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MAMMA!!! La recita è stata bellissima, perchè non c’eri?
Posted by Ethel on Agosto 17, 2008Le recite sono spesso sia momenti speciali che momenti di delusione… la cosa che il bambino attende di più e per la quale ha lavorato è sicuramente quella di mostrare un lavoro ed un impegno tutto suo per sviluppare un progetto.
La delusione più grande è certamente non poter vedere la vostra espressione quando osservate il suo impegno.
Io, durante le elementari, ho sperimentato più e più volte la sensazione di inutilità dovuta alla frequente assenza dei miei genitori alle mie recite.
Avevo sentimenti contrastanti in quanto sapevo che la loro assenza era giustificata dal fatto che il loro lavoro li impegnava a tempo pieno, ma, come qualsiasi bambino, la delusione era grande, e quindi mi sentivo cattiva perchè pensavo male dei miei genitori pur sapendo che non era colpa loro la loro assenza: insomma una guerra vera e propria di emozioni che si reiterava ogni volta!
Non parlai mai dei miei conflitti interiori perchè sapevo di poter arrecare tristezza e impotenza… portando i miei genitori a doversi giustificare di qualcosa che non potevano evitare.
Quando lo dissi per la prima volta a mia madre, che ero già madre a mia volta, lei restò molto sorpresa e sconcertata e mi chiese perchè non glielo avevo mai detto e cercò di giustificarsi, ma la interruppi perchè come non lo avrei voluto quando ero piccola non lo volevo adesso: non si devono giustificare dei genitori che lavorano per dare da mangiare ai loro figli.
Ma in tutto questo c’è stato un errore. I miei genitori davano per scontato che io capissi la situazione e mai mi hanno detto per certo che non sarebbero venuti ed io cercavo ogni volta i loro volti tra il pubblico, ma al massimo potevo scorgere quello della mia baby-sitter.
Ora come mamma per 5 anni non ho perso una sola recita scolastica dei miei figli ma, l’anno scorso, mi sono trovata nell’impossibilità di adempiere al mio compito. La prima cosa che feci fu esporlo a mia figlia e dirle che sarei stata veramente molto felice di vedere la sua recita e che il fatto di non vederla mi rendeva molto triste perchè perdevo sicuramente lo spettacolo più bello in assoluto. Mia figlia mi chiese il perchè della mia assenza e glielo spiegai, cercò di contrattare per vedere se c’era un modo per ritardare il mio impegno in modo che potessi vedere la sua recita, dopo una serie di convincenti trattazioni rinunciò.
Però terminai in modo positivo la conversazione in modo che non sentisse il vuoto dicendole che appena fossi tornata a casa volevo che mi raccontasse tutto in modo che sarebbe stato per me come se l’avessi vista di persona.
Penso che il maturare l’assenza prima che essa si verifichi, l’evitare l’aspettativa, la contrattazione, la comprensione di reale impossibilità sia riuscita a mitigare la sua certa delusione, poichè è l’unica cosa che non possiamo evitare, ma solo accompagnare in una matura coscienza delle contingenze.
I miei genitori contavano troppo sulla mia maturità non immaginando che non era una giustificazione che io volevo ma una compartecipazione del mio disagio.







