello prodotto da una mucca per il vitello, ma la domanda va fatta comunque perché negli anni più recenti la maggioranza delle donne che abitano nei paesi più progrediti hanno scelto di nutrire i loro figli con latte non umano.

Perché questa scelta e quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’allattamento al seno rispetto all’allattamento con il biberon?

Cominciamo con l’allattamento al seno, naturale, senza orari fissi, come si è sempre fatto prima che comparissero sulla scena i biberon.

Questi sono i vantaggi:

1. Il passaggio diretto. Non ci sono problemi di igiene e sterilizzazione. In condizioni di povertà, i biberon non sempre si possono sterilizzati e qualche volta il latte non è fresco. La sporcizia è causa di malattie. I neonati allattati con il biberon si ammalano più spesso di gastroenterite.

2. L’odore. Il neonato impara presto qual è l’odore del seno della madre e la riconosce attraverso quell’odore. Purché la madre non commetta l’errore di lavarsi il seno troppo frequentemente o troppo energeticamente, il bambino attraverso la propria saliva, vi lascerà il proprio odore e questo sarà uno dei primi legami fra madre e figlio. L’odore potrebbe, in teoria, restare anche sulla bottiglia o sua tettarella, ma l’igiene richiede che entrambe vengono sterilizzate, col risultato che non conserveranno alcun odore.

3. La snellezza della madre. L’allattamento completa il ciclo riproduttivo della madre che era iniziato con la fecondazione dell’uovo. Il processo fisiologico del produrre latte aiuta l’utero a riprendere le proprie dimensioni e accelera il ritorno della madre alla snellezza a all’equilibrio fisico di cui godeva prima della gravidanza. Se il bambino è allattato artificialmente la ripresa è più lenta.

4. La snellezza del bambino. I bambini allattati al seno raramente soffrono di obesità, quelli nutriti con il biberon spesso sono grassi. La ragione del sovrappeso è che i biberon non si svuotano come le mammelle. Quando il bambino ha fame e succhia il seno pieno di latte lo inghiotte avidamente, poi, quando è sazio, il seno si adegua a questa sazietà, e diminuisce l’offerta di latte quindi, ogni volta che il bambino mangia, la suzione, verso la fine, perde di intensità in un modo assolutamente naturale. Col biberon, invece, il bambino tende a succhiare, anche quando non ha bisogno di nutrirsi, solo perché è facile far uscire il latte dalla tettarella.

5. Il contatto fisico. Con l’allattamento al seno la madre e il bambino entrano, inevitabilmente, in un contatto fisico più stretto, che dà alla madre la sensazione di un legame profondo con il bambino, attratto, a sua volta, dal contatto con la morbida rotondità del seno. L’allattamento con il biberon esclude totalmente questo stretto contatto fisico, anche se mamme sensibili riescono a ricrearlo tenendosi il bambino stretto al seno mentre gli danno il biberon.

6. La gratificazione dei sensi. Le mamme che allattano con facilità e buoni risultati ricavano una forte gratificazione dei sensi nell’atto della suzione, completamente assente nel allattamento al biberon. Non è un caso che il seno sia un veicolo di piacere per la madre che allatta. L’evoluzione ha assicurato questa gratificazione per le stesse ragioni per cui ha reso piacevole il sesso, come mezzo per accrescere le possibilità di sopravvivenza della specie.

7. La riserva di anticorpi nei primi giorni dopo il parto. Il latte materno contiene speciali anticorpi che proteggono il bambino dalle infezioni fino a quando non sia attivato il sistema di difesa. Il latte di mucca non ha questa proprietà.

8. L’assenza di manifestazioni allergiche. Alcuni bambini sono allergici ai componenti del latte di mucca. Gli eczemi treni sono più frequenti nei bambini nutriti al biberon.

9. Lo sforzo minore imposto ai reni. Poiché è più naturale, il latte materno impone un carico minore ai reni del bambino che, con il latte di mucca, dovrà lavorare di più.

10. Riduzione delle irritazioni cutanee da pannolino. I bambini nutriti con il latte soffrono meno di irritazioni da pannolino di quelli nutriti con latte di mucca. Il latte di mucca, infatti, è meno digeribile e, di conseguenza, è più probabile che le feci irritino la pelle.

11. L’equilibrio nutritivo. Per il picco dell’uomo l’equilibrio chimico del latte prodotto dal seno materno è superiore a quello di qualsiasi altro. La natura del latte e la natura dei bisogni del bambino sono state sintonizzate nel corso dell’evoluzione e c’è da stupirsi che gli si possa sostituire, come spesso avviene, un latte predisposto per un vitello. Si sa che i piccoli dell’uomo sono sufficientemente adattabili per sopravvivere e crescere anche allevati con il latte di mucca.

Ma quanto diverso questo latte da quello materno?

Il latte di mucca contiene più caseina e per i piccoli della nostra specie risulta meno digeribile, forma dei coaguli nello stomaco del bambino e ne schiarisce le feci. Contiene più proteine e meno zucchero, inoltre, proteine e zucchero non sono dello stesso tipo. Il grasso, nel latte di mucca, è composto da particelle meno digeribili. La parte grassa del latte umano è più ricca di carboidrati. il latte di mucca ha un livello più alto di sodio e fosfati. Le vitamine del latte di mucca sono meno adatte ai piccoli della specie umana.

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