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MA CHI E’ CHE PIANGE?

Posted by Ethel on dicembre 29, 2008

Quando, in casa, un bambino si mette a piangere nel cuore della notte, la madre si sveglia. Anche se ha sempre avuto un sonno duro e il risveglio difficile, si scuote ed è immediatamente vigile e presente a se stessa. È stato solo il richiamo di un bambino in difficoltà a scuoterla, o ha capito capito che era proprio il suo bambino che piangeva?

Quasi tutte le madri, quando glielo si chiede, rispondono che non sarebbero capaci di riconoscere il pianto del loro bambino da quello degli altri, quindi è difficile dare una risposta; ma questa dovrebbe essere una particolare dote materna e quindi non controllabile.

Nelle società tribali, quando le abitazioni umane erano meno lontane l’una dall’altra, doveva esser normale che le madri sentissero il pianto di diversi bambini durante la notte. Sarebbe stato, dunque, molto vantaggioso per loro riuscire a riconoscere quello del proprio bambino e accorre solo in quel caso, senza svegliarsi ogni volta.

Ma le madri oggi si sbagliano credendo di non esserne capaci!

Alcuni osservatori hanno avuto la sorpresa di constatare che, negli ospedali, le madri, durante la notte, sembrano reagire più prontamente al pianto del proprio bambino e loro stesse, ricoverate nella corsia, hanno dichiarato che gli pareva effettivamente di riuscire a riconoscerlo. Si sentivano evidentemente più disturbate nel sonno quando il bambino che piangeva era il loro.

Come esperimento è stato registrato su un nastro il pianto di diversi neonati ed è stato fatto ascoltare alle madri addormentate per vedere quale di questi pianti le avrebbe fatte svegliare di soprassalto e quante seguivano a dormire tranquillamente. I risultati sono stati sorprendenti.

Dopo solo tre notti, 22 madri su 23 sottoposto al test, riuscivano a riconoscere nel sonno il pianto del proprio bambino, mentre quando gli altri si lamentavano da far pietà, seguitavano felicemente a dormire per tutta la durata della registrazione. I momenti in cui arrivava la voce del primo bambino si svegliavano di colpo. Non per tutte sono state necessarie tre notti ma 12 di loro sono riuscite riconosce il pianto del figlio, tra quello del 31 neonati, 48 ore dopo la nascita.

Questa notevole capacità umana è stata dunque confermata. È una dote antica, che vive ancora, nascosta nella madre moderna, anche se oggi non serve più.

Per farvi capire quanto sia particolare questa sensibilità, la madre è talemente sintonizzata con il pianto del bambino che identifica il suo modo di piangere e, se è pianto e di dolore, a correre immediatamente, altrimenti l’estero momento in ascolto prima di dedicarsi prima di decidersi ad alzarsi e andare, anche quando è appena uscita da un sonno profondo.

Perché l’ammirevole capacità della nostra specie di riconoscibilità di piccoli non ci inorgoglisca troppo sarà bene collocarla in un contesto più ampio.

Se fossimo pinguini reali invece di esseri umani, dovremo affrontare un compito ben più difficile, perché, ogni volta che la madre torna all’allevamento con un boccone di cibo deve riconoscere, dalla voce, nel proprio piccolo in mezzo a centinaia, o migliaia, di piumate creature quasi identiche tutte in attesa di cibo.

Se la nostra capacità è ragguardevole, la loro è SBALORDITIVA.

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