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Archive for ottobre, 2008

ott
21

HALLOWEEN: idee terrificanti

Posted by Ethel on ottobre 21, 2008

Io vi avevo proposto una versione rivisitata della leggenda di JACK…ora voglio darvi qualche consiglio su come renderla veramente t e r r r r r i b i l o s a ! ! !

Mettetevi con i bambini sotto una grande coperta ed una torcia al centro.

Cominciate a narrare la storia con più patos possibile.

Preparatevi vicino a voi degli strumenti che vi possano aiutare sonoramente e visivamente (o se siete in due uno fa i rumori al momento giusto).

Alcuni suggerimenti per ravvivare la vostra fantasia:

- Quando entra Satana nel pub, fate in modo che si apra lentamente la porta, magari legando un laccio alla maniglia e tirandolo lentamente;

- Quando il Diavolo si trasforma in una monetina fatene cadere una sul pavimento, dicendo magari ‘ toh, una monetina!’ e continuate a raccontare la storia mettendola dentro la tasca, come fece Jack

- Quando si descrive la notte di Halloween battere le mani per terra per simulare i riti delle streghe e..

.dite ‘non avete sentito niente?’, loro sicuramente diranno di no e voi dite…a me è sembrato di sentire un rumore strano…Ascoltate!!’ e fate un suono simile all’urlo di un fantasma…uuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!

- Quando dite che Jack vagava nella notte con il tizzone tiratogli da Satana…prendete la torcia e la coprite con un fazzoletto per simulare la rapa che Jack usò per evitare che il fuoco si spengesse…

Beh…se alla fine del racconto almeno qualche bambino non sussulta…mi comincerei a porre la domanda CHE FILM SI VEDONO QUESTI RAGAZZINI!!!

Ma penso che possa funzionare…con i miei ha funzionato molto meno!!! :-P

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ott
20

ME L’HAI PROMESSO: quel che è promesso è promesso e va mantenuto

Posted by Ethel on ottobre 20, 2008

Una delle frasi che peggio mi fan sentire è “me l’avevi promesso!”.

Io ho come principio di promettere solo quando so che posso mantenere la promessa, ma ahimè non sempre le mie buone intenzioni vengono premiate…e, naturalmente, in tal caso, c’è la vocina della coscienza che mi ricorda le mie mancanze.

Ci sono due tipi di promesse non mantenute:

- quelle che dipendono da voi

- quelle che dipendono da loro (i vostri figli).

Parlo prima del secondo caso che è nettamente più facile.

Riuscire a scaricare la colpa su qualcuno penso sia la cosa che maggiormente rilassa una persona (:-P) e, quando una promessa non mantenuta può trovare motivazioni fuori da voi, si coglie l’occasione, tanto di occasioni di colpevolizzarvi per vostro figlio ce ne saranno a bizzeffe.

Un esempio classico è: se gli avete promesso di portarlo ad una festa, ma nell’imminenza dell’evento, vostro figlio si comporta in modo poco appropriato, tanto che non vi sentite di premiarlo con un evento mondano.

È comunque nella natura del bambino reclamare il suo diritto alla festa e voi coglierete l’occasione per sottolineare la regola del DARE e AVERE, già vista in altri miei articoli.

Ma è quando dipende da voi che il problema si fa più…problematico: quando impegni improvvisi di lavoro vi impediscono di fare una gita tanto attesa da vostro figlio, quando vengono a mancare i soldi proprio in periodo natalizio o di compleanno, quando piove proprio il giorno della festa al parco.

I bambini spesso vedendosi negate le cose a loro promesse, anche se per motivi ragionevoli, è difficile che metabolizzino immediatamente il senso di mancanza, quindi è necessario che il genitore non si faccia sopraffare dal rimorso, quando viene colpevolizzato in quanto il bambino è cosciente che non è colpa vostra, ma ha bisogno di sfogarsi e… usa voi.

Quindi vi dirà che siete cattivi, perché non…ecc. ecc.

Ma come comportarsi in modo da recuperare?

Intanto dite che lo capite e che anche voi siete delusi da voi stessi perché non siete riusciti a fare niente per mantenere la promessa.

Abbracciatelo/a, piangete insieme a lui/lei e provate a trovare un argomento, come una piccola mancanza da parte sua per far capire che come ha sbagliato lui/lei potete sbagliare anche voi.

Così facendo date un’idea di reciprocità del rapporto e vi farete sentire meno divini, il che consola molto il bambino perché si crea spesso dei miti di supereroi sui genitori.

Per chiudere in bellezza il conflitto?

Concedetegli qualcosa come andare a cena insieme da soli, al cinema da soli, o farvi una scorpacciata di pop corn d’avanti ad un DVD di un cartone che ama tanto…insomma… sta alla vostra fantasia e a quella di vostro figlio/a.

L’unica nota è che si deve fare subito, I M M E D I A T A M E N T E, non aspettare facendo altre promesse che potreste disattendere nuovamente, ma colmare subito il vuoto, cosicché, quanto meno il bambino, la prossima volta che non rispetterete una promessa, vostro figlio avrà come appiglio emotivo un recupero EnTuSiAsMaNtE.

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ott
19

HALLOWEEN: la lanterna

Posted by Ethel on ottobre 19, 2008

Questa sezione di articoli la apro con dei piccoli lavoretti da fare per e con i vostri figli per prepararvi a questa StReGaTa festa mascherata.

Questo suggerimento serve per dare un apretto spettrale all’ambiente è semplice, veloce e molto economico.

MATERIALI:

carta velina arancione

colla e scotch

carta per collage nera

piattino

candela

N.B. sia la carta velina che quella per collage le potrete trovare in blocchi multicolore in cartoleria.

ESECUZIONE:

1. Ritagliate dalla carta per collage 3 triangoli (o 2 cerchi e un triangolo) che andranno a costituire gli occhi e il naso della vostra lampada-zucca e una forma per la bocca lasciandovi ispirare da alcune immagine che potreste trovare anche su internet (qui ve ne metto una se volete risparmiarvi la ricerca)

2. Prendete un foglio di carta velina e incollateci sopra le sagomine in modo da ricostruire la faccia

3. Chiudete il foglio costituendo un cilindro della sezione del piattino che avrete usato come base

4. fissate al piattino il cilindro con dello scotch

5. ponetevi al centro la candela e….VOILA’!

Ora siete pornti per una tetra atmosfera. Potete farne tante o limitarvi ad una, mettendo le altre candele senza alcuna lanterna in giro per casa!

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ott
18

UN ABBIGLIAMENTO PER OGNI OCCASIONE

Posted by Ethel on ottobre 18, 2008

Il compito di un genitore è quello di guidare i comportamenti del figlio in modo che da grande sappia stare bene in ogni situazione.

Cosa c’entra l’abbigliamento?” mi direte.

Ebbene, nel momento in cui vestiamo un bambino richiediamo a questo un comportamento consono, quindi, se mettiamo vestiti di marca e scarpe laccate al parco, gli diamo come messaggio che non può giocare; se lo vestiamo con una tuta ad un matrimonio gli diciamo che può scatenarsi.

Questo perché il nostro grado di attenzione verso i nostri figli aumenta quando una macchia ci costa 20 euro di tintoria o uno strappo rovina un completo da 100 euro.

Ma cosa pensa un bimbo, e mi è capitato, che, vestito tutto di bianco, sente la mamma dirgli al parco “non cadere se no ti sporchi!”.

Non cadere, che è qualcosa che normalmente non si fa volontariamente, comporta che il bambino non corra, non salti, non giochi sullo scivolo…ma allora perché è stato portato al parco?

Io, personalmente, tengo un cassetto con i vestiti che io chiamo ‘da battaglia’ e dal quale i miei figli prendono i vestiti adatti per il parco. Questo cassetto è pieno di vestiti molto usati, un po’ rovinati, che non è un problema se vengono sporcati.

Questa vostra attenzione nel vestire i vostri figli vi permetterà di assolvere meglio al compito di dare il minor numero di regole possibile e regole dietro le quali ci sono veri principi e non capricci vostri personali ed insegnare loro che c’è un momento in cui bisogna stare tranquilli e un momento in cui…ci si può scatenare!

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ott
16

HALLOWEEN: La STORIA di JACK

Posted by Ethel on ottobre 16, 2008

Ecco qui la narrazione della leggenda di Halloween, come potreste proporla in una notte tetra e oscura, infestata di streghe. Così tanto per avere un’idea di come terrorizzare tanti piccoli mostriciattoli vogliosi di brividi.

Si narra che molti, moltissimi anni fa, nella lontana Irlanda  viveva un vecchio fabbro di nome… Jack. Era un vecchio ubriacone e taccagno.

Proprio nella notte di Halloween, mentre sorseggiava l’ennesimo bicchiere di birra in un pub…

una figura oscura entrò nel locale…  gli si avvicinò…

gli poggiò una mano sulla spalla…

Lentamente lui si voltò ed una sagoma gli si parò davanti agli occhi. ‘Salve Jack!’, ‘chi sei?’ gli fece lui ‘Sono Satana!’.

Sollevando lo sguardo perso, scrutò l’immensa figura nera e…rimase in silenzio.

‘ Sono qui per la tua anima!’ reclamò il diavolo ‘Sono qui perchè la voglio!’.

Il vecchio, stordito dal troppo bere si stava lasciando andare nelle mani del perfido figuro…quando…

‘Io verrò con te, ma concedimi un’ultima bevuta!’. ‘Va bene’ acconsantì il Diavolo.

‘Non ho soldi!’ disse Jack, e Satana immediatamente si trasformò in una monetina per pagare l’oste.

Fu in quel momento che Jack la mise in tasca vicino ad una croce d’argento che impedì al Diavolo di tornare alla sua forma originaria.

Jack, allora, gli parlò fermamente ‘ io ti libererò solo se non tornerai a reclamare la mia anima prima di 10 anni’.

Satana accettò.

Passarono dieci, dieci lunghissimi anni.

Fu allora che in una notte tenebrosa…la notte in cui gli Spiriti si congiungono ai morti, la notte in cui le streghe danzano in lucubri riti propiziatori, che il Diavolo si presentò nuovamente a Jack.

Nuovamente Jack riuscì a strappare al Diavolo la promessa solenne che non l’avrebbe più cercato.

E così fu.

Gli anni passarono e Jack invecchiava perseverando nei suoi vizi quando un giorno… Jack morì.

Per le sue colpe non gli fu permesso di entrare nel Regno dei Cieli e, sceso agli Inferi fu costretto a bussare alla Porta del Diavolo.

Questo non gli aprì, e lo cacciò tirandogli dietro un tizzone ardente ‘ Vattene, vattene!!’ gli ripetè.

Jack raccolse il tizzone e se ne servì per ritrovare la strada giusta e lo mise sotto la rapa in modo che non si spengesse.

E’ da allora che Jack vaga con il suo lumino… attendendo il giorno del Giudizio.

Talvolta, nella nebbia delle notti invernali nella foschia della cupa nebbia, si vede in lontananza un lumicino, e i vecchi, per ricordarsi la sua storia lo chiamano JACK O’ LANTERN (Jack e la sua Lanterna).

Ed è il simbolo di tutte le anime dannate ed errabonde.

Brrr….che brividi!

Comunque, quando gli Irlandesi, in seguito alla carestia del 1845, abbandonarono il loro Paese e si diressero in America, portarono con sé questa leggenda e, poiché le rape non sono in America così diffuse come in Irlanda, le sostituirono con le più comuni zucche.
Da allora, la zucca intagliata con la faccia del vecchio fabbro e il lumino all’interno, è il simbolo più famoso di Halloween.

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ott
16

STATISTICHE DI VITALITA’ DEI NEONATI…. NUMERI NUMERI NUMERI!!!

Posted by Ethel on ottobre 16, 2008

I neonati sono molto diversi l’uno dall’altro, ma può essere utile sapere quali sono le loro caratteristiche comuni.

La gestazione va da 240 a 293 giorni, se meno il neonato si dice prematuro, se più si dice in ritardo e 266 giorni è l’intervallo più probabile tra il concepimento e il parto.

Calcolando 280 giorni dalla fine dell’ultima mestruazione si ha un calcolo abbastanza preciso della data di nascita del bambino.

Per motivi ancora non noti le bambine passano, in media, un giorno in più nel grembo materno rispetto ai maschi. I bambini bianchi in media passano 5 giorni in più dei neri e in India 6 giorni in più dei bianchi.

Queste sconcertanti differenze dipendono solo dalle etnie e non dalla struttura fisica del bambino, o il benessere della sua famiglia.

Madri con età compresa tra i 18 e i 30 anni hanno maggiori possibilità di portare a termine una gravidanza e avere un parto senza inconvenienti.

Dal punto di vista del bambino avere una mamma di 22 anni è la cosa migliore poiché : è l’età più feconda, con mortalità infantile minima (12 per mille), mentre per una madre di 45 anni è del 47 per mille.

Alla nascita il piccolo d’uomo pesa circa 3,5 kg, ma il peso è molto variabile, nonostante il 95% dei bambini si attestino tra i 2,5 kg e i 3,25.

I maschi pesano in media 200 grammi in più delle femmine. Il calo fisiologico nei giorni successivi alla nascita è del 10% del peso corporeo e si riacquista dopo una settimana.

Nel primo mese il peso cresce di circa 225 g a settimana. A 5 mesi avrà raddoppiato il suo peso e ad un anno lo avrà triplicato.

L’altezza media alla nascita è di 51 cm con il 95% dei neonati tra i 46 cm e i 56 cm, e ad un anno avranno preso tra i 25 e i 30 cm.

Il cervello raddoppia il suo peso entro l’anno passando dal 25% al 66% del peso definitivo.

Alla nascita le dimensioni della testa non sono proporzionate al resto del corpo, essendo il 25% dell’altezza totale del neonato, ma, completando la crescita, la testa non occuperà che 1/8 dell’altezza totale.

Il cuore del neonato è di circa 28 g e dopo un anno sarà di 28,60 g.

Nelle prime settimane la media dei battiti è di 140 bpm (battiti per minuto) con un picco, al momento della nascita di 180 bpm. La frequenza scenderà a 115 bpm alla fine del primo anno.

La maggiorparte dei neonati maschi presentano la discesa dei testicoli al momento della nascita, ma per quasi tutti gli altri accadrà durante il primo mese.

Il corpo del neonato è costituito da: 60% di acqua 16% di grasso 11% di proteine e 1% di carboidrati.

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ott
15

HALLOWEEN: la tradizione risale ai Celti

Posted by Ethel on ottobre 15, 2008

Quante volte abbiamo raccontato ai nostri figli le leggende legate alle feste delle nostre tradizioni.

Ma in un mondo globalizzato e in una società sempre più multietnica, molto spesso ci ritroviamo a festeggiare feste di ogni dove, senza conoscerne le reali radici.

Ecco qui che apro questa categoria con una festa che è entrata prepotentemente nella nostra cultura vuoi pilotata dai film americani, vuoi incentivata dalla voglia dei bambini di mascherarsi, ma che ha, in realtà significati molto profondi, legati ad una civiltà antica strettamente vincolata ai ritmi stagionali.

Le origini della festa di Halloween risalgono all’epoca in cui le isole britanniche erano dominate dai Celti, prima che l’Europa cadesse sotto il dominio di Roma.

I Celti erano un popolo di pastori, a differenza di altre culture europee, soprattutto rispetto a quelle del bacino del Mediterraneo. I ritmi che l’allevamento imponeva alla vita e alla comunita’ erano differenti da quelli dei campi.

Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, dopo aver passato tutta l’estate sui pascoli montani, i raccolti dei campi avevano assicurato scorte cospique per l’inverno, e la comunita’ poteva riposarsi, ringraziare gli Dei per la loro generosita’ e prepararsi a vivere chiusa in casa per i molti mesi successivi. Il freddo era tanto e l’esigenza di ripararsi dal freddo, portava le persone a chiudersi in casa e a dedicarsi a costruire utensili e trascorrere le serate raccontando storie e leggende.

Per i Celti l’anno nuovo iniziava il primo Novembre, quando terminava la stagione calda ed iniziava il rigido l’inverno, la stagione delle tenebre e del freddo.

Questo passaggio veniva celebrato con una festa chiamata Samhain, una specie di Capodanno che aveva inizio il 31 Ottobre,  che corrispondeva all’ultimo giorno dell’anno.

L’importanza attribuita a questa festa risiede nella concezione  celtica dell’universo e del tempo.
Il tempo era un continuum, che prendeva la forma regolare di un ciclo. La fine di ogni ciclo era considerata un momento molto importante e carico di magia.

Lo Samhain, in particolare, serviva ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, rafforzando la comunita’ grazie alla propoziazione degli Dei.

E’ per questo che i festeggiamenti acquisiscono una carica così sfrenata, tanto da non risparmiare neppure travestimenti, canti e balli.

Il significato di questa festa è anche più profondo se si considera che i Celti temevano che il 1° Novembre le forze degli Spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio.

Tutto allora poteva accadere.

I morti potevano tornare dall’aldila’, per unirsi ai vivi e festeggiare con loro.

Con le conquiste dei Romani, le culture cristiana e celtica vennero in contatto, portando in queste comunità un nuovo concetto della vita, molto distante da quello tradizionale.
Fu durante il periodo dell’evangelizzazione dell’Europa, che la Chiesa, cercando di sradicare i culti pagani, tese a sostituire i propri alle culture locali. Ma non sempre vi riuscì.

Nell’835 d.C. Papa Gregorio III sposto’ la festa di Ognissanti, celebrata per la prima volta nel 609 d.c. in occasione della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria e dedicata a tutti i Santi del Paradiso , dal 13 Maggio al 1° Novembre, nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa di Samhain.

Ma la forte influenza di questa rito non fu sradicata. Fu per questo che la Chiesa nel X secolo aggiunse una nuova festa, il Giorno dei Morti, celebrato il2 Novembre. Era dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi.

In inglese la festa di Ognissanti si chiama All Hallows’ Day. La vigilia del giorno di Ognissanti, cioe’ il 31 ottobre, si chiama All Hallow’ Eve.

Queste parole hanno subito una prima trasformazione prima in Hallows’ Even, e quindi ad Halloween.

Halloween, nonostante i tentativi di insabbiamento fatti dalla chiesa, e’ rimasta una festa legata al mistero, alla magia, al mondo delle streghe e degli Spiriti.

Fu verso la meta’ del XIX secolo, quando l’Irlanda fu investita da una terribile carestia che devasto’ le coltivazioni di patate, che, per sfuggire alla povertà, molte persone decisero di abbandonare l’isola. Si trasferirono negli Stati Uniti, in cerca di fortuna.

Lì crearono una forte comunita’, in cui venivano mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria, e tra di essi veniva celebrato il 31 Ottobre Halloween.

Ben presto, quest’usanza prese piede in tutto il popolo americano, diventando quasi una festa nazionale.

Ed è proprio grazie al cinema ed alla televisione che dalla terra d’oltre oceano ha invaso tutto il mondo, contagiando anche quella parte dell’Europa che ne era rimasta estranea.

In moltissimi film e telefilm spesso appare la famosa zucca, ed i bambini mascherati che bussano alle porte, molti sono i libri ed i racconti horror, che prendono Halloween come sfondo o come spunto delle loro trame.