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Il sorriso di un bambino

Posted by Ethel on gennaio 28, 2009

Non c’è neinte di più affascinante in un bambino che il suo piccolo viso sorridente. La prima volta che la bocca di un neonato si apre in un largo sorriso è un momento memorabile per i genitori.

Ma quando esattamente il bambino sorride per la prima volta, e perché?

I pareri sono controversi ed, effettivamente, esiste un fuggevole pre- sorriso che compare molto tempo prima di quello vero. Anzi, del sorriso infantile ce ne sono 3 tipi distinti: il pre- sorriso (o sorriso  riflesso), poi il sorriso generico che non è selettivo, e infine il sorriso consapevole, che indica una scelta precisa.

In tutti e tre i casi il bambino sorride per una ragione diversa.

Il sorriso di riflesso, secondo quanto affermato da scrupolosi osservatori del comportamento infantile, si manifesta molto presto, addirittura tre giorni dopo la nascita e compare, a intervalli, per tutto il primo mese di vita. Fuggevole e incerto, è sempre riconoscibile come un vero sorriso, ma certamente preannuncia il largo sorriso che verrà in seguito. Si ha come reazione ad un suono di una voce acuta, a un leggero solletico o alla sensazione lo stomaco pieno. In quest’ultimo caso il sorriso è quasi una risposta accidentale, mentre per il solletico diventa una sorta di reazione di sorpresa, un piccolo soprassalto. Il neonato non sussulta fisicamente ma, attraverso il sorriso. Questa reazione corrisponde a ciò che conosciamo sull’origine del sorriso. Contiene un elemento di paura, o meglio di una leggera, moderata paura. Ma quando sugli angoli della bocca mentre si stira all’indietro si volta anche in su questo si trasforma in qualcosa di diverso e di speciale.

A differenza del pianto, che gli esseri umani di video dividono con le scimmie, il sorriso appartiene solo alla nostra specie. È diventato in tutto il mondo segno di amicizia tra gli esseri umani, eppure all’origine era manifestazione vi è un leggerissimo timore e lo conferma il fatto che le prime volte sia il solletico a provocarlo.

Il solletico si fa per scherzo, ma porta sempre con sé la paura che lo scherzo vada troppo oltre. Se la paura sembra eccessiva, ecco apparire il sorriso.

Il sorriso generico arriva pressapoco nella quarta settimana di vita. Dura più a lungo, è più aperto ed è accompagnato da un’ espressiva luce nello sguardo. Tutta la faccia sorride alla madre, incantata. È ancora la sua voce a far scattare questo sorriso più pieno, che, tuttavia, è stimolato genericamente dell’apparire dall’apparire del viso di un adulto. I genitori spesso pensano che, a questo stadio, il sorriso dei figli si è rivolto specificamente al loro, ma non è così! Questa è, infatti, la fase indiretta del sorriso.

Il sorriso consapevole si manifesta molto più tardi. Può comparire tra il quarto e il settimo mese, ma più è più probabile che arrivi tra il quinto e il sesto. E’ difficile distinguere questi due sorrisi solo guardando il viso del bambino, ma la differenza sostanziale sta in chi è il destinatario del sorriso.

Chiunque riceve un sorriso generico, ma solo chi ha un contatto stretto con il bambino può aspirare all’onore di un sorriso consapevole. Gli estranei che, fino a qualche settimana prima, riuscivano a guardare il neonato da vicino e essere compensati con un largo sorriso, ora hanno una delusione di scoprire che la vecchia tattica provoca, invece, il pianto. Il bambino ha, finalmente, imparato a riconoscere le facce dei suoi genitori e distinguerle da quelle degli altri. Il sorriso è diventato, così, un saluto strettamente personale, ancora più prezioso, quindi, per il padre la madre, ammessi in un circolo estremamente esclusivo dove gli sconosciuti non sono più ben accetti.

C’è, naturalmente, un quarto sorriso: il sorriso sofisticato dell’adulto, quello che rivolgiamo alle persone che si suppone debbano piacerci, indipendentemente dal nostro reale stato d’animo. Quando, da adulti, sorridiamo ad un estraneo lo facciamo deliberatamente, per ragioni di convivenza sociale; questo è sorriso con un saluto formale, una cerimonia tra umani.

Ma queste sottigliezze sono estranee al mondo del bambino che sorride se ci conosce e se ci trova simpatici e, con l’incantevole mancanza di diplomazia, e grida davanti ad un estraneo senza curarsi che sia o no una persona importante.

Il genitori credono, qualche volta, che i loro bambini imparino a sorridere per imitazione, li incoraggiano con teneri faccia a faccia, scandì i sorrisi vocalizzi per poi sorprendersi nel sentire che bambini sorridono in ogni caso, all’età giusta, anche quando nessuno si avrò cura di segnale della. Se anche gli si fossero sempre ravvicinati con un viso di pietra, il sorriso dei loro figli sarebbe comunque, regolarmente, comparso non è, il sorriso, una reazione legata all’apprendimento, è troppo importante perché possa essere lasciato al caso. È, invece,1′espressione del viso innata, intessuta profondamente nella nostra specie. Anche i bambini ciechi, che non hanno mai visto nessuno sorridere, arrivano a sorridere.

Ma allora sono inutili tutti i sorrisi e le manifestazioni di tenerezza da parte di genitori?

Assolutamente no!

Sono utili ai genitori stessi perché aiutano a rafforzare il rapporto con il bambino che, a poco a poco, impara a riconoscesse genitori come tali, secondo un processo che culmina, a cinque o sei mesi, nel sorriso consapevole.

Infine gli studi condotti sui bambini ciechi dimostra che il loro sorriso, nonostante sia innato, non si sviluppa. Man mano che il tempo passa, senza l’effetto retroattivo del sorriso dei genitori, sorridono sempre meno, mentre bambini che ricevono continuamente l’attenzione genitori sorridono sempre di più e per periodi più lunghi. Per questi bambini fortunati il sorriso diventa una preziosa forma di comunicazione sociale che dura tutta la vita, ma indubbiamente la prima infanzia il suo momento più importante.

La ragione per cui noi sorridiamo e le scimmie no è, semplicemente, che le scimmie hanno la pelliccia. Dividiamo con loro il pianto e le grida, come segnale di soccorso che stimola la madre a soccorrere i loro piccoli. Però il piccolo della scimmia per trattenere la sua mamma vicino a sè si aggrappa alla pelliccia, e il cucciolo d’uomo? Sorride, cattura l’attenzione dei genitori intenerendoli.

Questa la prima funzione del sorriso.

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