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NATALE: oggi
Posted by Ethel on Novembre 13, 2008
Finalmente possiamo parlare del Natale dei giorni nostri.
Il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze che hanno sia origini pagane che cristiane. Il Natale è preceduto dalla vigilia, che per tradizione, dovrebbe essere considerata un giorno di digiuno e di veglia con la quale ci si prepara a festeggiare durante tutto il periodo di feste.
I festeggiamenti continuano con l’ultimo dell’anno…quindi a Capodanno…il primo giorno dell’anno.
Tutte queste feste sono periodiche e il simbolo ricorrente è il rinnovamento, e viene celebrato in tutte le civiltà con rituali che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo.
A chiudere tutte le feste, infine, arriva l’Epifania, una delle principali feste cristiane, che viene celebrata il 6 gennaio.
Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi diversi, come il ricordo dell’offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni.
I magi erano un gruppo di personaggi che, erano stati guidati da una stella verso Gesù, e, partendo si erano spinti fino a Betlemme per rendergli omaggio, portandogli in dono oro, incenso e mirra.
Solo successivamente vennero indicati come “re” e il loro numero venne fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, ma è tutto au artificio.
Questa festa porta ai bambini altri regali noncè pone fine a questo ciclo di festeggiamenti: nel giorno successivo all’epifania si iniziano a spegnere le luci e a disfare gli addobbi.
Se vi ricordate, nelle origini del Natale, le torce che accompagnavano la processione per la dea Iside, nei nostri giorni si sono trasformate nelle luci e nelle candele che addobbano le case, gli alberi, e le strade 8ancora un retaggio delle origini).
In periodi recenti da culto sacro della nascita del figlio di Dio, il Natale ha andato trasformandosi in un festeggiamento frenetico, assumendo la forma di una gara commerciale, tanto che la Chiesa stessa è intervenuta per promuovere il ritorno al Vero spirito con cui si dovrebbe accompagnare tale celebrazione.
Il pranzo di Natale normalmente è abbondante e viene consumato in casa circondati dai parenti e, di solito, è a base di carne. Anche la varietà di dolci prelibati che accompagnano il Natale è enorme e, spesso, tendono a ricordare simboli solari o tradizioni rurali. Questi dolci spesso richiedono una preparazione molto laboriosa che richiede che si inizi già diversi giorni prima.
Simbolo quasi irrinunciabile del Natale è il Presepe (o presepio), che, specie nei paesi meridionali fa bello sfoggio di sè, ma, secondo una tradizione più nordica, si è abbracciata l’usanza dell’albero.
La festa della Natività di Gesù, il Natale, quale lo conosciamo oggi, è divenuta la maggior festa ufficiale della cristianità solo in tempo relativamente recente.
Le prime tracce di tale festività si incontrano solo intorno al terzo secolo dopo Cristo e il suo definitivo affermarsi solo a metà del quarto secolo.
L’importanza di questa festa fu riconosciuta solo verso il 375 d.C. in Antiochia, mentre in Alessandria arrivò solo dopo il 430 d.C..
In questa storia del Natale, lunga e romantica, vengono rispecchiate le esigenze degli uomini di far posto a un po’ di speranza e di letizia anche nel cuore del rigido inverno, quando sembra che tutto perda vita e diventi sterile, si intravede già il seme che comincia comincia a germinare sotto la neve, perpetuando quell’eterno ciclo di rinascita che rivoluziona la Natura nel suo continuo ripetersi di stagioni e… i festeggiamenti dell’appropinquarsi della primavera rende il freddo più sopportabile.
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