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POCHE REGOLE MA BUONE
Posted by Ethel on novembre 29, 2008
Già in altri articoli ho accennato alle regole, che tipo e che spirito devono celare dietro…. Ora mi dedicherò totalmente a questo argomento.
Quando parliamo di disciplina cosa vogliamo trasmettere?
Obbedienza o consapevolezza?
Vogliamo, insomma che nostro figlio ci obbedisca ciecamente o trovi dentro di sé un equilibrio che in nostra assenza lo guidi verso le scelte migliori?
Ora per dare regole facilmente trasmissibili ad un bambino queste, per prima cosa, devono basarsi sul nostro senso della vita.
Facciamo l’esempio: in diverse famiglie ci possono essere diverse regole per l’orario di addormentamento serale. In particolare, nella nostra famiglia, i bambini debbono andare a letto al massimo alle 20.30, mentre in altre so che i bambini restano svegli fino alle 23 e oltre.
I miei figli dormono molto e tendono a svegliarsi straniti se le ore di sonno sono troppo poche,poi c’è il fatto che, fino a qualche mese fa, le ore serali erano le uniche ore che potevo dedicare allo studio e quindi mettere i bambini a letto alle 23 voleva dire addormentarmi prima di loro e non aver tempo per studiare.
Ora ho finito gli studi, ci sono le vacanze, abbiamo il tempo di riposarci qualche ora il pomeriggio e mantenere la regola fissa sarebbe un abuso di potere ingiustificato.
Le motivazioni per la scelta di mettere a letto i bambini tardi, potrebbe essere giustificata da orari di lavoro dei genitori che consentano di stare con i propri figli sono nelle ore serali.
Insomma non è importante per il bambino quale sia la regola, lui sarà in grado di capirne le variazioni se ognuna viene fortemente motivata e soprattutto, le singole motivazioni, siano coerenti tra loro.
Quindi: abbiate ben chiaro il principio.
La seconda regola del porre le regole è la coerenza.
Se una regola è tale non può essere soggetta a ricatto da parte del bambino: in particolare, ogni eccezione è ponderata e quindi non cambia se il bambino fa i capricci ma cambia quando è possibile cambiarla o ponendo al bambino delle condizioni che, se non vengono rispettate, impediranno l’accadersi di altre eccezioni.
Facendo sempre l’esempio dell’orario di addormentamento: si può ovviare talvolta a condizione che facciano i bravi e lascino lavorare i genitori o che si sveglino senza fare storie la mattina o, ancora, essendo il giorno dopo domenica, ci si può riposare fino a tardi.
Se le eccezioni sono motivate potete evitare il problema della fantomatica frase “ma l’altra volta ce l’hai fatto fare”.
Per capire se le vostre regole sono chiare, quando vi trovate in contesti nuovi in cui il bambino si sta comportando male e lo ammonite provate a chiedergli che cosa ha fatto di male e perché. Se vi saprà rispondere, vorrà dire che i principi su cui avete basato le vostre regole sono ben chiari a vostro figlio tanto che li sa contestualizzare in altre situazioni…il fatto che faccia il discolo anche se lo sa… beh, quello è perché è un bambino!
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