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MAMMA!!! Perchè è morto?
Posted by Ethel on Settembre 2, 2008
Penso che se esiste un tabù più grande della morte ancora non è stato scoperto, se il sesso è un problema solo per pudicizia e malizia, cosa assolutamente assente nei bambini, la morte è un tabù perchè il concetto di morte non è facilmente capibile se non ne hai esperienza diretta.
Una frase che ben rende l’idea è il detto che l’infanzia finesce quando si capisce cos’è la morte.
Ad oggi io, come anche molti di voi, mi sono scontrata più volte con la morte, sia quando ero figlia che quendo ero mamma ed in entrambi i casi mi sono trovata in difficoltà.
Il mio primo incrontro con la morte lo ebbi a 7 anni quando morì mio padre. Si spense in ospedale dopo un mese da che aveva avuto un attacco d’ictus. Mia madre, durante la convalesenza mi ripeteva continuamente che appena fosse stato meglio sarei potuta andarlo a trovare.
Il giorno in cui venni a sapere della sua morte mia madre mi aveva regalato un bel completo letto alla cui vista mi sono illuminata e subito dopo mi riferì che mio padre adesso stava ‘bene’, io entusiasta ho abbracciato mia madre e le dissi ” Allora possiamo andarlo a trovare?” e lei rispose “No, perchè papà è andato su una stellina!”. “Sì ma avevi detto che quando stava bene saremmo andati a trovarlo!” e così la discussione proseguì, io non ebbi il tempo di capire bene il concetto e non piansi neanche.
Nei successivi 7 anni sognai più volte il ritorno di mio padre, e anche se sapevo che era morto, la sensazione e la speranza e la sensazione che fosse ancora vivo mi rimase.
Questa sensazione mi scomparse solo a 14 anni, anno più disastroso della mia vita, in cui la mancanza di mio padre si fece sentire più che mai…piangevo tutte le notti, spesso passavo dal riso al pianto disperato e non capivo perchè questa sensazione di vuoto. Venni bocciata e ripetei la prima liceo. Poi tutto tornò per il verso giusto.
Solo successivamente capii cosa aveva determinato tutto quel trambusto interiore…ero finalmente riuscita a maturare il lutto: i sogni del ritorno di mio padre erano scomparsi e dentro di me mi sentivo serena.
Adesso, come madre ho avuto modo di riflettere su quello che forse è stato il motivo che ha scatenato tutto quel tormento: con il modo di espormi la morte di mio padre, mia madre non mi aveva permesso di capirne il vero significato. Dicendomi che stava bene, non mi ha dato l’impulso al pianto; dicendomi che stava su una stellina, non mi ha dato il senso del definitivo, però non vedendolo tornare ne sentivo la mancanza… insomma tutto indefinito e nebuloso.
Oltre a questo però capisco pure perchè l’ha messa in questi toni, e non la biasimo, tanto che le ho detto solo l’anno scorso di tutta la solitudine che ho sentito in quegli anni e lei mi chiese perchè non gliel’avessi detto ed io le risposi che non volevo darle delle preoccupazioni e che sapevo che lei non avrebbe potuto far niente. Avevo proprio perso la mia infanzia.
Voi come avreste annunciato (o come avete annunciato) la morte di una persona cara a vostro figlio?
Per la mia risposta personale vi rimando al prossimo post in modo da darvi il tempo per rifletterci su!
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Il tuo racconto mi ha commosso e mi ha fatto tornare ai miei 7 anni. Ho avuto la tua stessa esperienza con una componente ancora peggiore, quando accadeva ero in un collegio a circa 200km di distanza da casa e mi è stato detto dalla direttrice del collegio. Anch’io al momento non ho capito cosa era accaduto, non mi veniva da piangere però percependo che tutti se l’aspettavano, ho fatto finta. Crescendo ho realizzato che tutto sarebbe stato più semplice se avessi avuto, come te, il tempo di elaborare la malattia di mio padre, all’epoca (1974) i bambini forse non venivano ancora considerati esseri pensanti e capaci di emozioni, ora credo che se dovessi trovarmi a spiegare la morte di una persona cara a mio figlio, lo farei di certo anche se nella dovuta maniera adatta alla sua età. Un abbraccio. Eleonora
MAMMA!!! Perchè è morto?…
Quando avviene un lutto in casa sono sempre i più piccoli a risentirne… come spiegare l’irreversibilità di ciò che è successo…
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