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Chi mi coccola? Come confortare un bambino
Posted by Ethel on gennaio 12, 2009Quando un bambino piccolo ha bisogno di conforto l’intervento più efficace è quello di dargli la sensazione di farlo ritornare simbolicamente nel grembo materno. Non c’è niente di misterioso in questo. Offrire consolazione e tranquillità ad un bambino che si sente infelice non significa incoraggiare la sua debolezza o ritardare il suo sviluppo, ma aiutarlo a superare un brutto momento. Quando un bambino viene rassicurato e capisce di poter contare sull’aiuto dei suoi genitori in momenti di difficoltà, avrà la capacità di essere più aperto ed espansivo nelle occasioni più serene. Essere severi e rigorosi con un bambino durante la prima infanzia è un atteggiamento totalmente inadeguato al suo livello di maturazione. La disciplina si può usare con i bambini più grandi.
Quando si trova nel grembo materno il bambino è come se fosse abbracciato dal corpo della madre. Caldo con il suo leggero movimento e il rumore smorzato del battito del cuore. Tutti questi elementi possono essere usati, dopo la nascita, per offrire al bambino un ricordo della vita uterina. L’abbraccio della madre, una copertina calda e soffice, il mormorio tranquillo della voce materna, il ritmico ondulare del suo corpo sono sensazioni confortevoli che riproducono anche se solo parzialmente la totale sicurezza del grembo, ma sono sufficienti a consolare un neonato infelice e a calmarlo se inquieto.
Spesso la madre scopre da sola uno schema di operazioni di conforto particolare specifico per il proprio bambino. In un caso si tratterà di stringerlo al petto mormorandogli qualche parola all’orecchio o passeggiare su e giù cullandolo tra le braccia. Il problema normalmente non sussiste perchè il calore materno aiuta molto a calmare il bambino, ma quando la madre è inquieta è facile che trasmetta tale nervosismo al bambino, perchè, irrigidendo il corpo dell’adulto inizia a muoversi a scatti, ad assumere un tono di voce troppo alto, compie gesti imprevedibili e poco coordinati, trasmettendo al bambino questi segnali di inquietudine. Talvolta delegando a qualcuno con un atteggiamento più calmo si possono risolvere molti degli inconvenienti.
Nelle società tribali i bambini venivano tenuti in braccio per la maggior parte del tempo. Ora sempre più spesso vengono lasciati soli. Li mettiamo nei lettini li portiamo nel passeggino e pretendiamo che siano allegri e diano il minor fastidio possibile.
Alcuni genitori sono tornati all’antica abitudine di portare con sé i propri figli nel marsupio, che sostiene il neonato sul petto dell’adulto durante lo svolgimento di alcune funzioni durante la giornata.
Statisticamente i bambini che sperimentano questa sicurezza durante la prima infanzia saranno melgio preparati ad esplorare coraggiosamente il mondo che li circonda quando saranno più grandi. Sono nutriti di sicurezza, rafforzati e pronti ad affrontare nuove imprevedibili esperienze.
I bambini che, per qualsiasi ragione, sono costretti ad essere lasciati soli più di quanto non vorrebbero, si può dare qualche oggetto che sostituisca il contatto materno.
A causa delle abitudini di vita dei genitori, molti bambini sono affamati di contatti fisici. Alcuni tradizionali strumenti conforto sono i ciucci che danno la sensazione dell’allattamento al seno, accanto al corpo protettivo della madre, anche se la madre non c’è. Discusso molto su questi oggetti vadano accertati di buon grado o addirittura banditi. Tutto si riduce a una sua domanda: il bambino è infelice o è soddisfatto se quando ha bisogno del contatto materno viene invece soddisfatto da ciucci e copertine. Se, per qualsiasi ragione, familiare sociale, è madre moderna non può dare al bambino tutto il conforto fisico che richiede, l’uso di questi oggetti sostitutivi è preferibile allo sconforto totale.
Soddisfare le necessità di un bambino significa soprattutto assicurarsi che sia sufficientemente sereno e appagato da poter esplorare il suo nuovo mondo da una base di sicurezza.
Il bambino soddisfatto è il bambino esploratore.




