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SVEZZAMENTO NO PROBLEM
Posted by Ethel on Ottobre 12, 2008Dopo l’allattamento arriva lo svezzamento, un periodo che può essere tanto idilliaco quanto traumatizzante, perché ci sono bambini più propensi e altri meno.
Anche nella fase dello svezzamento i miei due figli sono stati totalmente diversi: con la prima pianti e strepiti, mentre il secondo non smetteva di mangiare, con la grande abbiamo iniziato ai 4 mesi e mezzo precisi, come da calendario, mentre con il secondo abbiamo iniziato prima, perché le richieste di cibo erano tali che la pediatra ci disse che il bambino stesso ci stava chiedendo di dargli qualcosa in più perché il latte non bastava.
Ma non furono queste le uniche differenze, ma ci fu anche l’atteggiamento della pediatra: con la prima iniziammo facendole bere l’acqua delle verdure bollite e nient’altro, e solo dopo abbiamo inserito le verdure schiacciate e la carne omogeneizzata, mentre con il secondo iniziammo subito con verdure e carne.
All’inizio mi sorprese la disinvoltura con cui inserì tutti i cibi nell’alimentazione del piccolo, perché, memore della precisione con cui procedemmo con la prima, mi appariva incongruente… ma il primo figlio non è il secondo!
La disinvoltura che una madre ha nei confronti del secondo figlio, e soprattutto già ha ben chiaro cosa è VERAMENTE importante e cosa, invece, si fa solo per eccesso di zelo.
In questo post voglio solo infondervi la disinvoltura con cui si è proceduto allo svezzamento del secondo figlio.
Per le tabelle di inserimento dei singoli cibi rimando a siti specializzati, a libri e pediatri, poiché chiunque vi può dire il calendario di inserimento dei diversi cibi ma io vi dico… che ogni bimbo è diverso!!!
E voi potreste rispondere: “Ma che c’entra?”
Ogni bambino può sviluppare o meno della intolleranze verso cibi apparentemente ipoallergenici e, anche rispettando le tabelle, potremmo vedere che nostro figlio viene irritato o dall’uovo o dal pesce o dal pomodoro.
Quindi qual è l’unica regola veramente importante nello svezzamento?
Inserire un cibo nuovo alla volta: se il bambino lo tollera, vuol dire che è pronto ad assimilare tale cibo, se compaiono strane bollicine o coliche o qualsiasi altro tipo di disturbo nelle ore dopo il pasto, vuol dire che è meglio sospendere quel tipo di cibo e riprovarci dopo qualche mese.
A mio figlio è successo con i pomodori. Quando glieli introdussi nell’alimentazione, cominciarono a comparire tutte bolle rosse, quindi decisi di non darglieli per un po’ e, quando glieli riproposi, non ebbe alcun problema.
Inserire più cibi insieme o in modo troppo ravvicinato potrebbero confondere l’effetto dell’uno o dell’altro e si rischierebbe di doverli sospendere entrambi.
Un tempo che ritengo congruo tra l’inserimento di un cibo e l’altro è di 10- 15 giorni…comunque ritengo che, un po’ di sano buon senso possa aiutare chi vuole introdurli in tempi più ravvicinati.
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