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Pericoli casalinghi: una casa a prova di bambini

Posted by Ethel on dicembre 9, 2008

Questo non è l’ennesimo post che vi insegnerà come creare una casa a prova di bambino, perchè se entrate in qualsiasi negozio per l’infanzia troverete blocca-cassetti, blocca-sportelli, parafuochi, gommine per gli angoli dei mobili, copri-prese e ogni qual cosa vi possa servire per rendere sicura la VOSTRA casa per vostro figlio…ma cosa succede se andate in casa di altre persone?

Che vostro figlio romperà le bellissime porcellane della nonna, aprirà i cassetti, scoprirà l’esistenza dei coltelli e così via.

Il consiglio che vi dò è quello di stare attenti, ma non controllare vostro figlio costantemente, che è impossibile e, non è proprio nelle mie corde, sono troppo distratta e, dato che i consigli che vi dò sono stati già appplicati da me con i miei figli, non potrei mai dirvi una cosa del genere.

Create una cameretta a sua misura, con scaffali alla sua altezza, giocattoli adatti alla sua età ed evitate, solo nella sua stanza, oggetti delicati. Altre misure di sicurezza non sono necessarie: le prese della corrente, se sono tutte a norma, sono tali che non si riescono ad infilare le dita, anche quelle dei bambini piccoli; i cassetti non hanno bisogno di chiusure speciali, mai nessun bambino si è troncato le dita chiudendo un cassetto, il massimo che può succedere è che capisca che quando chiude un cassetto deve togliere le dita; il parafuochi è veramente necessario? Quanti bambini sotto i 4 anni hanno accesso alla cucina in assenza dei genitori, se avete una porta alla cucina, l’accortezza di chiuderla prima di andare via basta, in quanto il bambino tende a stare nella stanza in cui ci sono gli adulti.

Una cosa che invece ritengo sia inportante nelle case in cui sono presenti le scale, dei cancelletti, in quanto, anche se il bambino è molto prudente, almeno nei primi 2 anni ha un equilibrio molto instabile e cadere dalle scale potrebbe essere veramente fatale. Insomma: gni esperienza di pericolo che vostro figlio può sperimentare senza che venga intaccata per sempre la sua incolumità è ben accetta, ma se imparare che cadere dalle scale fa male comporta la perdita della deambulazione o addirittura la morte è meglio ritardare la comprensione di tale pericolo ad un’età in cui sappiamo che l’equilibrio acquisito sia sufficiente.

I miei figli, con piccoli accorgimenti e un pò di buon senso, sono riusciti ad esplorare tutti i pericoli della casa, farne la conoscenza e valutarne il rischio già entro i l’anno e mezzo e questo gli ha anche permesso di saper valutare se una cosa è rischiosa anche se non l’hanno mai vista prima.

I coltelli è normale che siano raramente a portata di bambino almeno fino ai due anni poichè il semplice piano del lavello è troppo alto perchè riescano ad arrivarci e così anche molte cose delicate è normale avere l’accortezza di porle in ripiani alti cosicchè, quando riusciranno ad arrivarci, saranno abbastanza grandi da comprendere un avvertimento in merito o che qualcosa è meglio adoperarla con un adulto.

Un modo per far capire la pericolosità degli aggetti affilati è quella di cucinare il minestrone insieme a vostro figlio facendovi aiutare a tagliare le patete: dategli un coltello poco affilato e vedrete che anche se si sbaglia e il coltello incontra il suo dito lui poptrà apprezzare il pericolo senza che il danno sia rilevante.

Insomma è solo una questione di buonsenso: i bambini devono imparare che i pericoli ci sono, se riescono ad accorgersene quando siamo presenti in qualche modo possono sapere che qualcosa fa male senza che ne subiscano le estreme conseguenze.

Un aneddoto che può ben spiegare quanto il nostro buonsenso sia importante in ogni nostra decisione, per quanto sconsiderata possa essere, è una cosa successa ad una mia amica, che si è ritrovata con il figlio di un anno che stava giocando con la candeggina e, come tutti i bambini di quell’età ,si stava mettendo le mani in bocca, lei corse subito dal medico che gli disse ‘E’ normale che un bambino di un anno metta le mani in bocca e giochi con una bottiglia, ma non è normale che una madre lasci a portata di mano la candeggina!’.

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