Papà aprite le orecchie o meglio… sgranate gli occhi… e leggete qui… perché qui arriverete a trovare tutto ciò che vi potrebbe aiutare nella crescita del vostro pargoletto.
È stata necessaria questa sezione perchè nelle ricerche su internet sono pochi i siti dedicati ai neopapà e perchè i maschi tendono a parlare molto poco della loro esperienza genitoriale e questo impedisce agli inesperti di farsi un’idea preliminare di ciò che li aspetta.
Questa sezione verrà curata da me (la mamma) e dal papà in modo da darvi un quadro di cosa si aspetta la mamma dal suo compagno e come realizzare delle aspettative senza sovraccaricarsi emotivamente di aspettative su ses tessi.
Partiremo dal preparto per seguirvi attraverso il parto fino ai vostri primi mesi di vita del bambino e…oltre!
Sperando di essere precisi, coincisi, nonchè, assai più importante….UTILI…
Quando ad un uomo mostriamo due fotografie identiche della stessa, bellissima, donna di cui una è ritoccata in modo che abbia le pupille visibilmente più grandi, l’uomo mostrerà una reazione più intensa guardando la foto ritoccata.
Questo è determinato dal fatto che, se una donna si sente attratta da un uomo, le sue pupille si dilatano attraendo a sua volta l’uomo da cui è emotivamente attratta.
I segnali di attrazione reciproca passano inconsciamente come segnali del desiderio di conoscersi meglio, stare più vicini, toccarsi, abbracciarsi.
Tutto questo vale anche per i bambini con i loro occhi grandi, e le loro pupille enormemente più grandi… esprimono in modo fisico ciò che il bambino non è ancora in grado di esprimere a parole: il suo bisogno di coccole.
Non avendo la forza e la coordinazione tale da potersi avvicinare alla madre cercherà di esercitare un’attrazione tale che sarà la madre ad avvicinarsi a lui.
Dato che alla vista della madre le pupille, già grandi, si dilatano ulteriormente, aumentando la reazione emozionale della madre verso il bambino.
Perché si possa vedere con chiarezza il richiamo delle pupille i bambini piccoli presentano il colore dell’iride molto chiaro, azzurro. Questo vale solo per i bambini bianchi poiché, per i bambini neri, le cui origini sono tropicali, l’intensa pigmentazione è più importante di qualsiasi altro elemento.
Comunque il colore degli occhi tende a cambiare intorno ai sei mesi quando il bambino impara a badare a se stesso, il passaggio è graduale attraverso un crescente intorpidimento. Se dopo i 6 mesi gli occhi restano azzurri e limpidi vuol dire che il loro colore sarà quello per sempre.
L’acquaticità dei bambini è un istinto innato che si va a perdere dopo la nascita.
Ho osservato molto i miei figli ed alcuni bambini che avevano paura dell’acqua per cercare di capire se, intuitivamente, si potevano riscontrare degli atteggiamenti nei genitori che potevano aver fatto scaturire questa paura… cosa ho visto?
Spesso bambini che hanno paura sono figli di persone che a loro volta hanno paura o non amano l’acqua; spesso i genitori che vorrebbero avere un figlio più spigliato in acqua, quando lo vedono più ‘svezzato’ non sono pronti ad accogliere questo cambiamento, vuoi per pigrizia, vuoi per scarsa sensibilità, vuoi per semplice inesperienza in acqua; spesso i genitori usano un eccesso di protezioni che limitano il movimento del bambino, impedendogli di trovare un equilibrio con l’elemento.
I miei figli, da quando avevano 4 mesi li ho messi nella vasca con me e facevano il bagno con me. Questo li ha abituati a ‘domare’ quantità di acqua molto superiori alle loro capacità.
Un bambino di 4 mesi sta seduto scompostamente e muovendo le braccine e le gambine è facile che scivoli e che si ritrovi sotto l’acqua.
Ora la prima differenza che vi farò notare può essere la diversa reazione che si ha nel vedere il proprio figlio andare sott’acqua:
-chi ha paura o scarsa confidenza con l’acqua lo risolleva subito e lo consola;
-chi è più avvezzo a questo elemento, invece, non si allarma e l’atto del risollevare il bambino è meno immediato e viene solitamente accompagnato da frasi come “volevi fare il pesciolino!”
Naturalmente i due comportamenti danno due messaggi diversi: il primo che l’acqua è pericolosa e stare sotto l’acqua è qualcosa di nocivo, mentre il secondo dice che l’acqua può essere pericolosa, ma se stai attento non c’è da aver paura.
In sintesi: se qualsiasi persona sta solo pochi secondi sotto l’acqua non succede niente, quindi si ha il tempo per riemergere senza alcun danno alla persona!
Bel messaggio no! Elimina ogni possibilità di panico stimolando l’autocontrollo.
Penso che vi sia capitato spesso che voi non vogliate che i vostri figli non facciano qualcosa ma che molti bambini intorno a voi lo fanno.
È una situazione molto scomoda nella quale uno si può trovare in quanto è facile avere dei principi, ma quando si vede che, a certe regole si può ovviare senza troppi rischi, come spiegate a vostro figlio il fatto che non cambiate la vostra opinione?
Io sono una mamma molto permissiva su alcuni punti e poco su altri: nel gioco hanno la massima libertà poiché le uniche regole sono STATE ATTENTI e RISPETTATE GLI ALTRI, ma per quanto riguarda i compiti, il mangiare, la TV e tutto ciò che io ritengo faccia parte della sfera educativa sono molto intransigente e le eccezioni le sottolineo con forza.
Al parco talvolta mi trovo in difficoltà perché ci sono accanto i giochi a pagamento ai quali ritengo non sia costruttivo far andare i bambini perché già sono abbastanza caricati di tecnologia e un parco è il luogo migliore per il bambino di scoprire la natura e la gioia di rilassarsi con giochi che seguono il ritmo del suo corpo e non con giochi che gli dettano il ritmo.
Mantenere il punto è facile…fino a quando non vedono che gli altri bambini con cui stavano giocando vanno tranquillamente sulle giostre a pagamento e da lì… inizia la mia lotta:
-il mio primo salvataggio è che non porto soldi con me, ma se pensate che questo basti vi sbagliate, mi cominciano a tartassare dicendo che li chiedono alle altre mamme ( pensa che figura!)
-inizia la mia opera per distoglierli da questo punto, dicendo che ogni bimbo ha la sua mamma e che non è giusto chiedere soldi alle altre mamme
-dopo che si sono convinti (o quasi) della cosa mi chiedono perché non porti i soldi e lì, in quel momento, comincio a dargli le mie ragioni.
Conclusione: ritengo sia fondamentale farli soffermare su ciò che hanno, piuttosto che su ciò che non hanno, li faccio riflettere su quanto si siano già divertiti e sul fatto che il divertimento non è legato ai soldi e che le cose semplici sono più belle.
Questo è un esempio, ma ne potrei fare molti altri.
I punti salienti sono:
- quando date una regola siatene convinti, perché se vacillate anche una sola volta i bambini vedono la regola come una vostra presa di posizione più che ad un principio in cui credete;
- cercate sempre di trovarvi nella condizione in cui siete costretti a dire no (es. non portate i soldi) questo vi permette di iniziare la contrattazione che poi porterà al dialogo che si concluderà con l’esposizione dei vostri principi, quelli che in realtà volete trasmettere con la vostra regola;
- fate sempre notare loro di quanto hanno e quanto gli permettete in modo da fargli capire che il vostro NO è in mezzo ad un mare di SI’ e non è giusto che non vengano visti.
Su quest’ultimo punto voglio soffermarmi brevemente, e ci ritornerò successivamente: fate in modo che i vostri NO non siano la regola poiché il bambino non è libero di autoregolarsi e di conoscere la differenza tra un SI’ e un NO!
Ecco qui un’idea di una semplicità mostruosa e mostruosamente divertente da fare e condividere con i vostri figli.
Un vestito spaventoso trasformando un semplice lenzuolo.
MATERIALI:
vecchio lenzuolo bianco
forbici
ESECUZIONE:
1. prendete un vecchio lenzuolo bianco
2. ponetelo sulla testa del bambino per prendere la distanza degli occhi del naso e se volete anche della bocca
3. forate con delle forbici in corrispondenza dei punti e…
BUON DIVERTIMENTO!!!
Potete farlo indossare a vostro figlio o indossarlo voi stessi…rincorrendolo per tutta casa facendo vocioni e minacciandolo di tanti solletichi…beh, poi sta alla vostra fantasia sfruttarlo…per me è stato un successo strepitoso fatto all’ultimo momento insieme alla lanterna, perchè i miei figli non avevano mai mostrato interesse per questa festa e me la sono dovuta inventare su due piedi il giorno stesso!