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Il Natale di altri tempi e luoghi
Posted by Ethel on Novembre 16, 2008
Ho trovato un pò di notizie su festività simili al Natale cristiano che venivano svolti molto prima, o che vengono svolti tutt’ora in parti del mondo, ma che nulla hanno a che vedere con la cultura cristiana. Prima ancora di iniziare ad enumerarle vi voglio dire qual’è la cosa che sorprendentemente hanno in comune… il periodo dell’anno in cui vengono festeggiati!!!
Anche se non vogliamo essere eccessivamente didascalici per mancanza di competenze eccone un’elenco, che in parte ricalca alcune usanze cui abbiamo fatto riferimento negli articoli per la definizione di come è nato il Natale ma…non perdiamoci in chiacchiere!
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Il dio Horus egiziano
Le testimonianze di affreschi e mosaici raffiguranti Horus in braccio a Iside che richiamano le immagini iconografiche cristiane della Vergine col bambino, fanno pensare che le immagini rappresentanti Iside e Horus, spesso raffigurati con la corona solare sul capo, siano state “rispolverate” da questa antica cultura e adattate alle esigenze proprie della cristiamità (cambiando i nomi…ma non l’essenza).
Il dio Mitra indo-persiano
Ecco un mito che sicuramente avrà ispirato molto le scritture cristiane: il culto di Mitra fu sicuramente quello che maggiormente ispirò il cristianesimo tanto che possiamo vedere delle corrispondenza anche nella natalità, infatti si diceva anch’esso fosse stato partorito da una vergine, anche lui aveva dodici discepoli e veniva soprannominato, ma guarda un pò, “il Salvatore”.
Gli dei babilonesi Tammuz e Shamash
Anche in Babilonia abbiamo dei festeggiamenti nel giorno corrispondente all’odierno 25 dicembre…ma questo avveniva ben 3000 prima della nascita di Cristo.
In questo giorno veniva festeggiato il dio Sole babilonese Shamash (chiamato Utu in sumerico e Shamash in accadico). Era anche dio della giustizia e della predizione, non solo del Sole, poichè il Sole, proprio per la sua posizione, riesce a vedere tutto: passato, presente e futuro.
Solo successivamente in Babilonia si iniziò a venerare la dea Ishtar e suo figlio Tammuz, che veniva considerato l’incarnazione del Sole. Anche Ishtar, come Iside, veniva rappresentata con il suo bambino tra le braccia e attorno alla testa di Tammuz veniva disegnata un’aureola formata da 12 stelle che simboleggiavano i dodici segni zodiacali.
Beh, guardate un pò che coincidenza…anche il dio Tammuz muore per risorgere dopo tre giorni.
Dioniso
Durante il solstizio d’inverno, c’era una festa rituale chiamata Lenaea, “la festa delle donne selvagge”. Era svolta in onore di Dioniso e veniva celebrato il dio che “rinasceva” bambino dopo essere stato fatto a pezzi.
Bacab
Era il dio Sole dello Yucatan; ed ecco che anche qui ritorna l’immagine della vergine: infatti anche lui si credeva fosse stato messo al mondo dalla vergine Chiribirias.
Il dio Sole inca Wiracocha
Inti Raymi, il dio sole inca, veniva celebrato sempre nel solstizio d’inverno, che però, essendo nell’emisfero opposto al nostro cade al 24 giugno.
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Se i primi citati abbiamo detto hanno influenzato i culti cristiani, cosa si può dire di queste culture che sono venute a contatto con la nostra solo in tempi assai più recenti?
I culti solari precolombiani mostrano infatti gli stessi tempi e simboli. E’ qui che una profonda riflessione dovrebbe scaturire circa l’origine comune delle religioni legata più alla ricerca univoca del significato della vita, che non limitarsi ad enfatizzare delle fedi più o meno esplicitamente intolleranti nei confronti delle altre. La matrice è la stessa…la mente dell’uomo!!!
Perchè in un sito di bambini tali discorsi?
Perchè la tolleranza si manifesta quando si hanno delle basi su cui fondarla: come si può essere tolleranti verso cose che ci vengono dipinte come sbagliate…poniamo ai nostri figli una visione più interessante dell’uomo, una visione GLOBALE dell’unità culturale delle diverse società umane.
Infatti non è un caso la coincidenza dei giorni di festeggiamento di tutte queste ricorrenze nel solstizio d’inverno. Il termine solstizio viene dal latino solstitium, che significa “sole fermo” (da sol, “sole”, e sistere, “stare fermo”).
Nell’emisfero nord quello d’inverno è osservabile nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre. Tale immobilità è data dall’inversione apparente del moto solare, raggiungendo il punto di massima distanza dal piano equatoriale. La notte raggiunge la sua massima durata. Quindi le ore di luce andranno ad allungarsi progressivamente fino al solstizio d’estate, in giugno.
Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma diventa visibile solo il terzo/quarto giorno successivo. Sembra precipitare nell’oscurità per poi rinascere ‘invictus‘ a Natale.
Bello no…provatelo a spiegarlo ai vostri figli…insegnerà loro a credere con un pizzico di coscenza in più a filtrare ciò che è fede e ciò che è costruzione.
Idee per il Natale:
Idee regalo per bambini:


















