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Set
20

Sculacciare o non sculacciare… questo è il dilemma!

Posted by Ethel on Settembre 20, 2008


Non è facile, in attimi d’ira, controllare i propri istinti nei confronti di mostri urlanti e di fronte alla quasi totale distruzione della vostra collezione di bambole di porcellana, ma spesso non sono solo i problemi più evidenti, ma anche la normale amministrazione che può comportare un intervento di varia intensità per frenare le piccole pesti.

State parlando al telefono con una persona e non siete riusciti neanche a sentire il suo nome, state lavorando al computer e avete riletto la frase già 10 volte non capendone assolutamente il significato, avete appena risistemato la stanza e un uragano la rende tale che sembra che non la sistemiate da un anno, stando a tavola il caos sembra impedire a piatti e bicchieri di rimanere sul tavolo: diverse situazioni, ma tutte comportano un livello di stress notevole.

Come gestirle, non in base al danno, ma in base all’intenzionalità e alla coscienza che hanno i vostri figli dell’accaduto, e alla vostra buona coscienza che avete fatto tutto il possibile per evitare che accada (perchè non sempre la colpa è del bambino!).

Quando divenni mamma ero convinta che non avrei mai sculacciato i miei figli: bene non è stato così!

Ma quanto è meglio una punizione rispetto ad uno sculaccione?

Quando eravamo piccoli i genitori usavano lo sculaccione liberamente come metodo educativo, oggi invece sembra che bisogna solo parlare con i bambini e farli ragionare: ma non sempre è possibile e non sempre sortisce l’effetto giusto!

Molti, probabilmente senza figli o con figli già grandi e scarsa memoria, se gli parli di sculaccioni sembrano trasalire, adducendo argomenti quali la scarsa efficacia, l’induzione ad atti più violenti ed altre argomentazioni simili, proponendo in alternativa di ‘ragionare’ o ‘ far mancare la propri approvazione’.

Ma ora proviamo a vedere i contro di queste altre due proposte:

-’ragionare’ talvolta porta ad una serie di recriminazioni prive di ogni rimorso per il gesto compiuto

-’far mancare la propria approvazione’ si può trasformare in una gelida tortura psicologica.

Ora concentriamoci solo sul bambino, perchè in ogni discorso di adulti sui bambini, ci si ritrova a considerarli piccoli adulti con i nostri stessi parametri. Ma vediamo un evento dal punto di vista di un bambino di 4-5 anni. A quell’età i bambini sono molto impulsivi ed hanno memoria breve, spesso finita la marachella raramente, se vengono puniti riescono ad associare la punizione con l’atto compiuto, rendendo inutile e deprimente l’effetto della nostra reazione, invece gli sculaccioni, sono immediati, agiscono nell’attimo in cui il bambino è pienamente cosciente dell’azione a cui sono riferiti.

Spesso accompagnare l’atto della sculacciata con frasi di disapprovazione, in modo da sottolineare quale comportamento ha destato la vostra disapprovazione, rende ancora più eloquente il messaggio.

A questo punto penso di aver perso metà dell’approvazione delle persone che stanno leggendo questo post: vediamo di ritirare su le sorti!

Proviamo a pensare ad un bimbo che ha dato un calcio alla sorella e la madre che lo sgrida ricordandogli che gli è stato detto più volte di non picchiare le persone e lo manda in camera, o lo punisce non dandogli a cena il dolce, il bambino come si sentirebbe?

Prima di tutto non è detto che vada spontaneamente in camera e quindi la madre è costretta ad urlare o a portarcelo di peso (cosa che è potenzialmente illegale!), avendo dimenticato quello che ha compiuto, non riuscirebbe a capire il perchè della privazione del dolce.

E’ vero che nel momento dello sculaccione il bambino può avere un senso di perdita di dignità, ma quanto meno saprà che calciare, sputare, picchiare, sono associati a questa sensazione e limiteremmo anche i nostri interventi per impedire il ripetersi dell’evento.

Le numerose campagne antisculaccioni hanno sicuramente comportato la riduzione, della già ridotta , autostima delle mamme, le quali si devono sentire costantemente in colpa ogni volta che alzano la voce contro i loro figli, ogni volta che danno loro uno sculaccione, come se fossimo delle snaturate che non sono in grado di gestire una situazione senza che venga legiferata dall’esterno.

Troppe volte mi sono sentita in difficoltà perchè i miei ‘angioletti’ si erano trasformati in mostri difronte ad una platea nutrita di persone, che mi guardavano storto perchè non riuscivo ad intervenire adeguatamente su di loro, io avrei voluto dare loro uno sculaccione, che sapevo avrebbe fatto cessare il disagio collettivo in un attimo, ma il terrore di essere giudicata come una madre snaturata mi ha fermato, prolungando l’agonia collettiva.

Un giorno che mio figlio più piccolo prese il largo con un serio attacco di rabbia, mi trovavo nella sala di attesa dell’ambulatorio della mia pediatra, lei intervenne dicendomi ‘Gli dia uno sculaccione la prego!’, io intervenni immediatamente, il pianto si esaurì subito e… calma fu!

E’ normale che intervenire regolarmente su bambini di 7 anni o più con sculaccioni è differente, in quanto l’età permette un tipo di ragionamento diverso e le punizioni sono maggiormente comprensibili. Ma anche in questo caso bisogna stare attenti: spesso le punizioni creano loop di risentimento notevoli difficili da placare, che possono portare i due contendenti (genitore e bambino) nell’incapacità di ricordare il motivo del conflitto stesso… in tal caso? Retrocedere su una punizione non è sintomo di debolezza, ma di amore… far capire a nostro figlio che gli siamo vicini anche in mancanza di un suo comportamento consono non è viziarlo ma fargli capire che il nostro amore prescinde ogni suo comportamento, e sarà più propenso a capire le nostre buone intenzioni quando lo sgridiamo.

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