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Archive for ottobre, 2008

ott
29

INVITO ALLA LETTURA: neo-papà

Posted by Ethel on ottobre 29, 2008

Papà aprite le orecchie o meglio… sgranate gli occhi… e leggete qui… perché qui arriverete a trovare tutto ciò che vi potrebbe aiutare nella crescita del vostro pargoletto. È stata necessaria questa sezione perchè nelle ricerche su internet sono pochi i siti dedicati ai neopapà e perchè i maschi tendono a parlare molto poco della loro esperienza genitoriale e questo impedisce agli inesperti di farsi un'idea preliminare di ciò che li aspetta. Questa sezione verrà curata da me (la mamma) e dal papà in modo da darvi un quadro di cosa si aspetta la mamma dal suo compagno e come realizzare delle aspettative senza sovraccaricarsi emotivamente di aspettative su ses tessi. Partiremo dal preparto per seguirvi attraverso il parto fino ai vostri primi mesi di vita del bambino e…oltre! Sperando di essere precisi, coincisi, nonchè, assai più importante….UTILI… vi auguriamo… BUONA LETTURA!!! Libri correlati: bambini e genitori gravidanza e parto papà

 

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Ue, due settimane di congedo anche per i papà

L'ultima parola spetta al Consiglio dei ministri dell'Unione Europea, ma intanto a Strasburgo le mamme e i papà eurodeputati hanno festeggiato una volta tanto tutti insieme, mostrando in aula palloncini rosa e celesti attaccati agli scranni dell’europarlamento.

Con 390 voti a favore, 192 contrari e 59 astensioni il Parlamento europeo ha infatti approvato ieri le modifiche alla direttiva Ue in materia di congedo minimo di maternità, portandolo da 14 a 20 settimane, tutte remunerate al 100% dello stipendio, andando addirittura oltre quella che era stata la proposta iniziale della Commissione, che chiedeva l'estensione del congedo per le neomamme da 14 a 18 settimane.

Inoltre, i deputati hanno anche approvato l'introduzione del congedo di paternità, di almeno due settimane. Gli Stati membri dovranno garantire ai padri il diritto di stare a casa col figlio neonato almeno per due settimane, senza dover chiedere permessi speciali e con lo stipendio intatto. Ciò rappresenta una novità per molti Paesi, compresa l’Italia.

Il progetto di legislazione vuole stabilire le regole minime a livello europeo, mentre gli Stati membri resterebbero liberi di introdurre o mantenere i regimi di congedo più favorevoli alle lavoratrici di quelli previsti dalla direttiva.

Il testo adottato dal Parlamento sarà discusso nei prossimi mesi dal Consiglio Europeo, che sarà chiamato a raggiungere un accordo che si preannuncia particolarmente difficile, vista la forte opposizione di Gran Bretagna, Francia e Germania, Paesi che ritengono la proposta troppo onerosa in tempo di crisi e di manovre restrittive, tanto che molti ministri del Tesoro europei avrebbero preferito evitare. Tanto da portare a dire alla commissaria per i diritti personali, Viviane Reding, che non sarà affatto facile confermarla: “È una decisione ambiziosa, non sarà facile trovare un compromesso coi governi nazionali”.

Come precedentemente annunciato, una forte opposizione al provvedimento è già stata annunciata da Francia (dove il congedo è attualmente di 14 settimane) e Gran Bretagna (dove si conserva il posto per 52 settimane, ma il congedo è obbligatorio solo nelle prime due dopo il parto, pagate al 90% solamente le prime 6, nelle successive sussidio minimo di disoccupazione). L'Italia ha attualmente una delle legislazioni più favorevoli in Europa: le donne hanno diritto due mesi di congedo prima del parto e tre mesi dopo il parto. Ma la situazione economica delle mamme italiane potrebbe ulteriormente migliorare, visto che oggi le lavoratrici partorienti percepiscono uno stipendio (salvo diversi patti aziendali) ridotto all'80 per cento.

Per i papà italiani, invece, il cambiamento sarà significativo: le due settimane previste (ma prese solo dal 20% dei papà) sono oggi garantite solo se la neomamma torna al lavoro o in altri casi particolari. Le nuove norme che attendono l'approvazione definitiva valgono anche in caso di adozione di bambini.

A fronte delle perplessità da conservatrici come la francese Morin-Chartier (“proposta demagogica e irresponsabile”) o della liberale inglese Elizabeth Lynne (“non bisogna rovinare i sistemi che funzionano”), il settore italiano del parlamento europeo ha accolto con soddisfazione bipartisan la proposta. “È importante, pur in una fase di crisi economica come questa — ha osservato Silvia Costa (Pd) — che il Parlamento europeo abbia affermato che la maternità è un valore sociale”.

E dal Pdl la neomamma Licia Ronzulli – che ha votato con la figlia Virginia in braccio (nella foto accanto) — ha parlato di “importante passo avanti che aiuterà milioni di donne europee a conciliare meglio il ruolo di madre con quello di lavoratrice”. Mentre, per quanto riguarda il congedo di paternità "il padre sarà messo nelle condizioni di poter contribuire all'assistenza del neonato e non perdere così questo momento straordinario. Anche i padri di coppie non sposate potranno beneficiare delle nuove norme”.

Soddisfatte per il voto di Strasburgo anche le deputate Barbara Saltamartini (Pdl) e Alessia Mosca (Pd), prime firmatarie di due proposte di legge per l'introduzione del congedo obbligatorio di paternità in Italia. “Sulla maternità – spiegano – in Italia la legislazione è già all'avanguardia, ma manca quasi del tutto una cultura della paternità, sulla quale la commissione Lavoro della Camera sta già lavorando”.

La commissione per i diritti della donna ha inoltre adottato emendamenti volti a proibire il licenziamento delle donne dall'inizio della gravidanza fino a almeno il sesto mese dopo la fine del congedo di maternità. Il testo adottato afferma anche che le donne devono poter tornare al loro impiego precedente o a un posto equivalente, con la stessa retribuzione, categoria professionale e responsabilità di prima del congedo.

Tutto ciò potrebbe sembrare una ovvietà, ma molto spesso oggi, diventare madri e perdere il lavoro, sono esperienze che spesso viaggiano di pari passo. Fonte Gravidanza  e documento su neopapà

ott
28

LE PUPILLE GRANDI: il fascino dei bambini

Posted by Ethel on ottobre 28, 2008

Quando ad un uomo mostriamo due fotografie identiche della stessa, bellissima, donna di cui una è ritoccata in modo che abbia le pupille visibilmente più grandi, l’uomo mostrerà una reazione più intensa guardando la foto ritoccata.

Questo è determinato dal fatto che, se una donna si sente attratta da un uomo, le sue pupille si dilatano attraendo a sua volta l’uomo da cui è emotivamente attratta.

I segnali di attrazione reciproca passano inconsciamente come segnali del desiderio di conoscersi meglio, stare più vicini, toccarsi, abbracciarsi.

Tutto questo vale anche per i bambini con i loro occhi grandi, e le loro pupille enormemente più grandi… esprimono in modo fisico ciò che il bambino non è ancora in grado di esprimere a parole: il suo bisogno di coccole.

Non avendo la forza e la coordinazione tale da potersi avvicinare alla madre cercherà di esercitare un’attrazione tale che sarà la madre ad avvicinarsi a lui.

Dato che alla vista della madre le pupille, già grandi, si dilatano ulteriormente, aumentando la reazione emozionale della madre verso il bambino.

Perché si possa vedere con chiarezza il richiamo delle pupille i bambini piccoli presentano il colore dell’iride molto chiaro, azzurro. Questo vale solo per i bambini bianchi poiché, per i bambini neri, le cui origini sono tropicali, l’intensa pigmentazione è più importante di qualsiasi altro elemento.

Comunque il colore degli occhi tende a cambiare intorno ai sei mesi quando il bambino impara a badare a se stesso, il passaggio è graduale attraverso un crescente intorpidimento. Se dopo i 6 mesi gli occhi restano azzurri e limpidi vuol dire che il loro colore sarà quello per sempre.

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ott
26

SONO UN PESCIOLINO

Posted by Ethel on ottobre 26, 2008

L’acquaticità dei bambini è un istinto innato che si va a perdere dopo la nascita.

Ho osservato molto i miei figli ed alcuni bambini che avevano paura dell’acqua per cercare di capire se, intuitivamente, si potevano riscontrare degli atteggiamenti nei genitori che potevano aver fatto scaturire questa paura… cosa ho visto?

Spesso bambini che hanno paura sono figli di persone che a loro volta hanno paura o non amano l’acqua; spesso i genitori che vorrebbero avere un figlio più spigliato in acqua, quando lo vedono più ‘svezzato’ non sono pronti ad accogliere questo cambiamento, vuoi per pigrizia, vuoi per scarsa sensibilità, vuoi per semplice inesperienza in acqua; spesso i genitori usano un eccesso di protezioni che limitano il movimento del bambino, impedendogli di trovare un equilibrio con l’elemento.

I miei figli, da quando avevano 4 mesi li ho messi nella vasca con me e facevano il bagno con me. Questo li ha abituati a ‘domare’ quantità di acqua molto superiori alle loro capacità.

Un bambino di 4 mesi sta seduto scompostamente e muovendo le braccine e le gambine è facile che scivoli e che si ritrovi sotto l’acqua.

Ora la prima differenza che vi farò notare può essere la diversa reazione che si ha nel vedere il proprio figlio andare sott’acqua:

- chi ha paura o scarsa confidenza con l’acqua lo risolleva subito e lo consola;

- chi è più avvezzo a questo elemento, invece, non si allarma e l’atto del risollevare il bambino è meno immediato e viene solitamente accompagnato da frasi come “volevi fare il pesciolino!”

Naturalmente i due comportamenti danno due messaggi diversi: il primo che l’acqua è pericolosa e stare sotto l’acqua è qualcosa di nocivo, mentre il secondo dice che l’acqua può essere pericolosa, ma se stai attento non c’è da aver paura.

In sintesi: se qualsiasi persona sta solo pochi secondi sotto l’acqua non succede niente, quindi si ha il tempo per riemergere senza alcun danno alla persona!

Bel messaggio no! Elimina ogni possibilità di panico stimolando l’autocontrollo.

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ott
25

MA LUI LO FA!

Posted by Ethel on ottobre 25, 2008

Penso che vi sia capitato spesso che voi non vogliate che i vostri figli non facciano qualcosa ma che molti bambini intorno a voi lo fanno.

È una situazione molto scomoda nella quale uno si può trovare in quanto è facile avere dei principi, ma quando si vede che, a certe regole si può ovviare senza troppi rischi, come spiegate a vostro figlio il fatto che non cambiate la vostra opinione?

Io sono una mamma molto permissiva su alcuni punti e poco su altri: nel gioco hanno la massima libertà poiché le uniche regole sono STATE ATTENTI e RISPETTATE GLI ALTRI, ma per quanto riguarda i compiti, il mangiare, la TV e tutto ciò che io ritengo faccia parte della sfera educativa sono molto intransigente e le eccezioni le sottolineo con forza.

Al parco talvolta mi trovo in difficoltà perché ci sono accanto i giochi a pagamento ai quali ritengo non sia costruttivo far andare i bambini perché già sono abbastanza caricati di tecnologia e un parco è il luogo migliore per il bambino di scoprire la natura e la gioia di rilassarsi con giochi che seguono il ritmo del suo corpo e non con giochi che gli dettano il ritmo.

Mantenere il punto è facile…fino a quando non vedono che gli altri bambini con cui stavano giocando vanno tranquillamente sulle giostre a pagamento e da lì… inizia la mia lotta:

- il mio primo salvataggio è che non porto soldi con me, ma se pensate che questo basti vi sbagliate, mi cominciano a tartassare dicendo che li chiedono alle altre mamme ( pensa che figura!)

- inizia la mia opera per distoglierli da questo punto, dicendo che ogni bimbo ha la sua mamma e che non è giusto chiedere soldi alle altre mamme

- dopo che si sono convinti (o quasi) della cosa mi chiedono perché non porti i soldi e lì, in quel momento, comincio a dargli le mie ragioni.

Conclusione: ritengo sia fondamentale farli soffermare su ciò che hanno, piuttosto che su ciò che non hanno, li faccio riflettere su quanto si siano già divertiti e sul fatto che il divertimento non è legato ai soldi e che le cose semplici sono più belle.

Questo è un esempio, ma ne potrei fare molti altri.

I punti salienti sono:

- quando date una regola siatene convinti, perché se vacillate anche una sola volta i bambini vedono la regola come una vostra presa di posizione più che ad un principio in cui credete;

- cercate sempre di trovarvi nella condizione in cui siete costretti a dire no (es. non portate i soldi) questo vi permette di iniziare la contrattazione che poi porterà al dialogo che si concluderà con l’esposizione dei vostri principi, quelli che in realtà volete trasmettere con la vostra regola;

- fate sempre notare loro di quanto hanno e quanto gli permettete in modo da fargli capire che il vostro NO è in mezzo ad un mare di SI’ e non è giusto che non vengano visti.

Su quest’ultimo punto voglio soffermarmi brevemente, e ci ritornerò successivamente: fate in modo che i vostri NO non siano la regola poiché il bambino non è libero di autoregolarsi e di conoscere la differenza tra un SI’ e un NO!

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ott
24

HALLOWEEN: idee divertenti

Posted by Ethel on ottobre 24, 2008

In ogni casa una zucca pelata

per questa notte un poco stregata

e una candela la illumini dentro

bella dritta e proprio nel centro.

tanti fantasmi verranno alla porta

con gli occhi tondi e la bocca un pò storta

e di sicuro vorranno un dolcetto

con la minaccia di uno…scherzetto!

Questa è una simpatica filastrocca che ho trovato in uno dei molteplici libri per bambini che invadono la mia casa.

Comunque mi è servita solo per introdurre questo nuovo articolo che voglio dedicare a questa festa molto simpatica.

Se avete intenzione di fare qualche festicciola vi voglio suggerire qualche piccola idea DA PAUUUUUURAA!!!

Dato che ancora non si può fare come in America e girovagare per le case chiedendo dolcetti si potrebbe fare una CACCIA al DOLCETTO.

Preparate una serie di cartoncini indicanti in rima il luogo dove potrebbero trovare i dolcetti e sguinzagliate i piccoli mostri alla loro ricerca.

Alla fine della serie di biglietti si conta chi ha trovato più dolcetti e sarà il vincitore!

IDEE per le rime:

C’è un gatto nero sotto al tavolino

che stringe a se un cioccolatino

-

Un fantasma biricchino è vicino alla finestra

se la paura non ti arresta

avvicinati e vedrai

che un dolcetto ci troverai

La brutta strega Betta

sempre va un pò di fretta

dalla pentola sotto il divanetto

ha perso ancora il suo dolcetto

-

Lo gnomo dispettoso

è anche un pò geloso

è per questo che sotto al letto

ha nascosco il suo dolcetto

-

Se la paura non ti frena

sai cosa c’è dietro la schiena

della poltrona potrai trovare

le caramelle da mangiare

Ora non voglio togliervi tutto il piacere di inventarne voi… quindi buon divertimento!!!

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ott
23

HALLOWEEN: Sprettallegro

Posted by Ethel on ottobre 23, 2008

Eccovi qua un’altra idea di maschera fai-da-te. Divertente per voi e per vostro figlio.

Richiede un pò più tempo del fantasma ma il risultato è entusiasmante.

MATERIALI:

body e fuseaux neri

tempere o colori per stoffa (i colori che vi consiglio sono: blu, verde, giallo e rosso)

pennello, non troppo piccolo

ESECUZIONE:

1. fate indossare al bambino il completino nero

2. cominciate a disegnare lo scheletro secondo lo schema corporeo, stando attenti ad alternare i 4 colori in modo da dare un effetto arlecchino.

Qui mi sono cimentata per darvi un’idea ma poi sta tutto alla vostra fantasia!

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ott
22

HALLOWEEN: Fantasma

Posted by Ethel on ottobre 22, 2008

Ecco qui un’idea di una semplicità mostruosa e mostruosamente divertente da fare e condividere con i vostri figli.

Un vestito spaventoso trasformando un semplice lenzuolo.

MATERIALI:

vecchio lenzuolo bianco

forbici

ESECUZIONE:

1. prendete un vecchio lenzuolo bianco

2. ponetelo sulla testa del bambino per prendere la distanza degli occhi del naso e se volete anche della bocca

3. forate con delle forbici in corrispondenza dei punti e…

BUON DIVERTIMENTO!!!

Potete farlo indossare a vostro figlio o indossarlo voi stessi…rincorrendolo per tutta casa facendo vocioni e minacciandolo di tanti solletichi…beh, poi sta alla vostra fantasia sfruttarlo…per me è stato un successo strepitoso fatto all’ultimo momento insieme alla lanterna, perchè i miei figli non avevano mai mostrato interesse per questa festa e me la sono dovuta inventare su due piedi il giorno stesso!

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